A Star is Born (2018): stelle o stalle? La doppia recensione

A Star is Born è il primo film diretto da Bradley Cooper, di cui, assieme a Lady Gaga, è anche il protagonista. Si tratta del remake del film del 1937, diretto allora da William A. Wellman.

La trama di A Star Is Born

Un cantautore – la cui dieta consiste in un mix di tranquillanti ingoiati a mo’ di Tic Tac accompagnati da un sorso di tequila – assiste ad una performance di una cantante in un club e ne rimane colpito. Decide di fermarsi per poterla conoscere meglio, ed è così che scatta la scintilla dell’ammmore. Lui la sosterrà nelle sue insicurezze, spingendola a credere in se stessa e nel suo talento; lei, il più delle volte, lo sosterrà proprio fisicamente, a causa del suo stato perennemente alterato.

Il film

A Star is Born è il remake del classico del 1937 È nata una stella diretto e scritto da William A. Wellman, che gli è valso l’unico Oscar della sua vita. In seguito al successo nel 1954 il regista George Cukor fece un remake con protagonista Judy Garland (la protagonista del Mago di Oz del 1939). Il film del 1954 ha avuto sei candidature agli Oscar del 1955. Il secondo remake è invece una versione rock del 1976  diretto da Frank Pierson ed interpretato da una favolosa Barbra Streisand. Il film regalò un oscar per la migliore canzone (Evergreen) e altre nomination agli Oscar del 1977.

Stelle – La recensione di Ayyoub

A Star is Born rappresenta perfettamente la società in cui viviamo. Per avere successo non basta il talento ma devi avere culo e prendere il treno al volo. I vip, quelli che “riescono”, sono invidiati, ma non c’è la comprensione del fatto che anche loro, le “star”, rimangono esseri umani e hanno gli stessi problemi che abbiamo noi. La solitudine è ancora più marcata in coloro che hanno successo. Sono circondati da persone ipocrite che vogliono solo i loro soldi e al primo problema li abbandonano.

a star is born

Il film esalta molto bene l’imperfezione umana e mette in evidenza la più grande debolezza dell’uomo. La prima premessa riguarda il naso della protagonista, perché dobbiamo andare oltre l’immagine e cercare il talento. La seconda premessa riguarda quel momento in cui si è stufi di deludere le persone. Ti si chiude la mente e si vede solo nero intorno, non ci si accorge che basta un po’ di luce per rallegrare l’anima.

Bradley Cooper interpretata in modo straordinario il ruolo, rendendosi un unicum con il suo personaggio e nutrendolo di varie sfumature. Personalmente sono rimasto sorpreso dalla sua regia con questa ricerca dello “sporcato“. Non gli importa la perfezione della scene, quell'”autorialità” che tanto piace al pubblico di nicchia e alle giurie dei Festival internazionali. Gli importa molto di più che il messaggio venga compreso nelle sue varie sfumature.

È un dramma musicale moderno. Le canzoni sono parte essenziale della sceneggiatura

Un critico un tempo tenuto in considerazione e oggi decaduto asserisce che chiamare Lady Gaga ad interpretare il ruolo di una giovane cantante che cerca il successo sia come chiamare Matteo Salvini ad interpretare il giovane Berlinguer. Al critico viene semplice voglia di rispondere che Stefani Joanne Angelina Germanotta, prima di essere Lady Gaga, è stata una semplice ragazza che dal nulla ha cercato il successo. Ciò che si perdona agli uomini che si sono fatti da soli, evidentemente non viene ancora perdonato alle donne.

a star is born

La fine del film fa pensare ad una vecchia intervista a Fabrizio De André. Gli domandarono: “Di cosa ha paura oggi Fabrizio De André?“.

Lui rispose: “Sicuramente della morte. Non tanto la mia che in ogni caso, quando arriverà, se mi darà il tempo di accorgermene, mi farà provare la mia buona dose di paura, quanto la morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili che si ammazzano per dei motivi sicuramente molto più futili di quanto non sia il valore della vita.

Voto:

Trama: 7

Realizzazione: 8

Impatto: 8


Stalle – La recensione di Jacopo

Si tratta di un film complicato da recensire, perché è uno di quei casi in cui la realizzazione, diciamolo, fa un po’ cagare, eppure riesce comunque ad arrivare al cuore di gran parte degli spettatori. Il botteghino la dice lunga. L’inizio del film promette bene: palchi enormi, musica a palla, sofferenza evidente, innamoramento intenso, futuro incerto. Insomma, tutti gli ingredienti per farci sperare di essere finiti in uno di quei film estremamente passionali e tragici.

a star is born

Man mano che il film prosegue si ha però la sensazione che si resti sempre sulla superficie delle tematiche che ci vengono presentate. Potrei farvi una lista delle cose dette – o fatte – dai personaggi che però nascono e muoiono senza dar vita a dei reali effetti nella trama.

Cosa funziona

A Star Is Born ha il pregio di riuscire a far arrivare il suo intento artistico, nonostante una discutibile realizzazione tecnica. Intendo dire che le emozioni colpiscono comunque il cuore dello spettatore, ed è questo il motivo per cui sta avendo parecchio successo. Si coglie l’estrema sofferenza del personaggio interpretato da Bradley Cooper, come si avverte il difficile ruolo che il personaggio di Lady Gaga riveste nella coppia.

Cosa non funziona

Ci sono troppi elementi inseriti nella trama, inutili perché non trovano sbocco nelle scene successive. A un certo punto si ha la sensazione che nella sceneggiatura ci fossero più finali possibili ma che, non sapendo quale scegliere, Bradley li abbia messi dentro tutti. Il montaggio è davvero mal riuscito. Le inquadrature, spesso, anche. Se il personaggio di Lady Gaga piace, quello di Bradley dopo un po’ stanca, perché è uguale dall’inizio alla fine.

a star is born

Io consiglio di vederlo, perché è comunque uno di quei film che piace. Qualcosa da dire ce l’ha e bisogna dargliene atto. Certamente non si tratta di un grande debutto alla regia.

Voto:

Trama: 7

Realizzazione: 6

Impatto: 7


Consigliato a: agli amanti dei film d’amore, ma quelli drammatici

Trailer:

Cosa dice la critica:

8,3/10

90%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.2