Zeder (1983): Pupi Avati regista da horror

Zeder è un film horror del 1983 diretto da Pupi Avati, con protagonista Gabriele Lavia

La trama di Zeder

Stefano un giovane scrittore di romanzi riceve in regalo dalla moglie una macchina da scrivere usata. Nel provarla scopre che il precedente proprietario vi ha lasciato dentro un vecchio nastro. Studiandolo viene a conoscenza che la macchina apparteneva a Paolo Zeder, un professore che aveva scoperto che nel mondo esistono dei terreni particolari grazie a cui i morti potevano tornare in vita. Stefano incuriosito da questa teoria approfondisce il tema, scontrandosi però con un pericoloso gruppo di personaggi intenti anche loro nella stessa ricerca.

Senza dubbio l’horror è il genere che si addice meglio al regista bolognese

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Il film

Zeder è uno dei film frutto della collaborazione tra Pupi Avati, il fratello Antonio Maurizio Costanzo.

Pur non raggiungendo le vette toccate con La casa dalle finestre che ridono, Avati confezione un horror originale ed a tratti veramente inquietante.

Avati conclude Zeder con un finale per nulla consolante, già presente nel suo precedente horror di provincia.

Il regista bolognese è uno specialista nel realizzare film horror con un ambientazione molto solare. In Zeder c’è addirittura una scena ambientata in piena estate sul lungomare riminese.

In Avati l’orrore è dato dai misteri della provincia. Personaggi assolutamente anonimi o mediocri che invece nascondono segreti terrificanti. Il film è ricco di casolari, campagne, prati che nonostante ripresi in pieno sole non danno un’idea di tranquillità agreste, ma di terrore sotto traccia.

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Concludendo tutto con un finale per nulla consolante, già presente nel suo precedente horror di provincia.

Infine il film ci fa riscoprire una volta di più un grande attore (e grande voce) come Gabriele Lavia, mai abbastanza sfruttato dal nostro cinema, ma protagonista di alcuni grandi horror negli anni ’70.

Per fortuna dopo una serie di film di livello televisivo, Avati ha deciso di tornare alla regia di un horror, tratto dal suo ultimo romanzo. Senza dubbio questo è il genere che si addice meglio al regista bolognese.

Trailer:

 

Dove recuperarlo?

Lo trovate in DVD.

Cosa dice la critica:

6,3/10

 

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.5
Andrea Croce

Andrea Croce

Dopo aver visto da bambino al cinema L’ultimo dei Mohicani non ho più smesso di vedere film. Ho cambiato molti lavori, vissuto all’estero ma la dipendenza da grande schermo non mi è mai passata.