Come discutere di cinema senza sembrare un coglione

La cinefilia non e un’opinione, è uno status. Fortunatamente non è una patologia, al contrario della necrofilia che non è proprio una bella cosa. Cinefili si nasce o si diventa, ma c’é cinefilo e cinefilo. C’è anche cinefilo e cinofilo e mentre nel primo caso si vede anche molta merda, nel secondo caso è indispensabile raccoglierla. Ma come discutere di cinema senza sembrare un coglione?

Gli amanti del cinema sono per lo più brava gente, ma tra di loro si nascondono strane creature intellettualoidi che parlano per frasi fatte e difendono a spada tratta un’unica visione. Non è che non abbiano ragione, non è che ce l’abbiano, ma spesso cagano semplicemente il cazzo.

Abbiamo quindi preparato un decalogo scritto per bene, anche perché se fosse scritto col culo sarebbe più un analogo, che forse non è neppure un decalogo perché i punti sono più di 10. Ma siccome la nostra conoscenza del greco si ferma alla feta facciamo finta di niente e vi lasciamo alla lettura, sperando di farvi dimenticare l’ultimo paragrafo che avete appena letto.

1. Il cinema è una cosa seria

Non regge il confronto con qualunque altro argomento. La politica, altri ambiti culturali, il nobel per la fisica si eclissano davanti alla questione cinematografica. Se ti sembra che il discorso stia prendendo una brutta piega ed i toni siano accesi, anche se stai parlando da mezz’ora dei film di Woody Allen, evita di cambiare argomento perchè potresti essere bannato a vita come un ignorante in materia. Piuttosto stai zitto e annuisci o pronuncia frasi tipo “si, infatti” o “l’ho notato anche io”.

2. Gli ultimi film di un regista di solito sono i peggiori… a meno che non sia Tarantino

Ricollegandoci al discorso precedente su Woody Allen, evita sempre di dire “mi è piaciuto molto l’ultimo film che ha fatto”. È una di quelle frasi che potrebbe compromettere qualsiasi rapporto con un cinefilo. Normalmente gli ultimi film di un regista fanno cagare. I più vecchi sono i migliori. Di solito i capolavori di un regista sono sempre tra l’inizio e i 2/5 della sua carriera e a 4/5 c’è una sorta di ritorno di fiamma. Prendi Woody Allen i cui film migliori sono da fine anni ’70 a fine anni ’80, mentre Match Point viene considerato una perla. Questo schema non è sempre valido. Anzi, ci sono dei registi che fanno un film universalmente bello e un film che piace a pochi (tipo Martin Scorsese). Con Tarantino la faccenda diventa un po’ più problematica perchè nonostante abbia realizzato dei film bellissimi prima degli anni ‘2000, è diventato “pop” solo dopo Kill Bill e i suoi film più apprezzati sono quelli visti da un maggior numero di persone.

3. Kubrick è un genio assoluto

Esiste un prima e dopo Kubrick e tutti i registi devono essere paragonati a lui. Kubrick è il cinema stesso. Ogni film che ha fatto è un capolavoro. Se parlerai di cinema con qualcuno evita di sparare a zero su Kubrick o dire che ti sei annoiato durante 2001: odissea nello spazio. Ti rideranno in faccia! In media gli intellettualoni avranno visto quei 4-5 film di Kubrick importanti e ti diranno che non puoi non averli visti. Per sopravvivere a una discussione su Kubrick basterà avere chiari alcuni concetti:

  • i film di Kubrick sono visionari
  • Shining è il miglior film tratto da Stephen King (nonostante a Stephen King faccia cagare e sia molto diverso dal libro. Un po’ come dire che Il Re Leone è il miglior film tratto da Shakespeare)
  • Barry Lyndon ha una bellissima fotografia
  • Full Metal Jacket e Il dottor Stranamore sono a loro modo delle efficacissime metafore sulla follia della guerra
  • 2001: odissea nello spazio non è lento, è visionario!
  • Arancia meccanica non è violento, è grottesco e iperrealistico
  • Dei film prima de Il dottor Stranamore non parlare perchè potrebbero non capire di cosa stai parlando
  • Di Eyes Wide Shut non parlare perchè rischi di virare sui territori inesplorati del cinema erotico e trovare l’esperto di Emmanuelle

