L’insostenibile leggerezza dell’essere (1988): un paio di cose sul vivere

L’insostenibile leggerezza dell’essere è un film del 1988, diretto da Philip Kaufman e liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Milan Kundera. Cast strepitoso con Daniel Day-Lewis, Juliette Binoche, Lena Olin e Stellan Skarsgård tra gli altri. Candidato ai premi Oscar 1989, ma senza fortuna.

La trama de L’insostenibile leggerezza dell’essere

Tratto dal meraviglioso romanzo di Milan Kundera, parla della storia di Tomáš, un chirurgo cecoslovacco, intellettuale e donnaiolo, e Tereza, una dolce ragazza che riesce a conquistarne l’interesse ed il cuore. I due si conoscono in una Cecoslovacchia a pochi mesi da quella che sarebbe passata alla storia come la “Primavera di Praga”,. fatto che li costringe a fuggire all’estero ma, decidono di abbandonarsi alla nostalgia. Ognuno alla sua..

Il Film

Nell’opera originale di Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere (’82), è un testo dal gusto agrodolce che racconta le sensazioni d’amore legate alla ricerca del piacere (carnale e mentale) del giovane medico protagonista che, tra centinaia di donne ed incontrollabili avvenimenti politici, riflette sull’esistenza. C’è un po’ di Nietzsche ed un po’ di Sofocle, ma c’è anche molto di quei meravigliosi anni di libertà che sono stati gli anni ’60-’70, propulsori di pensieri e leggi epocali.

L'insostenibile leggerezza dell'essere
Il film di Kaufman ripercorre lo stesso senso, rimuovendo molta della filosofia delle oltre 300 pagine di libro, in favore della sensualità delle protagoniste che affiancano un Daniel Day-Lewis in stato di grazia:. la lussuriosa Lena Olin e la tenera Julienne Binoche. Ne vengono fuori comunque quasi tre ore di film, che tuttavia si godono con gusto visti gli innumerevoli temi trattati e la caratterizzazione dei personaggi. (anche quelli minori tra cui spicca un “giovane” Stellan Skarsgård).

Nel mondo del Kitsch.. tu saresti un mostro” (Sabina)

Un Daniel Day-Lewis alla sua “prima” vera cinematografica, dongiovanni ma dalla ferrea morale sociale, sa ben dispiegarsi tra il ruolo di homme fatale e quello di rivoltoso politico (fatto che li tornerà molto utile in futuro). La frase che pronuncia la sua amante Sabina (Lena Olin) ne dipinge perfettamente i tratti del personaggio, in mondo perfetto -Kitsch- il buon Tomáš sarebbe fuoriluogo,. non adatto alla famiglia tradizionale ne all’allineamento politico del più forte. Tuttavia nel mondo vero abbiamo sempre più bisogno di personaggi (reali possibilmente) come lui.

L'insostenibile leggerezza dell'essere
Regia di assoluto livello, trama ben scritta e fotografia (aiutata dallo splendore giallastro ed elegante di Praga) perfette. Si vede e non poco la qualità del cinema europeo, il film infatti, seppur pagato da Hollywood, utilizza sceneggiatori e attori europei (con tanto di supervisione dello stesso Kundera),. per non parlare delle location. I risultati parlano chiaro, in Europa il successo fu notevole (anche grazie al libro, uscito pochi anni prima e vietato nei paesi di matrice comunista), mentre negli Stati Uniti passò quasi inosservato.

Consigliato a chi:

A chi ama Kundera (e non apriamo la solita polemichetta “ah, ma il libro è meglio”, allora leggete il libro, che si è moolto meglio, ma il film è un altra cosa, chiusa polemichetta), il sentimento un po’ inusuale e Praga.

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

7,4/10
88% Tomatometer – 84% Audience

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.