La forma dell’acqua (2017): il mostro della laguna incontra la Bella e la Bestia

La forma dell’acqua (The shape of water in lingua originale) è un film del 2017 diretto da Guillermo Del Toro e pluricandidato agli Oscar.

La trama de La forma dell’acqua 

Un mostro umanoide dotato di branchie viene rinchiuso in un laboratorio scientifico. Qui si incontra con la donna delle pulizie ed inizia un’avventura inaspettata.

Il film

La forma dell’acqua è ambientato all’inizio dei anni sessanta, durante la guerra fredda. Non è la prima volta che il regista Del Toro inserisce una trama fantastica nel bel mezzo degli eventi storici. Era successo già per il film Il labirinto del fauno, ambientato nella Spagna franchista, ma anche per La spina del diavolo.

La spiegazione del titolo Del Toro l’ha data alla vittoria dei Golden Globes come miglior regia dicendo che “l’acqua prende la forma di tutto ciò che la contiene in quel momento e, anche se l’acqua può essere così delicata, resta anche la forza più potente e malleabile dell’universo. Vale anche per l’amore, non è vero? Non importa verso cosa lo rivolgiamo, l’amore resta sé stesso sia verso un uomo, una donna o una creatura.”

La forma dell’acqua è una fiaba gotica, con qualche schizzo di sangue alla Tarantino, ma piena di fantasy che parla dei “discriminanti”,  dei “dannati”.

I dannati sono i veri buoni, ignorati dalla società, ma che con la loro unione rendono possibile una grande rivoluzione.

Così è per esempio per la protagonista Elisa. Non si sente accettata per quello che è, fa una lavoro di merda (letteralmente spazza la merda e asciuga l’urina negli uffici del laboratorio), ma è pronta a tutto per aiutare il mostro, dannato del situazione.

Il virtuosismo del regista è apprezzabile nella capacità di alternare riprese dinamiche (con la costruzione della città e dei suoi edifici) alle riprese fisse di dialoghi e momenti importanti.

Spicca tra le strutture il cinema chiamato Orpheum (sotto all’appartamento di Elisa) in cui proiettano film che sono un tributo interno al cinema del passato, creando un effetto nostalgico.

Elisa è interpretata da una favolosa, fiammeggiante, sensuale e molto espressiva Sally Hawkins.

Al suo fianco un cast straordinario: Richard Jenkins nel ruolo del vicino di casa; Octavia Spencer che non delude mai; Michael Shannon l’agente governativo malvagio; Michael Stuhlbarg lo scienziato freddo ma protettivo. E poi c’è ovviamente il mostro interpretato da un sempre eccezionale Doug Jones, attore dalla mimica straordinaria e tra i preferiti di Guillermo Del Toro.

Tutti i personaggi sono a modo loro una rappresentazione di quella lotta per l’uguaglianza che ancora oggi si continua a portare avanti.

Tutti i personaggi della pellicola sono delle alternative al crudele realismo storico di Stickland.

Del Toro  sconfina in vari generi passando dal fantasy allo storico, toccando anche il musical. Bellissima la scena, che si trasforma in un balletto, in cui Elisa cerca di comunicare il suo sentimento al mostro. La musica di Alexandre Desplat è azzeccatissima per ogni scena, mentre la fotografia del danese Dan Laustsen caratterizza ogni personaggio esaltando la natura umana, attraverso una scelta cromatica a tinte blu, in cui la luce bianca crea un effetto notturno.

La cosa più esaltante del film è l’idea della necessità di sconfiggere l’abitudine, la monotonia della vita è per cambiare il senso della vita stessa.

La forma dell’acqua è uno di quei film che, come King Kong, Il mostro della laguna nera, La sirenetta e La bella e la bestia, parlano di amori impossibili che ci fanno sognare e qualche volta piangere. All’inizio siamo terrorizzati quando incontriamo il mostro, ma poi riflettiamo e capiamo che l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la società in cui viviamo.

Come diceva Osho “la società, la chiesa, lo stato, vogliono che tutti vivano in una condizione di paura costante: la paura del conosciuto, la paura di ciò che non si conosce, paura della morte, paura dell’inferno, paura di non andare in paradiso, paura di non lasciare il tuo nome nel mondo, paura di non essere nessuno. Tutti dalla tua nascita creano paura intorno a te. Nessun bambino è nato con la paura. Ogni bambino è nato con la libertà, il dubbio, la ribellione, l’individualità, l’innocenza; tutte grandi qualità”.

Trailer:

Cosa dice la critica:

7,8/10
 92%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.7
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Ayyoub

Ayyoub

Pazzo come Jack in Qualcuno volò sul nido del cuculo, scemo come le battute di Dodgeball, polymetis come Al Pacino ne Il padrino