Il piccolo diavolo (1988): un film che ci ha lasciato una pelliccia…e non solo

A quattro anni di distanza dall’uscita di Non ci resta che piangere, torna sul grande schermo Roberto Benigni con Il piccolo diavolo. Una commedia insolita, vista anche la strana coppia formatosi con un delizioso Walther Matthau.

La trama di Il piccolo diavolo

Un diavoletto bistrattato dai suoi superiori viene spedito sulla Terra, dove assume i panni e il nome di una signora napoletana, tale Giuditta, che ha fatto indigestione di zuppa inglese. L’arrivo di Giuditta (Roberto Benigni) nella vita di Padre Maurizio (Walther Matthau) si rivela essere disastroso, con il piccolo diavolo che ne combina di tutti i colori.

Il film

Si tratta di un’opera a tratti esilarante, fatta di una comicità fine che nel tempo è diventata senza dubbio cult. La coppia Benigni-Matthau funziona alla perfezione e per tutta la durata del film l’intesa fra i due è evidente. In una sorta di continuo guardia e ladri, Padre Maurizio cerca invano di sbarazzarsi di un “essere immondo” come Giuditta, il quale a sua volta vede in Padre Maurizio una possibile guida nella pressochè impossibile impresa di comprendere gli usi e costumi umani.

“Sono Gloria, ho lasciato la patente sul tavolo accanto alla frutta!”

Giuditta incarna la curiosità di una creatura appena venuta al mondo, ma con doti e capacità sovrannaturali e incontrollabili. Topica in tal senso è la scoperta della possibilità, affianco ad un Padre Maurizio esausto dall’alcool, di poter fare la pipì con un getto decisamente poco modesto.

“Tu sei quella cosa schifosa che stava dentro la signora?”
“Sì, no… No… La signora è quella cosa schifosa che stava fuori di me.”

Tutt’altro che “schifosa” è la presenza di Nina, interpretata da una sensualissima ed irriverente Nicoletta Braschi. Nina è l’emblema del diavolo tentatore, la cui missione è quella di riportare indietro il malcapitato Giuditta a tutti i costi. Una femme fatale klimtiana che a tratti risulta essere ridicola. E’ in grado tuttavia di avvicinare con decisione Giuditta al concetto dell’amore a prima vista, dopo un’interminabile partita al casinò all’insegna del “una a te e una a me, una a te e una a me”.

Il piccolo diavolo è una commedia leggera come la sua trama, ma funzionale nonostante alcune scelte di regia rivedibili, come l’abbandono totale del personaggio di Padre Maurizio per una mezz’oretta abbondante. Sicuramente non è privo di difetti, ma al suo interno contiene almeno 5 scene davvero memorabili.

Consigliato a: a chi va in cerca di commedie cult, a chi vuole scoprire la classe di Matthau

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

7.0/10

 82%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
6.8
Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.