Ven. Dic 13th, 2019

L’ora più buia (2017): sulla sponda opposta di Dunkirk

l'ora più buia

Se guardate insieme L’ora più buia di Joe Wright, Dunkirk di Nolan, Il discorso del re di Tom Hooper e The Imitation Game di Morten Tyldum avrete una panoramica globale sulla seconda guerra da parte inglese. Sembrerebbe che solo grazie ai loro maestosi gesti eroici i sudditi di sua maestà abbiamo sconfitto quella terribil nazione alemanna comandata da una nano malefico.

l'ora più buia
Sopra:l’ora più buia sotto: i soldati di Dunkirk

La trama de L’ora più buia

È il 1940 e Winston Churchill, appena diventato il nuovo primo ministro della Gran Bretagna, deve decidere se portare avanti i negoziati di pace con la Germania nazista o continuare la guerra.

Il film

L’ora più buia è ambientato all’inizio della seconda guerra mondiale. Il titolo fa principalmente riferimento al momento più cupo del ventesimo secolo per il mondo, ma anche alla cruciale scelta da parte del primo ministro britannico Winston Churchill.

l'ora più buia

Dalla prima scena sembra che Nolan e Joe Wright si siano parlati: una spiaggia immensa, chiazze di sangue dei soldati ed il capello di Churchil che torna indietro come i cadaveri dei soldati senza anima vengono riportati a terra dal mare (diventati oggetti per la causa della guerra). Mentre in Dunkirk vediamo l’azione delle pedine attraverso le soggettive dei tre punti di vista, in questo film abbiamo una radiografia di quello che accade dietro le quinte. I giocatori che muovono le pedine, scelgono chi salvare e cosa sacrificare per la vittoria.

Dall’ambientazione naturale ai bui uffici della politica.  

l'ora più buia

Il premier inglese inglese è interpretato da un mostruoso, monumentale, istrionico e irriconoscibile Gary Oldman. Un trucco pesante sul suo corpo. Ogni mattina prima delle riprese stava al make-up circa 3 ore per un totale di 260 ore.

Gary Oldman è fenomenale e irriconoscibile

Oldman è da Oscar. Il suo lavoro è cosi estremo da non puntare solamente all’aspetto fisico. La tonalità della voce è molto somigliante a quella di Churchill (per questo motivo consigliamo di vedere il film in lingua originale). Una voce adattata all’arte oratoria d’altri tempi, fondamentale per convincerele persone al proprio pensiero. Nel film è emblematica la scena in cui avviene un memorabile incontro pubblico sulla metropolitana.

Gary Oldman è affiancato da altri grandi attori e attrici britannici: Kristin Scott Thomas nel ruolo della moglie, Stephen Dillane è il ministro degli esteri Halifax, Lily James la segretaria.

La sceneggiatura è di Anthony McCarten, autore de La teoria del tutto. La regia di Wright poteva essere più convincente. Evita di concentrarsi su alcuni dettagli di Churchill e non approfondisce alcune sue problematiche.

Quello che non emerge è la depressione maniacale di Churchill, che lo portava a stare tutto il giorno a letto. Probabilmente era affetto da bipolarità. La straordinarietà della sua politica non è approfondita. Certo non è un film prettamente biografico, ma molti dettagli sono dati per scontati.

La fotografia di Bruno Delbonnel è magistrale. Riesce ad esaltare con l’illuminazione le varie sfumature del viso del protagonista, ma anche la maestosità dei uffici. In alcuni passaggi Churchill sembra il nulla in confronto all’ambientazione, come se ci volessero dire che tutto va e viene, ma la traccia del uomo rimane nelle sue costruzioni.

Nella squadra del film ci sono anche due italiani, il montatore Valerio Bonelli e il premio Oscar 2008 per il film Espiazione, il compositore Dario Marianelli.

 

Trailer:

 

Cosa dice la critica:

7,4/10
 85%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
6.8
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