Non ci resta che piangere (1984) [ClassiCult]

Corre l’anno 1984. La Apple presenta a gennaio il primo Macintosh, ad aprile nasce la Lega Lombarda e in estate nasce una delle commedie cult del cinema italiano: Non ci resta che piangere.

La trama

Saverio (Roberto Benigni) e Mario (Massimo Troisi), rispettivamente insegnante e bidello di una scuola elementare, fermi con la macchina ad un passaggio a livello, decidono di trascorrere la piovosa notte in una locanda risvegliandosi, all’indomani, nel remoto 1492.

Il film

Il ripercorrimento storico della scoperta delle Americhe, rivisto quasi 500 anni dopo, vede un Massimo Troisi esperto cinematograficamente (la pellicola è successiva all’altrettanto celebre Ricomincio da tre) ma anche nel cabaret (dopo le esperienze con La Smorfia), sorretto da un Roberto Benigni forse più acerbo, ma comunque all’altezza.

“Ricordati che devi morire!”
“Sì, sì… no… mo’ me lo segno…”

Il film aveva un’idea semplice: perdersi nel Medioevo e fermare Colombo. La realizzazione tuttavia fu complessa, vuoi per la gran mole di scene improvvisate (tra cui la celebre lettera a Savonarola, sulla falsa riga di quella di Totò e Peppino), vuoi per l’effetto dell’improvvisazione stessa, che portò alla realizzazione di diversi ciak intervallati da grasse risate sia del cast che della troupe.

Il dover fare fronte alle diverse mancanze culturali del Medioevo, fa nascere una serie travolgente di episodi comici quali la dogana, Yesterday, giocare a palla, Saveria la cavalla e la salvaguardia degli indiani d’America. Ne consegue un ritmo incalzante e piacevole che culmina con un finale ambiguo, o meglio con tre possibili finali. Quello standard, nella versione della pellicola da 111 minuti, quello integrale da 145 e una terza versione, un misto tra le prime due. Diverse sono le scene tagliate o riviste, che si possono trovare su YouTube o nella versione Blu-Ray.

“Chi siete? […] Cosa portate? […] Sì, ma quanti siete? […] Un fiorino!”

L’opinione

Non ci resta che piangere è una pietra miliare del cinema italiano, pieno di spunti genuini e spontanei di cui fare tesoro. che resteranno per sempre nei cuori di chi ha visto almeno una volta nella vita questo film.

Consigliato a: 

Chi ha nostalgia del principe di Napoli.

Trailer:

Dove trovarlo:

Su alcuni servizi streaming e ovviamente in DVD e BluRay

Cosa dice la critica:

  7.8/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.7
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Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.