4. Leonardo Di Caprio è il miglior attore in circolazione, ma Titanic fa schifo

La stella di Robert De Niro si è spenta. Al Pacino è scomparso. Il miglior attore in circolazione è Leonardo Di Caprio, cerca di piazzartelo bene in testa. È sempre stato un bravissimo attore, ma il meglio della sua carriera è iniziato con Gangs of New York. Da lì in poi è una sorta di presenza mistica da orgasmi multipli (per uomini e donne). Avrebbe meritato millemila Oscar e quello per Revenant in realtà è stato dato per compassione. Va detto che Di Caprio è un attorone perchè ha recitato al freddo e al gelo con gli orsi (perchè in realtà non esistono altri attori che hanno fatto sacrifici sovrumani). Nonostante l’amore e l’ammirazione per questo attore e nonostante il fatto che il 99% della popolazione mondiale l’abbia conosciuto in Titanic, quest’ultimo non è un bel film. Anzi, è probabilmente uno dei film peggiori degli anni ’90 e James Cameron è una sorta di antieroe che fa film solo per soldi.

5. Tutti i film che hanno vinto l’Oscar sono sopravvalutati

La storia degli Academy Awards è un complotto mondiale e tutti i film che hanno vinto l’Oscar sono sopravvalutati. L’Oscar avrebbe dovuto vincerlo sempre un altro film e il fatto che non l’abbia vinto significa che è tutto un magna magna. Seguendo questo ragionamento l’Oscar sembra essere un giudizio imprescindibile sulla qualità di un film e in un discorso sul cinema sentirete più volte pronunciare la frase “è un film da Oscar” per dire che è un gran bel film. Tale frase normalmente è seguita da un contorto discorso sulla dimostrazione che in realtà l’Oscar è un premio dato da Hollywood a se stessa per autosostenersi, una sorta di segnale socio-culturale.

6. Meryl Streep è l’attrice più brava del mondo anche perchè ha vinto più Oscar

Sembra paradossale, ma la statuetta che viene consegnata da Hollywood come segnale socio-culturale è anche il simbolo della bravura di Meryl Streep. Le altre attrici sono di fatto inadeguate e finchè lei sarà in vita sapranno di poter vincere l’Oscar solo perchè l’Academy non vuole assegnarlo troppe volte alla regina del cinema.

7. I film vanno visti rigorosamente in sala…o al massimo in VHS

Vedere un film è un’esperienza collettiva e va fatto rigorosamente in sala. La gente però fa schifo e durante il film non bisogna parlare. Sei un vero intellettuale cinefilo se durante il film non mangi e non bevi. Se devi pisciare portati un pappagallo. I film vanno visti dall’inizio alla fine e per fine si intende la conclusione dei titoli di coda. Ovviamente vanno evitati i multiplex. I Blu-Ray sono per sfigati, il vero cinefilo apprezza ancora i vecchi VHS e colleziona i DVD. Non importa se il mondo sta andando verso il 20k, il VHS ha una qualità insuperabile. Netflix, Amazon Prime Video e compagnia bella sono il male assoluto e danneggiano il cinema. In Francia rischi il linciaggio se parli di Netflix, c’è gente che non è più tornata.

8. Le parole “sopravvalutato” e “sottovalutato” si usano a sproposito senza alcun collegamento con la loro definizione originaria

I film sono brutti o belli, non esiste la possibilità che possano non piacere o piacere. Il cinefilo che si pone critico normalmente dà per assodato che tutti gli altri siano un manipolo di capre e che lui abbia in mano l’unica verità. Se un film non piace bisogna dire che è “sopravvalutato” che è un modo come un altro per riassumere il concetto che quelli a cui piace “sono tutti dei coglioni”, così come se piace e al resto del mondo no si dice che è “sottovalutato”. Esempio per capire il concetto:

Marco è intollerante al lattosio. Marco non dice che il latte è sopravvalutato. Marco è un ragazzo intelligente.

