Drag me to Hell (2009): il ronzio di una mosca dall’Inferno

La Lamia, nella mitologia greca, era una creatura ambigua, metà donna e metà animale, che si divertiva ad adescare giovani uomini per berne il sangue. Durante i simpatici e colorati secoli del Medioevo, la sua figura venne rielaborata come vero e proprio sinonimo di strega (ma quelle di Zugarramurdi? Nah, non divghiamo, qui si tratta Drag me to Hell)…

La trama di Drag me to Hell

La giovane Christine Brown (Alison Lohman) lavora in banca, e vorrebbe ardentemente una promozione. Un giorno nega ad un’anziana signora la proroga di un prestito che le consentirebbe di conservare la propria abitazione, e questo farà ricadere un’antica maledizione su Christine…

Il film

drag me to hell

Sam Raimi, reduce da anni di flop, aveva cercato di tornare in pista sfornando gli ottimi film su Spider-Man all’inizio degli anni 2000, ma, dopo lo scarso successo del terzo ed ultimo capitolo, decise (anche un po’ costretto dalle scarse possibilità che gli Studios iniziarono a concedergli) di tornare alle origini del suo cinema e della sua passione. Si torna quindi al divertimento di utilizzare creature prostetiche, sangue e orrori vari, con una spruzzata di slapstick comedy.

Ma questa volta Sam decide di agire da autore…
Inizia tutto con una fotografia grigia e cupa, a preannunciare un esorcismo, e l’apertura di un portale per le viscere dell’inferno.

Drag me to Hell, signori e signore, ovvero il grande film “minore”, e troppo spesso dimenticato, di Raimi.

Il fastidioso ronzio di una mosca è un dettaglio piccolo ma importante, simbolo di un film nel quale il suo autore utilizza tutti gli stilemi dell’horror classico e dei suoi Evil Dead (La Casa, 1981, La Casa 2, L’Armata delle Tenebre, e la serie Ash vs Evil Dead) utilizzando sangue, vomito, bava e tutto il repertorio di ripugnanze.

drag me to hell

Raimi gioca con la natura di film di serie B (se non addirittura Z), lasciandosi andare alla follia slapstick-horror del suo cinema, (come mostrato perfettamente nella scena della lotta nel parcheggio), usando una vecchietta come ricettacolo delle idee più cartoonesche e trash che potessero venirgli in mente. Abbiamo richiami e omaggi a Argento, Bava, Soavi, Jackson, Dante, Iglesias e tanti altri.

Ma Drag me to Hell è anche un vero horror che esorcizza la realtà: il film presenta una forte critica al sistema consumistico americano, con una borghesia che per restar tale e avere successo si piega al sistema, corrompendosi

La protagonista (che inizialmente doveva essere interpretata da Ellen Page) appare una ragazza semplice e fondamentalmente buona, che una serie di situazioni portano a fare compromessi, a zittire la propria coscienza (semplice e perfetta in questo senso la rappresentazione degli uffici di una banca). Ma anche l’umanità che la circonda non è meno corrotta, cinica e meschina, così anche i personaggi possibilmente positivi sono discutibili.

drag me to hell

In questa cattivissima visione del mondo, la morale di Raimi è che ad ogni azione c’è una reazione, e delle conseguenze.

Un film imperfettissimo e contemporaneamente folle, che non rinuncia al marchio di autorialità del suo creatore, e che consiglio vivamente di recuperare
Adesso scusami gringo, ma devo prendere l’autostrada per accompagnare un amico all’inferno…

Consigliato a: gli appassionati del caro zio Sam (no, non il guerrafondaio Paese), i fan degli horror old school con demoni e possessioni e dei film trash.

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica:

drag me to hell imdb 6.6/10

drag me to hell rotten tomatoes92%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.8
Sending
Il tuo voto 5 (1 voto)
Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura