Come il Super Bowl ha cambiato il concetto di “trailer”…

Il Super Bowl, il campionato americano di football, è uno degli eventi con più attenzione mediatica al mondo e uno degli show pià visti negli Stati Uniti: manco il Festival di Sanremo (sigh!) in Italia. Quale azienda non sarebbe interessata a fare da sponsor o a piazzare una sua pubblicità in un giganesco banner che vedranno milioni di persone nello stesso momento? E forse lo spot pubblicitario è il suo momento di realizzazione pià efficace possibile. In questo momento storico lo spot pubblicitario per eccellenza è il trailer.

E il vecchio J.J. Abrams lo sa bene. Il creatore di Lost e di Fringe, dell’interessantissimo progetto editoriale di S. La Nave di Teseo e maestro – a volte sfortunato – dei vari rilanci di alcune delle più importanti proprietà intellettuali di tutti i tempi (Star Trek, Star Wars), non si è fatto sfuggire il momento per cambiare il ruolo del trailer in una sola, abilissima, mossa.

Recap: Abrams ha creato una saga, che è più un franchise, di film fantascientici tutti diversi tra loro ma con alcuni fili narrativi comuni. Stiamo parlando della saga di Cloverfield, iniziata con il film omonimo, proseguita con lo splendido 10 Cloverfield Lane, per arrivare al nuovo capitolo Cloverfield Paradox.

Abrams arriva al terzo film con un titolo che neanche le riviste di settore erano riuscite a scoprire: forse alcune false voci sono state messe in giro appositamente dalla furbissima casa di produzione di Abrams, la Bad Robot. Alcuni avevo sussurrato potesse essere Cloverfield: The God Particle. Sorpresa:

Il trailer di Cloverfield Paradox al Super Bowl

 

Ma è solo l’inizio. Il trailer è stato lanciato durante il Super Bowl e il film, caricato due ore dopo su Netflix. Abrams, con un colpo di coda, ha cambiato il concetto stesso di attesa e di sopresa intorno a un film, anche se funzionerebbe tranquillamente anche con una serie televisiva o un altro prodotto facilmente fruibile con un banale accesso a Internet.

Insomma, finito il Super Bowl, lo spettatore può spegnere la televisione, sgranchirsi le gambe e collegare il cavo HDMI di nuovo al televisiore per godersi il nuovo capitolo di Cloverfield. Sorge anche il dubbio spontaneo: a cosa sarebbe servito il trailer se il film è già online? Probabilmente perché creare nuove proprietà intellettuale è sempre molto difficile e un franchise come questo- non di eccessive dimensione – ha bisogno di tutta la spinta possibile. O Abrams voleva solo trollare tutti in mondovisione.

L’esperimento sarà probabilmente solo l’inizio di una serie di campagne guerrilla marketing che seguiranno a ruota l’insegnamento di Abrams, che ha già avuto modo di fare scuola nel magico mondo del marketing e della meravigliosa industria dell’attesa. Roba che solo l’industria dell’audiovisivo è capace di fare. E il mondo dell’audiovisivo conosce bene i suoi spettatori, che si sono subito fiondati a pigiare il tasto “Riproduci”. Tremende molte recensioni per il nuovo film, molto negative.

Gli si rimprovera che sia poco collegato alla saga – ai due film precendenti – anche se i critici che l’hanno ben accolto dicono che in realtà sia la chiave di volta che riesce a ricollegare tutti i pezzi del franchise. Noi de Gli Acchiappafilm l’abbiamo visto: leggerete la nostra recensione!

 

Domenico

Domenico

Nato a San Gennaro Vesuviano - diciamo sopra a Vipiteno - e abita a Bolzano. Studia Giurisprudenza a Trento, avrebbe voluto fare Fisica, ma non sa contare. La narrazione per immagini di cinema e fumetti è la cosa che gli interessa di più, intanto scrive per le riviste, tra cui Salto.bz