Forza maggiore (2014): quando le reazioni sono catastrofiche

Forza maggiore è un film svedese del 2014 diretto da Ruben Östlund e vincitore del premio Un Certain Regard al 67º Festival di Cannes.

La trama di Forza maggiore

Una famiglia è in vacanza in una località sciistica sulle Alpi. Durante una pausa sulla terrazza di un ristorante arriva una valanga improvvisa il capofamiglia fugge lasciando sua moglie e i figli.

Il film

Come vi comportereste di fronte ad un pericolo? Salvereste voi stessi o pensereste prima ai vostri cari?

Forza maggiore parte proprio da questa domanda fondamentale alla quale l’Italia in passato ha dato risposte tristemente ricordate. Nessuno ricorda un certo Schettino? (alla cui vicenda tra l’altro pare essersi in parte ispirato il regista Östlund). Come risponde l’essere umano? È vittima del proprio istinto di sopravvivenza o riesce a reagire razionalmente (o irrazionalmente)?

A queste domande Forza maggiore non dà e non cerca di dare risposta. Le situazioni di pericolo sono superficiali e superficiali dovrebbero rimanere le risposte che vorremmo avere. Nel film, soprattutto nelle prime sequenze, quella che si respira è una monotonia perfettamente sottolineata dalle sequenze dilatate. La monotonia è la vita di una famiglia nel suo intreccio relazionale. Il pericolo improvviso e la conseguente reazione imprevista di Tomas, il capofamiglia, incrina non tanto la monotonia quanto la radice delle relazioni interne.

forza maggiore

Tutto deve continuare a scorrere, ma l’aria che si respira è sempre più pesante

Östlund è bravo a farcela respirare grazie ad una regia secca fatta di lunghi dialoghi, silenzi e sguardi. È nel silenzio che macinano i pensieri e questi pensieri sembrano davvero trasparenti grazie anche all’ottimo lavoro dei due protagonisti Johannes Kuhnke e Lisa Loven Kongsli.

I pensieri costruiscono un meccanismo pericoloso. È il meccanismo alla base dell’infedeltà. Se mi tradisci e ti scopro ti posso anche perdonare, ma continuerò a credere che tu possa farlo di nuovo. La moglie Ebba ha perso la fiducia nel proprio marito e nella sua capacità di proteggere lei ed i loro figli. Probabilmente non è neppure interessata al fatto che lui possa essere in grado di farlo, ma come in ogni battibecco di coppia vuole fargli riconoscere la sua mancanza e vuole tornare a credere ad una bugia.

Purtroppo Tomas è un marito testardo e tenta di minimizzare l’accaduto cercando possibili scusanti. È qui che entra in gioco una costante ricerca della ragione anche attraverso voci esterne (tra cui spicca l’amico interpretato da Kristofer Hivju, il Tormund di Game of Thrones).

Ma credere ad una bugia forse è ancora possibile, basta la giusta situazione

Forza maggiore è un intenso viaggio tra le relazioni umane e la psicologia dei rapporti dopo un evento che rischia di metterle a soqquadro. In questo fa un lavoro egregio e vale davvero la pena di dedicargli due ore di visione. Ovviamente ci vuole la serata giusta, altrimenti il rischio è di addormentarsi dopo 20 minuti.

Consigliato a: chi apprezza il cinema impegnato con gusto nordeuropeo.

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica:

7,3/10
93%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.4
Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.