The Invention of Lying (2009): e se solo Ricky Gervais potesse dire le bugie?

The Invention of Lying è una commedia del 2009, diretta ed interpretato da Ricky Gervais. A spalleggiare il meraviglioso regista ed attore inglese ci sono Jennifer Garner, Jonah Hill, Jason Bateman e Patrick Stewart.

La trama de The Invention of Lying
Mark (Ricky Gervais) è uno scrittore deluso dalla vita ed è pure innamorato di una donna che non ricambia i suoi romantici sentimenti. Tuttavia vive in un mondo dove la menzogna non esiste. Sarà lui ad inventarla..

Il film
Immaginate un mondo dove esiste solo la verità, dove mentire non è solo non previsto, ma è proprio un atto sconosciuto. Metteteci in questo mondo un personaggio come Ricky Gervais.. Metteteci che scopre che non è proprio così..

Il protagonista è Mark Bellison, scrittore sfortunato in carriera e pure in amore, in quanto la bella Anna McDoogles (Jennifer Garner) non lo ricambia. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Dopo aver perso il lavoro e quasi l’appartamento, l’ultima spiaggia è quella di rivolgersi ad una banca (diciamo la patria della menzogna), dove scopre l’abilità che non cambierà solo il suo mondo, ma anche quello di tutti coloro che lo circondano.
Come per i bambini che cominciano a scoprire lo sfavillante mondo delle panzane, inizialmente Mark si impegna per il bene, e tiene questa attitudine solo per “i casi di necessità”. Ma le bugie hanno le gambe corte ed in questo caso le cose sfuggono pure di mano. Si ritroverà ben presto a fare i conti con le sue stesse frottole.

La bugia come panacea ad una vita di (false) verità

Questo mondo distopico tuttavia sa farci riflettere (ed in questo Gervais è maestro) sul significato di verità e menzogna, sincerità e felicità. Non spalleggia per la menzogna, anzi. Come in tutti i lavori di Gervais, bisogna guardare oltre la brillante comicità che sa trasmettere (anche senza l’utilizzo dei suoi simpatici dentoni) e lasciarsi persuadere dalle sensazioni di contorno. Ne usciremo arricchiti e con il sorriso in faccia.
Insomma, come sarebbe un mondo senza bugie? Beh nell’immediato non esisterebbero più la pubblicità, i raggiri, i delinquenti confesserebbero subito, pure le fakenews sparirebbero all’istante! Ma sarebbe un mondo più vero del nostro? Ecco non aspettatevi che il film possa in qualche modo rispondere a questo interessante quesito.

Tuttavia è un film da vedere (anche per gli spassosi camei di Philip Seymour Hoffman ed Edward Norton), per le comiche situazioni presenti in un mondo così vergine e le scappatoie che via via inventa Gervais grazie all’invenzione della bugia. Lui infatti, come da titolo all’italiana è: Il primo dei bugiardi (ma non l’ultimo).

Consigliato a:

Amanti del British humour e della follia (Black humour) di Ricky Gervais. Se vi piace l’autore leggete qui la recensione del suo ultimo spettacolo “Humanity“, e della sua più recente serie tv “David Brent – Life on the road“. Sempre con Gervais straconsigliato “Ghost Town“, in attesa di After Life, in arrivo su Netflix l’8 marzo 2019!

Trailer:

Dove recuperarlo?
just watch
Cosa dice la critica:

6,4/10
Tomatometer 56%; Audience 39%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.7
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.