Buongiorno, notte (2003) [ClassiCult]

Cosa c’entrano le elezioni  con “Buongiorno, notte”, il film di Marco Bellocchio sul rapimento e l’omodicio di Aldo Moro del ’78? Beh, in realtà molto poco, tranne per il fatto che il tema “politica” può perlomeno sfiorare la nostra rubrica e giusto per ricordare un bel film italiano contemporaneo che tratta di un tema controverso – strano anche questo nei nostri confini nazionali, trattare di temi controversi, intendo.

Il film Buongiorno, notte

Il film non riguarda solamente Moro e in effetti sarebbe stato piuttosto noioso vedere il prigioniero scrivere e scrivere le sue lettere notte e giorno, continuamente. Il film si dipana tra i resoconti ufficiali, quelli meno ufficiali e alcuni documenti televisivi dell’epoca, per ricostruire l’atmosfera dell’Italia della Strategia della Tensione. Ma non c’è solo questo: Chiara è una delle brigatiste che ha rapito Aldo Moro ma in lei comincia a insinuarsi un grande dubbio, il dubbio esistenziale che metterebbe a rischio l’intera struttura ideologica che l’ha portata a compiere questo fatto: “E’ giusto?”. Solo questa domanda, potrebbe far aprire i varchi dell’inferno per la rossa e armata Chiara, soprattutto agli occhi dei compagni brigatisti.

Il successo

Il film è stato il piuù grande successo del regista Marco Bellocchio, in particolare la sua fortuna deriva dalla presentazione della pellicola alla Mostra del cinema di Venezia, dove il film è stato consacrato dalla critica e acclamato dal pubblico nelle sale di tutta Italia.

 

 

“Buongiorno, notte” non è un film semplice da vedere: c’è una fotografia cupa, scura, sembra quasi tutto in penombra con riflessi verde acido, una regia chiusa e claustrofobico – quasi a voler ironicamente fare riferimento alla prigionia dell’ex presidente del consiglio della Democrazia Cristiana. “Buongiorno, notte” è di sicuro un esperimento riuscito, forse anche più di “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana, superando quest’ultimo per onestà della messa in scena e pulizia e rigore nella forma. Insomma, consigliato.

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Cosa dice la critica:

7,2/10
67%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.3
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Domenico

Domenico

Nato a San Gennaro Vesuviano - diciamo sopra a Vipiteno - e abita a Bolzano. Studia Giurisprudenza a Trento, avrebbe voluto fare Fisica, ma non sa contare. La narrazione per immagini di cinema e fumetti è la cosa che gli interessa di più, intanto scrive per le riviste, tra cui Salto.bz