Moulin Rouge! (2001): come what may

Moulin Rouge! è un film del 2001 diretto da Baz Luhrmann.

La trama:

Christian è uno scrittore londinese in cerca di ispirazione nella Parigi bohémien agli albori del Ventesimo Secolo. Per una serie di eventi fortuiti conosce una compagnia teatrale, che lo assolda per ultimare il loro spettacolo e presentarlo a Zidler, l’impresario del famosissimo Moulin Rouge, che ironia della sorte, vuole trasformare il locale in un teatro. È lì che conosce la bellissima Satine e dopo un incontro scaturito da un equivoco, se ne innamora perdutamente.
Il resto è storia.

Moulin Rouge

Il film:

Attenzione: questo articolo è (volutamente) gigionissimo.

Chi lo dice che i musical debbano avere sempre un lieto fine?!

Nell’Acchiappa sto Film della scorsa settimana vi ho parlato dell’anti-musical per eccellenza di Lars Von Trier Dancer in the dark. Questa settimana invece ho deciso di virare verso il polo opposto e scegliere uno dei musical per eccellenza, il primo musical in assoluto che ho conosciuto e amato. Una cosa però hanno in comune: il finale da lacrimoni.

La storia di Moulin Rouge sembra una di quelle classiche, travolgenti e appassionanti, dal finale tragico e inevitabile, in cui l’amore riesce comunque a trionfare. Non a caso è proprio l’amore il perno su cui gira l’intera pellicola, come dimostra la sua citazione più celebre:

«La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare.»

Chiunque abbia guardato il film più di una volta ha sperato di vedere Christian con il suo tanto agognato lieto fine e in molti hanno pensato di voler essere al posto di Nicole Kidman, o Ewan McGregor, tanto è magnifica la loro storia d’amore (quanto all’epoca erano belli loro).

Di certo non è solo la storia ad essere il punto di attrazione principale nel film, perché l’intero Moulin Rouge! è una grande e curiosa gigantesca attrazione. Può succedere quando dietro la macchina da presa si cela quel burlone di Baz Luhrmann. Ha fatto della sua rilettura in chiave moderna dei grandi classici un suo marchio di fabbrica e il Moulin Rouge! non è altro che la sua definitiva consacrazione.

Le scenografie sono maestose. L’uso della fotografia è studiato nelle inquadrature e nei colori, scelti e calibrati secondo lo svolgimento e gli eventi della trama. Soprattutto, l’uso anacronistico della musica colpisce per il coraggio e l’efficacia inaspettata. Siamo nel 1899, ma solo sulla carta. A parte “Come what may”, nessuna delle altre canzoni è inedita. La colonna sonora è composta da artisti come Randy Crawford, David Bowie, i Police, riadattati – e reinterpretati da dei sorprendenti Kidman e McGregor – secondo le esigenze della trama e alcuni pezzi risultano essere quasi più efficaci nella versione del Moulin Rouge!, piuttosto che nella loro versione originale.

Moulin Rouge

Spectacular, Spectacular
No words in the vernacular
Can describe this great event
You’ll be dumb with wonderment
Returns are fixed at ten percent
You must agree, that’s excellent

In uno spettacolo così grandioso non mancano i momenti bui e di tensione, come El tango de Roxanne, che a mio avviso risulta essere una delle scene più passionarie del film. Ma c’è un’altra cosa che in un film dalla storia strappalacrime non ti aspetti di trovare: la comicità! Già si intravede quando Christian incontra per la prima volta la sedicente compagnia teatrale sgangherata, formata dai personaggi più disparati. Esplode con la scena di Spectacular Spectacular, in cui l’incursione del Duca costringe Satine e Christian a trasformare l’intera situazione in un pitch improvvisato insieme al resto della compagnia. Tocca l’apice con Zidler che balla sui tavoli e i camerieri perfettamente coordinati in stile La bella e la bestia sulle note di Madonna.

Ricapitoliamo: il regista folle c’è, la storia d’amore c’è, gli imprevisti tragicomici sì, la colonna sonora leggendaria pure e sì, anche tre Globes e due Oscar. Adesso non manca più nulla.

Consigliato a: 

a chi ama la grande e spudorata spettacolarità e a chi ancora crede nell’amore vero, capace di affrontare ogni ostacolo.

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch

 

 

Cosa dice la critica:

lo chiamavano trinità imdb 7.6/10

lo chiamavano trinità rotten tomatoes76%/89%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7,1
Ilaria

Ilaria

Figlia di quegli anni '90 che hanno partorito le boyband, ma anche Twin Peaks. Cinefila in erba, musicista di giorno e divoratrice di serie tv la notte