Roma (2018): il trionfo del Cinema, non al cinema

Roma è un film del 2018 diretto da Alfonso Cuaròn ed in parte autobiografico.

La trama di Roma

1970. In un quartiere bene di Città del Messico la storia di una famiglia è vista dagli occhi della domestica Cleo.

Il film

Bella Roma, ma qui siamo da tutt’altra parte. Eppure il rimando, seppur non nella location, sta sicuramente in un certo amore per il cinema (anche italiano) d’altri tempi.

Roma di Cuaròn è un film intenso, fatto di immagini, e lo si capisce fin dalla prima scena in cui delle secchiate d’acqua riempiono, come onde del mare, un pavimento. Da lì in poi seguiamo le vicende di Cleo, una giovane domestica, sia nel suo ruolo all’interno della casa in cui lavora, sia a livello personale e sentimentale. Seguiamo come dei guardoni, dei voyeur, perchè la decisione di Cuaròn è quella di dare spazio totale agli eventi. Lunghe inquadrature, lievi spostamenti, è la vita che accade e noi possiamo solo assistervi.

film roma 2018

La trama è quasi assente, si tratta più che altro di frammenti di realtà che si susseguono uno dopo l’altro, si legati da un filo conduttore che è proprio la vita sentimentale di Cleo. L’impressione è quella di viaggiare all’interno dei ricordi in bianco e nero di Cuaròn, che non esprime alcun giudizio sugli avvenimenti, ma ci chiede di assaporare ogni momento positivo e negativo di quel che vediamo.

Il risultato è un film intenso e struggente, ma per niente facile. È davvero necessario amare il cinema in tutte le sue forme per farsi trasportare nelle oltre due ore di Roma. I dialoghi sono rarefatti e, comunque, tutti in spagnolo e mixteco (la lingua più tradizionale messicana) sottotitolati in italiano.

film roma 2018

Un film senz’altro non per tutti. Non perchè il mondo si suddivide in cinefili ed ignoranti, ma perchè ognuno di noi è abituato a ritmi diversi e ha una sua concezione di ciò che il cinema deve essere.

Varrebbe comunque la pena di dare un’opportunità di visione a questo Roma, in cui la meravigliosa fotografia in bianco e nero ad alto contrasto dello stesso Cuaròn insieme a Galo Olivares, regala immagini di rara bellezza.

Alfonso Cuaròn si conferma un regista con le palle, un visionario che sa fare cinema e non ha paura di fare esattamente ciò che vuole. Roma si mostra infatti per quello che è, un progetto molto personale, erede di una tradizione cinematografica quasi perduta. Guardando il film viene da pensare a certi capolavori del neorealismo quali Ladri di biciclette di Vittorio De Sica o al cinema di Ozu. Un cinema fatto di realtà, di immagini, silenzi e suggestioni (stile ancora ritrovabile in certi film coreani) che paradossalmente è antitetico all’idea di fruizione attraverso una piattaforma di streaming come Netflix. Eppure…

Consigliato a: chi vuole respirare il vero cinema

Trailer

Se vi è piaciuto guardate anche…

Almeno Ladri di biciclette e Umberto D. di De Sica e i film di Yasujirō Ozu

Cosa dice la critica:

8,2/10
96%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.5
Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.