Per chi usa queste parole a sproposito non è importante il criterio di paragone e neppure la motivazione. Se qualcuno chiede “rispetto a cosa?” basta rispondere “rispetto alla valutazione”. Se qualcuno chiede “perchè?”, basta rispondere “perchè ci sono film migliori?”. E grazie al cazzo!

9. I critici sono incompetenti, ma è meglio leggere cosa dice la critica prima di vedere un film

I critici hanno il potere di affossare un film o fargli guadagnare milioni. Almeno questo è quello che credono in molti. C’è di più perchè pare che la Disney paghi i critici per valutare bene i propri film. Il cinefilo medio è d’accordo con i critici quando si ritrova nella loro valutazione, mentre li reputa incompetenti quando non si ritrova. Il critico è un animale strano che per il cinefilo è praticamente inutile, anche perchè i giudizi il cinefilo li sa dare molto meglio. Paradossalmente la critica è importantissima per farsi un’idea sul film che il cinefilo aspetta da una vita e può essere l’ago della bilancia per lo stato umorale con cui si presenterà in sala. Sì, perché arrivare al cinema con dei pregiudizi può compromettere il rapporto con una pellicola. Ricollegandoci al punto precedente, vedere deluse le proprie aspettative può coincidere con un film “sopravvalutato” e viceversa. Potere della critica!

10. I remake sono figli del diavolo

I remake sono oggetti diabolici. Il cinefilo li odia. Non inserire mai in una discussione un riferimento ad un remake, ad un reboot, ad un bluetooth o altro. I film non vanno toccati, l’originale è sempre il migliore. Peggio che peggio se viene cambiato il genere o l’etnia ai personaggi. Non importa se al cinefilo spieghi che in quel caso in realtà il primo era un adattamento di un libro e in questo caso non si tratta di vero e proprio remake, ma di riadattamento. Non importa neanche se il primo film aveva una regia televisiva ed il remake è una produzione con i controcazzi (vedi It). Non puoi neanche fargli notare che La mosca di Cronenberg è un remake, che La cosa di Carpenter è un remake, che anche Scarface di De Palma, Per un pugno di dollari di Leone, The Departed di Scorsese sono remake. E la lista sarebbe infinita. Non importa. Il remake è sempre un male.

Per esempio Bollywood ha fatto questo fantastico remake di Una settimana da Dio, di cui vi mostriamo il teaser. Non vorreste vederlo subito?

11. Se un film incassa tanto è sicuramente una merda, ma se era costato poco allora deve essere un capolavoro

Perchè per l’animo intellettuale del cinefilo i film migliori sono visti da poche persone. Se una sala è vuota il film è un capolavoro. I cinefili amano i geni incompresi perchè loro stessi si sentono tali. Il giudizio del popolo normalmente è paragonabile a quello della plebaglia e quindi un film apprezzato da tanti deve sicuramente aver usato dei sotterfugi di bassa lega. Il cinefilo va invece in brodo di giuggiole quando un film inizialmente passato inosservato poi viene scoperto dalla massa, perchè significa che per una volta gli intellettuali sono riusciti a trasmettere qualcosa al popolo.

12. Piuttosto non parlare!

Il cinefilo è bastardo. Se vuoi discutere di cinema con qualcuno che ne sa o crede di saperne, piuttosto non parlare. Se parli di quanto ti è piaciuto un film il cinefilo bastardo cercherà di portare la discussione su come hanno realizzato quel film o sul fatto che la nonna del regista era una comparsa nella scena più corta che poi è stata tagliata. Snocciolerà numeri da farti impallidire e cercherà di portarti su territori a te sconosciuti. Piuttosto non parlare. Lasciagli la parola. Fagli godere quella sensazione di sapere tutto e attendilo al varco. Perchè anche lui prima o poi farà un errore. Una persona che ragiona per assoluti non può essere perfetta. Sbaglierà. Lascialo parlare fino al momento in cui godrai tu. Sarà una citazione sbagliata o il nome di un attore che proprio non riesce a farsi venire in mente, sarà l’anno sbagliato dell’uscita di un film o un lapsus di qualunque tipo. È lì che ti infilerai e lo correggerai. È lì che lo metterai al suo posto. Per un attimo anche tu sarai un Dio, ma attenzione. A quel punto potresti essere proprio tu a passare al lato oscuro!

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.