Angel-A (2005): per romantici non convenzionali

Angel-A è un film del 2005, prodotto e diretto dal regista francese Luc Besson, con Jamel Debbouze nel ruolo di André e Rie Rasmussen in Angel-A.

La trama di Angel-A

Un uomo incontra una donna a Parigi. Punto. (Luc Besson)

Il film

Due persone, apparentemente con nulla in comune, si incontrano a Parigi in una situazione particolare. Entrambi infatti, hanno deciso di buttarsi dal ponte Alessandro III, su quella Senna che attraversa una delle città più belle ed ambigue del mondo. Ambigua come quel ponte che celebra l’alleanza tra Russia e Francia ma che collega la città all’Hotel des Invalides, oggi la tomba di Napoleone, storicamente avverso alla Russia.

Mentre viene inquadrato quel decoratissimo ponte in Art Noveau (ci sono quattro piloni a rappresentare le quattro età della Francia: medievale, rinascimentale, assolutista e moderna), due ragazzi, sullo sfondo, mischiano le loro vite.

André, giovane magrebino giunto in Francia grazie alla vittoria di una Green Card alla lotteria, si trova in grande difficoltà economica ed è braccato dai creditori di mezza Parigi. Angel-A si trova sullo stesso ponte ed è triste, non vi è un perché.

Dopo un breve dialogo la ragazza decide di lasciarsi andare, e cade nel vuoto. Con un gesto di grande eroismo, il piccolo Andrè (Jamel Debbouze) si tuffa e salva Angel-A (Rie Rasmussen) da morte certa.

Comincia così un rapporto di amicizia e curiosità reciproca, tra due personaggi completamente diversi, che ciononostante sfideranno il loro destino nella città delle favole, dipinta in bianco e nero come il regista Luc Besson ci ha voluto mostrare. Alle volte, per la verità, la tonalità passa a delle sfumature bruciacchiate, forse a voler sottolineare gli angoli più belli della Ville lumière, la Parigi alla quale il film è completamente dedicato. La scelta del bianco e nero non riguarda solo il fascino che essa sa trasmettere, ma anche la volontà di lasciarci concentrare sulla storia di questi due tristi e comici personaggi e sul destino che li ha uniti. Uno angelo custode dell’altro.

“Io sono uno zero e siccome ho dei problemi, il cielo mi manda una baldracca?”

L’opinione

Si tratta di un film nel film. Lo si può guardare per gli innumerevoli riferimenti al cinema e all’amore per Parigi (da “Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders” al tour per tutti i luoghi di culto della città) oppure come la storia di due persone totalmente diverse, che sapranno sviluppare un’incantevole storia d’amore ai piedi della Tour Eiffel.

Consigliato a
Per romantici non convenzionali.

Vi piace Luc Besson? Leggete la nostra recensione di Léon

Trailer

Cosa dice la critica:

imdb 7,1/10
rottentomatoes 45% – 74%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.0
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.