Fantozzi (1975): umani, comici e attualità

Fantozzi è il primo lungometraggio con protagonista il personaggio scritto e ideato da Paolo Villaggio, film che darà poi il via ad una lunga serie di seguiti.

La trama di Fantozzi

Il film racconta una serie di disavventure quotidiane del ragionier Ugo Fantozzi, uomo costantemente sottomesso dai gradi superiori della sua ditta e dalle vicissitudini della vita quotidiana.

Il film

Partiamo da una premessa fondamentale, ovvero che esistono due tipi di persone al mondo: quelli a cui i film di Fantozzi (specialmente i primi 2) piacciono, e quelli che non li hanno mai capiti.

Al di là della facciata comica, delle martellate in testa, delle lingue incandescenti e dei congiuntivi sbagliati, Fantozzi è una ferocissima critica sociale, che mette in luce (seppur non diretta ma ben mascherata da diversi espedienti comici) tutta una serie di problematiche e realtà che ancora oggi, dopo 43 anni, risultano più che mai attuali e concrete.

 

Fantozzi, insieme al fidato compagno di disavventure Filini, si trova spesso in situazioni di umiliazione e sottomissione, in una gerarchia sociale e lavorativa che lo vede sempre nel punto più basso. Egli tuttavia non tenta mai di rifarsi in preda ad odio, rabbia o altri sentimenti negativi, ma accetta il suo destino di umile ragioniere, seppur tentando goffamente di cambiarlo.

 

“Verso il diciannovesimo piano ebbe una mostruosa allucinazione punitiva:

crocefisso in sala mensa!”

 

Quel che colpisce di Fantozzi è proprio questo: in una situazione dove chiunque andrebbe in escandescenza, egli rimane pacato e inoffensivo. Ciò non fa però di lui un debole, anzi: in un mondo di prepotenti fatto di titoli volutamente altisonanti (ducaconte, megadirettore naturale) Fantozzi rimane un umile impiegato che cerca saltuariamente di avere una vita normale, fatta di soddisfazioni lavorative e amori familiari. Proprio in quest’ultimo ambito, Fantozzi trova al suo fianco l’amore della moglie Pina e della figlia Mariangela, due bizzarri esemplari di donna (specialmente la figlia Mariangela) che nonostante non godano di bell’aspetto e di un forte carisma, rimarranno sempre amorevolmente fedeli e solidali al nostro sventurato ragioniere.

Ci saranno anche volte, in questa pellicola ma anche nelle successive, dove Fantozzi avrà effettivamente dei momenti di rivincita verso i potenti che gli si parano davanti, con scene memorabili che sono entrate di diritto nella storia della cinematografia italiana. Tuttavia, come spiegato sopra, queste rivincite non saranno mai guidate da odio o sentimenti negativi, ma saranno semplicemente brevi apici di gloria raggiunti dal nostro Ugo Fantozzi, per poi ripiombare nella tragica e nefasta quotidianità che lo caratterizza.

fantozzi

“È un bel direttore!”

Con quest’opera, tratta apertamente dai primi due romanzi scritti dall’indimenticabile Paolo Villaggio, è di fatto nata un nuovo tipo di commedia, caratterizzata da descrizioni esagerate ed esasperate con voce fuori campo, congiuntivi sbagliati (ottima presa in giro della società italiana di allora ma anche di oggi) e punizioni aziendali alla stregua delle torture medioevali.

Fantozzi è l’eroe quotidiano, l’eroe italiano che, nonostante tutto, rimane al suo posto, affrontando sempre con un malinconico sorriso le avversità della vita, in un misto di commedia e tragedia che un po’ ci fa ridere e un po’ ci fa piangere (in senso buono).

 

Dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, scomparso il 3 luglio 2017.

 

Consigliato a: chiunque ami ridere, chiunque riesca a cogliere una critica al di là della facciata comica, chiunque ami Paolo Villaggio.

Trailer:

Dove recuperarlo?

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Cosa dice la critica:

8,0/10

87%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.5
Mattia

Mattia

Programmatore di giorno, musicista di notte, affronta il tram tram della vita quotidiana a colpi di cassa e rullante