Animali fantastici – I crimini di Grindelwald (2018): lasciatevi stupire!

Che I Crimini di Grindelwald sia una creatura strana è chiaro ormai a tutti, e i pareri oltreoceano e quelli intranet (“-10 punti a Tassorosso per la battuta”) l’hanno ormai sancito. Il sequel di Animali Fantastici ha molti difetti, ma esisterà qualcosa che salva il film? Sì, anzichenò!

La trama di Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald:

Dopo gli eventi del precedente film, il mago oscuro Gellert Grindelwald (Johnny Depp) evade di prigione, pronto a radunare seguaci. Intanto il magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) riceve un misterioso incarico da una sua vecchia conoscenza, destinazione: Parigi.

Il film:

i crimini di grindelwald

Pioggia.  Tensione, mistero. Poi un’evasione (adrenalinica ma forse un po’ confusa). Il ritmo di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald incalza. Tra strade nebbiose al nostro protagonista viene affidato un incarico. Siamo in una spy story anni ’30.
No? Peccato. Ma per buona parte della sua durata il film vuole essere anche quello, e non ci riuscirebbe nemmeno male…

Animali Fantastici era riuscito a ritagliarsi una propria dignità di film ambientato nell’universo di una saga già conclusa, perchè l’ampliava coerentemente con toni maturi, permettendo agli spettatori, profani e non della saga di Harry Potter, di immergersi nuovamente in quel mondo, e questo non era necessariamente un male (industria cinematografica ed economia vanno sempre a braccetto).

Ma dove il primo creava una storia autonoma chiudendola anche, per quanto possibile, il secondo soffre della sua natura di ibrido, di capitolo di passaggio verso i prossimi (di questa nuova pentalogia).

i crimini di grindelwald

Quindi l’affresco si amplia e gli ottimi protagonisti del film precedente finiscono in alcuni momenti sullo sfondo insieme alla carta da parati, mancando anche di caratterizzazioni efficaci, schiacciati da una sceneggiatura di J.K. Rowling piena di sottotrame, indizi e accenni, ottime per un romanzo, ma meno facili da seguire per lo spettatore, e soprattutto da gestire per la regia.

David Yates, ormai un veterano (e tutti sappiamo non sempre con risultati felici su Harry Potter), in questa nuova saga sembra rinato,e la sua regia, sorretta da una splendida fotografia, gestisce piuttosto bene (non sempre) lo spettacolo.
Tra i difetti maggiori de I Crimini di Grindelwald però, il montaggio danneggia sia regia che storia, creando un ritmo di tanto in tanto singhiozzante (a causa di numerose scene tagliate).

Nonostante quanto spiegato sopra dal mio collega (che sono sempre io, ehi), il film intrattiene dannatamente bene, si fa apprezzare per tanti piccoli momenti, che non si risparmiano nemmeno di emozionarci (inaudito che un film faccia questo vero?), creando splendide immagini e riflessioni.

i crimini di grindelwald

Ma le creature ci sono? Sì, sono meno che nel film precedente, ma sono belle e bizzarre (e non mi riferisco a Newt). Il minutaggio per loro e per i protagonisti è stato avido (sopratutto per quanto riguarda la coppia Queenie e Jacob), volendo raccontare molte altre storie di altrettanti personaggi. Menzioni d’onore per l’Albus Silente di Jude Law (quando si gira alla sua prima apparizione lo sa benissimo anche lui quanto carisma ha in una sola inquadratura) e il Gellert Grindelwald di Depp, esteticamente azzeccato e attorialmente magnetico.

Magnifica, poi, la colonna sonora di James Newton Howard.

Di crimini di Storia e di quelli della Rowling:

Se siete arrivati fino a qui, o siete temerari o pensate che gli spoiler non siano un problema. Buon per voi, stolti.

Cliccando qui possibile spoiler
Al netto di strizzate d’occhio eccessive (J.J. Abrams non sei nessuno), le non poche incongruenze con la saga letteraria potrebbero legittimamente rovinare a molti la visione. Tra le più vistose forse la presenza nella Hogwarts del 1927 della Professoressa McGranitt (ma nulla vieta che non sia Minerva, ma la madre), che se non spiegata potrebbe essere una delle tipiche forzature nella scrittura di J.K. Rowling.

Come forzato è anche il passaggio di Queenie al lato oscuro della magia, poco approfondito e motivato (anche a causa dei tagli di montaggio), nonostante riveli il fascino tragico della giovane e svampita maga, intensificando la sua alienazione dalla società e portandola a farsi ammaliare dai discorsi infidi e fascinosamente vuoti di Gellert Grindelwald.

E su di lui è focalizzato l’ultimo atto, con la messa in scena di uno splendido e agghiacciante comizio che avvicina pericolosamente il movimento di Grindelwald e la sua spiccata abilità oratoria ad ideologie che si sarebbero presto affacciate sul Mondo in quegli anni ’30 (e drammaticamente sempre attuali), mostrando anche l’ombra di una guerra più concreta e su scala mondiale rispetto alla crociata dei maghi (bellissima l’esclamazione “Non un’altra guerra, no..” di un Jacob atterrito).

Un capitolo di transizione, che lascia sicuramente dubbi (sperando possano essere chiariti), e che dispone le pedine sulla scacchiera.

Infine, il colpo di scena finale sulla vera identità di Credence è un altro tipico esempio dello stile narrativo della Rowling, che punta a colpire sul momento con l’inaspettato (e più inaspettato di questo, oltre che posticcio, non c’è). Dando il beneficio del dubbio di un possibile bluff da parte del villain, il film si chiude. Se lasciando un sorriso o un’espressione di disprezzo siete voi a deciderlo… 

Sipario.

Consigliato a: chi aveva apprezzato il primo, agli appassionati di Harry Potter, sia della saga letteraria sia solo dei film. Date una possibilità e forse vi stupirà…

Trailer:

Cosa dice la critica:

i crimini di grindelwald imdb 7.1/10

i crimini di grindelwald rotten tomatoes40%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.5
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Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura