You Me Her: una serie Netflix tra la cacata e l’originalità

You Me Her è una serie Netflix partita nel 2016 e di cui è appena uscita la terza stagione.
La sua particolarità è di essere in perenne oscillazione tra la mezza cacata di una sceneggiatura che non sta in piedi, e l’originalità di dialoghi molto coinvolgenti.

La trama di You Me Her

Jack e Emma Trakarsky sono una coppia sui quarant’anni la cui vita sessuale si è appiattia nel corso degli anni. Jack, da bravo maschio qual è, cerca una soluzione “circa all’inquasi” per uscire da questo letargo erotico. Incontra così, su consiglio di suo fratello, una Escort, dalla quale spera di poter ricevere degli stimoli sessuali da sfruttare poi con Emma. Questo incontro, che si sarebbe dovuto limitare a una serie di consigli sessuali utili, sfugge dal controllo di Jack, e sarà destinato a rivoluzionare le vite dei coniugi Trakarsky. Emma contatta la Escort per uscirci a sua volta, rivelando una sua bisessualità tenuta nascosta. A quel punto i tre si incontrano assieme e danno vita a un triangolo amoroso che cioé tipo boh…

La serie

You Me Her parte benissimo. Nelle prime puntate ci si gasa a manetta pensando “ecco la mia nuova serie!”. Entusiasmo che poi viene frenato nel corso delle puntate come quando durante l’amplesso vi viene in mente l’immagine della cellulite che vostra zia ha sulla pelle flaccida del braccio sinistro.

E allora ci si incazza di brutto, perché è terribile vedere una serie che senti potrebbe essere grandiosa ma invece è stata mandata a puttane da una scenaggiatura che non sa riconoscere i limiti dell’assurdo.

Ora vi spiego e vi spoilero un pochino: il problema principale nasce quando la coppia diventa una “troppia”, ovvero quando Isabelle diventa la terza coniuge illegittima dei Trakarsky.
Da quel punto si capisce troppo chiaramente che la volontà della serie è solamente quella di promuovere le relazioni a tre, e non di raccontare una storia ben scritta e significativa.

La cacata suprema della seconda stagione

Da quando la troppia ufficializza il legame anche agli occhi dei vicini di casa e degli amici, parte una serie pallosamente infinita e monotona di episodi. Capisco che volessero far vedere che un legame a tre, proprio perché non così comune, non sia facile da affrontare, però si sono lasciati prendere la mano.

Ecco il riassunto della seconda stagione: Emma, Jack e Isabelle si mettono insieme. Però poi forse no. Anzi, sì. No, come non detto. Invece sì, stavolta davvero. Ma invece no. Poi ancora sì e, vista la solidità del loro rapporto (!), decidono di avere un bambino chiedendo a Isabelle (la studentessa di ventisette anni) di partorirlo perché Emma scopre di essere sterile.

you me her

Eh già, non ci resta che ridere. Arrivi a un punto in cui ormai sei pronto ad accettare qualsiasi cosa. E ti chiedi: magari Emma in realtà è un cyborg venuto dal futuro per conquistare l’umanità. E magari Isabelle non è una studentessa di psicologia che si sbronza già di mattina, ma è un sicario che i mormoni hanno mandato per eliminare ogni inusuale forma d’amore che non sia stata approvata da loro.

Insomma, a un certo momento non sei più disposto a berti le cazzate che gli sceneggiatori ti vogliono vendere come fossero “uno sguardo originale su una realtà originale”, perché capisci che l’idea iniziale, per quanto buona fosse, è stata persa lungo la strada della produzione.

Ma allora cosa salviamo di You Me Her?

Man mano che proseguiamo nella serie, riusciamo a trovare anche qualche perla. La cosa assurda di You Me Her è che queste perle le troviamo più spesso nei personaggi secondari che in quelli principali! È come se gli autori avessero invertito la rotta, del tipo: “ehi, ho un’idea geniale! se nella nostra serie i personaggi più noiosi fossero i protagonisti e quelli più interessanti fossero quelli secondari?” Una sola parola: G-E-N-I-O.

you me her

Quindi succede che non vediamo l’ora che arrivino i migliori amici dei protagonisti perché sappiamo che con loro l’atmosfera migliora. Sono più simpatici, più interessanti e anche più reali.

Riassumendo: la prima stagione ha il merito di indagare le difficoltà derivanti dallo stare assieme per molti anni. La seconda stagione non ha nessun merito. La terza stagione ha il merito di ripescare alcune buone idee presenti nella prima, e di migliorare il personaggio di Isabelle.

L’opinione

Come ho detto, You Me Her non riesce ad essere una completa cacata. Sono sicuro che ognuno possa trovarci degli spunti interessanti per passare una di quelle serate con gli amici in cui si beve vino e si tenta di definire che cosa sia l’amore. Nonostante tutto ve la consiglio, la prima stagione soprattutto.

Consigliato a: a chi è in cerca di una serie da guardare con gli amici per poi poterne parlare dvanati a una bottiglia di vino

Trailer:

Cosa dice la critica:

7,1/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
6.7
Jacopo

Jacopo

Amante della filosofia e del cinema. Specialmente dei drammi in cui nascondi il singhiozzo ma poi ti esce col rinculo e si sente il doppio. Registi preferiti: Alexander Payne, Wes Anderson e Noah Baumbach. Film preferito: Will Hunting.