Cineterapia: può un film salvare una vita? Ecco 4 film terapeutici

Si dice spesso “quando una canzone salva una vita” riferendosi a quei momenti difficili in cui la musica ci aiuta a non abbatterci troppo. Ovviamente la stessa espressione può essere usata in riferimento al mondo del cinema. Infatti ci sono film terapeutici…

Quando un film salva una vita

Per non cedere ad una retorica melensa, possiamo benissimo dire apertamente che una vita non può essere salvata da un semplice film. Salvarsi dalle situazioni dolorose è un compito estremamente complesso che richiede un tempo maggiore di due orette scarse. Ciò non significa però che dal cinema non possa arrivare un aiuto importante, costituito dalla possibilità che ci fornisce di empatizzare con i suoi personaggi con dei veri e propri film terapeutici.

film terapeutici

Quattro film terapeutici

Ecco quattro esempi di film terapeutici ben riusciti che trattano quattro differenti difficoltà: anoressia, alcolismo, tossicodipendenza e disturbo borderline:

To the bone

To the bone è un film del 2017 distribuito da Netflix che vede tra i suoi protagonisti Lily Collins e Keanu Reeves. Il tema affrontato è quello dell’anoressia, ed il film è stato scritto ed anche in parte interpretato da persone che hanno realmente sofferto di questa patologia.

Si tratta di un’opera tosta ma allo stesso tempo delicata. Attraverso il percorso della protagonista vediamo ogni step della terapia grazie alla quale Eli tenterà di reagire al suo dolore.

Don’t worry

Don’t worry è uno di quei film del 2018 passati un po’ in sordina. Affronta il tema dell’alcolismo e vede nel cast le magistrali interpretazioni di Joaquin Phoenix e Jonah Hill.

Si tratta di una storia realmente accaduta che ha come protagonista il vignettista John Callahan, rimasto in sedia a rotelle a causa di un incidente stradale. In questo film assistiamo all’uscita dalla dipendenza da alcol; un percorso che viene mostrato onestamente senza alcuna patina hollywoodiana.

Ben is back

In Ben is back viene affrontato il tema della tossicodipendenza. Ancora oggi questo tema viene considerato molte volte come un problema morale, piuttosto che sanitario. Del tipo “te lo sei voluto”, e non invece “vediamo come uscirne”. Ben is back ci aiuta a considerarlo da una prospettiva equilibrata che non si lascia tentare né da una vuota commiserazione, né da una fredda condanna morale.

Il film – del 2018 interpretato da Lucas Hedges e da una Julia Roberts da Oscar – riesce a sconfinare in più generi, dal drammatico al thriller.

Ragazze interrotte

Divenuto ormai un grande classico, Ragazze interrotte (1999) affronta il disturbo borderline. Anche questo film è tratto da una storia vera e si basa sul libro autobiografico La ragazza interrotta di Susanna Kaysen.

Susanna viene internata in un ospedale psichiatrico dopo un tentativo di suicidio. Qui incontrerà una serie di persone attraverso le quali cambierà il modo di considerare se stessa. Le due principali protagoniste sono Winona Ryder e Angelina Jolie, che grazie a questo ruolo ottenne l’Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista.

Jacopo

Jacopo

Amante della filosofia e del cinema. Specialmente dei drammi in cui nascondi il singhiozzo ma poi ti esce col rinculo e si sente il doppio. Registi preferiti: Alexander Payne, Wes Anderson e Noah Baumbach. Film preferito: Will Hunting.