Il maledetto United (2009): Brian Clough è il migliore tra gli odiati

Il maledetto United è un film biografico del 2009 diretto da Peter Morgan, che vede tra i suoi protagonisti Micheal Sheen nei panni di Sir Brian Clough, neo allenatore del Leeds United.

La trama de Il maledetto United

La panchina del Leeds United resta incustodita fino all’ingaggio di Brian Clough, ex calciatore di Middlesbrough e Sunderland ed ex allenatore del Derby County, squadra da lui portata al successo nel campionato inglese dopo anni di militanza nelle leghe minori. Nonostante abbia accettato l’incarico, Clough odia profondamente il Leeds e il modo di giocare eccessivamente fisico e al limite della scorrettezza. Riuscirà a soverchiare le sorti del maneschi “The Whites”?

Il film

Il maledetto United rappresenta il paradosso sportivo di chi, dopo parentesi più che positive dal punto di vista del palmares, si ritrova ad allenare i nemici di una vita, i calciatori del Leeds United. Il film si sviluppa ben lontano dai terreni di gioco, raccontandoci vicissitudini societarie ed umane, che ben prendono distanza dai clichè tipici degli sport movies visti in precedenza.

Brian Clough è eccentrico, ossessionato dalla costante sete di vittoria e di risultato, fatta di profonda analisi interiore. La sua è una voglia irrefrenabile di rivalsa, viste anche le sfortune del passato da calciatore; il Boxing Day del 1962 segna, a soli 28 anni, la fine della sua carriera da centravanti puro. In quel giorno, paradossalmente, Brian riceve il peggior regalo della sua vita da un destino infame. Ma il pallone da sempre era stato cucito su misura per lui, e questo lo sapeva fin da bambino.

“Io non sono mister Revie! D’ora in poi quel nome non voglio più sentirlo nominare! Mai più! Il prossimo giocatore che fa ancora quel nome o parla di quello che cazzo ha fatto o non ha fatto mi luciderà per una settimana gli stivali!”

Avendo rinunciato alla classica struttura del “cammino verso la gloria” la storia di questi 44 maledetti giorni sulla panchina del Leeds (con conseguente licenziamento) viene narrata attraverso salti temporali volti a ricostruire il mosaico di una personalità irriverente. La regia di Hooper disegna un elegante affresco storico ed apre allo sguardo dello spettatore un affascinante panorama umano più che calcistico.

“E lei, Irlandese, Dio le ha dato grandi capacità, l’intelligenza e il miglior talento che ci sia nei passaggi ma quel che Dio non le ha dato sono quei sei tacchetti per timbrare le ginocchia altrui.”

Il coinvolgimento costante della pellicola sarà in grado di farvi sentire parte integrante del sistema Leeds. Vi schiererete a favore di mister Clough, un uomo in grado di lottare contro campioni conclamati che si trasformano temporaneamente in brocchi patentati pur di far sì che il mister sgradito venga allontanato. Il tutto con spocchia ed irriverenza dalle velature quasi comiche.

Unico neo è quello di un finale un po’ troppo frettoloso e superficiale, che tralascia l’esperienza di Clough al Nottingham Forest che lo rese una leggenda del calcio di sua maestà, grazie anche al conseguimento di una storica Coppa dei Campioni nel 1979.

Consigliato a: amanti del calcio e non

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

 8,8/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.7
Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.