Happiness (1998): La ricerca della felicità secondo Todd Solondz

La trama

Happiness – Felicità è un film del 1998 scritto e diretto da Todd Solondz con Philip Seymour Hoffman, Cynthia Stevenson, Dylan Baker, Jane Adams, Jared Harris e molti altri. Film dalla radice drammatica che racconta la ricerca della felicità attraverso gli occhi di diversi protagonisti.

Il film

Happiness – Felicità è un capolavoro. Si vi spoilerizzo subito perchè mi va, perchè questo è lo spirito di Todd Solondz, che è giunto tra noi per sbaragliare le carte del classico, facendone perdere per sempre il senso.

Happiness non parla di felicità (e beccatevi anche questo secondo spoiler), ma di angoscia, quella che provoca la ricerca della felicità. Fallimentare in proporzione allo sforzo sostenuto.

Terzo spolier, è un capolavoro, anche se lo ho già detto. Film semi-sconosciuto (almeno a giudicare dai riferimenti in rete) uscito tra Armageddon ed il Grande Lebowski, ma capace di vincere il premio Fipresci (qualcuno sa cos’è?) al Festival di Cannes 1998.

Pare che a causa della paura di ritorsioni da parte degli ortodossissimi studios, molti attori rifiutarono il copione. Per nostra fortuna ad accettare ci furono lo splendido Philip Seymour Hoffman, che interpreta un ragazzone insicuro che si esprime attraverso sporche telefonate anonime, Jane Adams, giovane ragazza ipersensibile e schiacciata dalla sicurezza ed il giudizio delle sorelle, e Dylan Baker, uno psicologo con pericolose devianze.. tutti loro sono circondati da persone che paiono normali, ma non lo sono affatto.

Cosa ne pensiamo

La forza del cinema di Solondz sta nel politicamente non corretto e nell’ironia, spesso crudele ma sempre vera. In Happiness si parla della perenne corsa di ognuno di noi alla ricerca della personale felicità (non quella di Smith, anche se in parte li somiglia), ma anche della felicità richiesta dagli altri, dalla società e dalla famiglia che spesso ci ingabbia in pseudo valori mai richiesti.

I protagonisti ne escono distrutti, il sogno americano ne esce distrutto, mentre le tematiche, scomode ma verissime, sgattaiolano in una trama che non ci lascia mai annoiare (nonostante le oltre due ore di film). La pellicola è divisa in scene con personaggi talvolta legati tra loro ma che non finiranno quasi mai per incontrarsi. Si passa dalle affannose scene di un amante intrappolato in un corpo da maiale, alla graziosa musicista troppo sensibile per provare a sfondare, al terapeuta che non riesce a fermare i propri impulsi verso i giovani fanciulli, alla scrittrice bella e apatica, ai coniugi che vogliono divorziare ma non sanno come sopravvivere.

HAPPINESS, Jared Harris, Jane Adams, 1998, (c) Lions Gate Films

Un film indipendente come tutti quelli di Todd Solondz, che sviscerano l’ipocrisia non solo dei “valori base” della società contemporanea ma anche del cinema americano, un esempio su tutti la scena della confessione che avviene negli ultimi cinque memorabili minuti di film.

Consigliato a:

A chi piacciono i film puri in salsa indipendente o hanno nostalgia di Philip Seymour Hoffman.

Perchè vederlo

Perché il cinema di Solondz è straordinario, partite da “Fuga dalla scuola media” e arrivate al seguito di questo film “Perdona e dimentica” del 2009.

 

Trailer:

Dove recuperarlo?

just watch

Cosa dice la critica:

7,8/10
83% (Tomatometer); 89% (Audience Score)

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.0
Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.