Ready Player One (2018): Steven Spielberg pro-gamer

Adattamento del romanzo omonimo di Ernest Cline (che firma anche la sceneggiatura del film), Ready Player One è ambientato sulla Terra del 2045, un luogo ormai composto da città decadenti a causa della sovrappopolazione. Ma questo non è un vero problema, ormai nessuno ci vive più. Sono tutti in Oasis.

Il romanzo di Cline pubblicato nel 2010 divenne immediatamente un cult, omaggio alla cultura pop degli ultimi 40 anni, e capace di racchiudere al suo interno il vissuto di una generazione.

Il desiderio, quasi immediato, di un adattamento dovette scontrarsi con l’impossibilità di poter utilizzare il vero punto di forza del romanzo, ovvero la mole di riferimenti a canzoni, videogiochi, film, fumetti che avrebbero necessitato di una altrettanto grande mole di accordi e permessi con numerose aziende. E gli accordi sottintendono garanzie di visibilità commerciale.

ready player one

Steven Spielberg è il prescelto, il solo regista in grado di offrire garanzie concrete e di superare ogni aspettativa, regalandoci con Ready Player One uno dei più esaltanti blockbuster degli ultimi anni

Come il film, questa recensione è infarcita di numerosissime citazioni. Trovatele tutte

Insert Coin 9 8 7 6…

Livello 1: sfide digitali

Ready Player One è il risultato estremo del connubio tra l’esasperata nostalgia per gli anni ’80 tanto di moda negli ultimi anni e la forte presa di posizione della cultura nerd, nonchè uno dei più spettacolari film sui videogiochi di sempre (Edgar Wright con Scott Pilgrim aveva solo scalfito la punta dell’iceberg).

Innumerevoli sono i riferimenti a videogame, sia vintage che moderni, anche nel linguaggio utilizzato dai protagonisti (chi è poco avvezzo ad un certo tipo di linguaggio da videogiocatore potrebbe ritrovarsi spaesato soprattutto nella prima mezz’ora, ma niente panico)

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Ciò che esalta maggiormente è la capacità di Steven Spielberg, a 71 anni (ammiratemi!), di gestire sequenze d’azione totalmente folli (la prima delle tre sfide del Gioco di Anorak è semplicemente fenomenale), in cui ogni singolo fotogramma presenta almeno un richiamo a qualcosa (la visione in blu-ray sarà l’unico modo per cogliere tutte le infinite citazioni visive del film), e di rendere tutto chiarissimo.

Il Chi ha incastrato Roger Rabbit per le nuove generazioni

Non cogliere ogni riferimento non preclude assolutamente il godimento di un film in cui gli effetti visivi dominano incontrastati in sequenze controllate dai fili del burattinaio Steven. Da aggiungere che si tratta di una delle poche volte in cui la versione 3D aggiunge davvero emozioni alla visione e in alcune scene il coinvolgimento è raddoppiato (la prima e la seconda sfida per esempio).

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La mole di effetti visivi che occupano ogni singolo fotogramma avrebbero rischiato solo di saturare inutilmente l’immagine. Questo Dio Spielberg non l’ha permesso

Ma Ready Player One non si ferma a piazzarci semplicemente una citazione davanti agli occhi. Vi sono citazioni nel montaggio, nella regia di alcune scene e soprattutto negli effetti sonori e nella colonna sonora di Alan Silvestri, semplicemente perfetta per un film d’avventura, piena di omaggi e strizzate d’occhio.

Le canzoni anni’80 che accompagnano il film sono poi  tutte decisamente azzeccate per la scena che accompagnano

Achievement sbloccato per aver superato Livello 1! – motore v8 + doppietta a canne mozze

Livello 2: io uomo, io dati, io superman

In questo futuro distopico, dalla stessa idea alla base di Matrix delle sorelle Wachowski, Oasis è un mondo virtuale in cui si può essere e fare ciò che si vuole, e vivere meglio di quanto non prometta la realtà ormai priva di stimoli. L’alienazione dal mondo reale è un tema caro alla fantascienza, che cerca di esser qui sviluppato in ottica ottimistica e non pessimistica.

Partendo dal presupposto che Ready Player One si sviluppa come un classico racconto di formazione, tanto caro a quel cinema a cui contribuì Spielberg (e soci… vero Doc?) negli anni ’80, il tema della dialettica tra virtuale e realtà viene sviluppato in modo semplice ed efficace.

Ad essere trattate in modo troppo superficiale sono però le sequenze ambientate nella realtà, che presentano qualche goffaggine narrativa e leggere forzature, facendo rimpiangere la mancanza di un definito ed articolato contesto relativo a questo futuro, solo accennato nella figura del capo della multinazionale IOI (CEO… io la odio questa gente)

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Queste piccole imperfezioni esulano comunque dal vero obiettivo del film, che non voleva essere ne troppo complesso o profondo, desideroso solo di lanciare una piccola riflessione per i più giovani all’interno di un enorme film di intrattenimento.

Achievement sbloccato per aver superato Livello 2! – asciugamano + almanacco sportivo 1950/2000

Livello 3: avatar e giocatori

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Wade, il protagonista di Ready Player One, è il classico ragazzo sfuggito ad un mondo rivoltante grazie alla realtà virtuale, ingenuo e imbranato nelle relazioni interpersonali (ben interpretato da Tye Sheridan, fortunatamente irriconoscibile da X-Men:Apocalisse), simile per certi versi a James Halliday (un ottimo Mark Rylance). Ma poi Hollywood si stuferà di dare al bravissimo Ben Mendelsohn il ruolo del villain?

Achievement sbloccato per aver superato Livello 3! – freccia nel ginocchio

Livello Bonus: cinema

Manca da citare solo una sequenza in particolare che coinvolge un vero cult della cinematografia, presentato qui in un modo talmente inedito e provocante che non potrà non far spalancare la mascella di tutti gli appassionati di cinema

Cliccando qui possibile spoiler
Come i personaggi digitali del film interagiscono con l’ambientazione di quella pellicola è stato reso possibile dall’utilizzo del girato originale, con l’aggiunta degli elementi digitali (tecnica già usata da un certo Robert, in un secondo capitolo di una trilogia, quando fece tornare un certo Marty in un certo 1955 in cui era già stato). Pesante, no? 

Fatevi quindi rapire e saltate in Oasis. Tornare alla realtà non sarà poi così tanto piacevole

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Punteggio finale: 42

Easter Egg: per chi ha letto il libro by Aaron

Il film di Spielberg cambia moltissimi passaggi del libro di Cline e in alcuni casi potrebbe portare i fan più sfegatati a storcere il naso. In realtà del libro viene mantenuto lo spirito e tantissime idee vengono rispettate. Ovviamente moltissime scene sarebbero state impossibili al cinema, mentre riportare fedelmente tutti i concetti troppo di nicchia non avrebbe soddisfatto il grande pubblico.

Per questo motivo Ready Player One ha tutta la nostra approvazione con alcune lodi, per essere riuscito ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima.


Consigliato a: tutti i gamer, i nerd, la generazione anni ’80, i fan di Spielberg, o a chiunque voglia passare 2 ore di puro intrattenimento.

Trailer:

Cosa dice la critica:

ready player one imdb  8.1/10

ready player one rotten tomatoes  84%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.0
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Luke

Luke

Solitamente si fa chiamare Luke (ha proprio fantasia da vendere eh). La passione per il cinema lo accompagna dall'adolescenza, da quando curioso su cosa ci fosse oltre lo schermo si è appassionato anche di scrittura