La diseducazione di Cameron Post (2018): una rivoluzionaria delicatezza

La diseducazione di Cameron Post è il terzo film della regista Desiree Akhavan, tratto dall’omonimo romanzo di Emily M. Danforth. Ha vinto il Gran premio della giuria al Sundance Film Festival.

La trama de La diseducazione di Cameron Post

Cameron è una ragazza che vive una segreta relazione omosessuale. Una sera di festa viene sorpresa in atto d’amore con la sua amata. Dopo essere stata scoperta viene mandata in un istituto cattolico di correzione, dove tenteranno di insegnarle a castrare e a reindirizzare il suo orientamento sessuale.

la diseducazione di cameron post

Il film

La diseducazione di Cameron Post non rivela fin da subito la sua forza. Inizialmente tutto accade lentamente; scena dopo scena fatichiamo a capire che tipo di film stiamo guardando. Sicuramente si è davanti ad una pellicola indipendente, questo è chiaro e ci piace.

Poi, con la delicatezza che carratterizza la protagonista, cominciamo ad entrare nel vivo della storia. Dentro questo istituto religioso di correzione conosciamo i poveri ragazzi che si vedono obbligati – dai loro genitori – a farne parte. Cogliamo, nei loro sguardi, la fatica di chi tenta con tutte le sue forze di convincersi di avere qualcosa che non va.

Religione o setta?

Una delle domande più importanti che questo film ci spinge a porci è: quand’è che una religione diventa una setta? Forse la “setta” altro non è che la deriva che qualsiasi religione può prendere se portata ai suoi estremi.

Coloro che dovrebbero prendersi cura dei ragazzi mostrano difatti di agire secondo un piano prestabilito, che non mira ad altro se non alla realizzazione di un ideale che non scende a compromessi e che non conosce dialogo.

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In tutto ciò rimaniamo colpiti da come Cameron procede in questo percorso innaturale. Lei, che con i suoi silenzi potrebbe sembrare impassibile e priva di spina dorsale, si rivela invece la più forte di tutti.

Certo, anche lei viene indotta a dubitare di se stessa e della sua omosessualità, ma forse è proprio questo che la salva. Cameron è un personaggio che sa stare nel dubbio e, grazie a questa sua capacità, ci insegna che è proprio nei momenti di esitazione che possiamo trovare la nostra parte più autentica.

L’opinione

Siamo di fronte ad un vero gioiello cinematografico. La diseducazione di Cameron Post ci travolge senza violenza, ci ispira i sentimenti più profondi con pochissime parole e con minimi movimenti. Chloë Grace Moretz è spettacolare nella sua interpretrazione. La colonna sonora è azzeccata. Insomma, si tratta di un film da vedere, che abbiate a cuore i temi LGBT (si spera di sì) o meno.

Consigliato a: a chi vuole approfondire la relazione religione-sessualità

Trailer:

Se vi è piaciuto guardate anche…

C.R.A.Z.Y.

Cosa dice la critica:

7/10

86%

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
Jacopo

Jacopo

Amante della filosofia e del cinema. Specialmente dei drammi in cui nascondi il singhiozzo ma poi ti esce col rinculo e si sente il doppio. Registi preferiti: Alexander Payne, Wes Anderson e Noah Baumbach. Film preferito: Will Hunting.