Che cosa ne sarà del cinema?

by Aaron
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Un anno fa nasceva questo piccolo blog. Solo una piccola fiamma del fuoco che arde attorno al mondo del cinema. Ma il fuoco senza fiamme che cosa sarebbe?

Il 12 dicembre 2016 nasceva Gli acchiappafilm e mai avremmo pensato che nel giro di un anno avremmo raggiunto certi obiettivi. Ora siamo in una dozzina di autori, abbiamo scritto oltre 400 articoli e crediamo di avere almeno un po’ di seguito. Siamo ottimisti! Se non fossimo ottimisti probabilmente non avremmo mai aperto un blog di cinema. Ce ne sono talmente tanti in circolazione che quasi non se ne viene a capo. Eppure un senso c’è sempre. Vale la pena di seguire le proprie passioni, di parlare di ciò che si ama. Noi amiamo il cinema e siamo certi che chi ci legge lo ami quanto noi.

Inseguire il cinema

Al giorno d’oggi parlare di cinema equivale a parlare di tutto e di niente. Per conto mio associo ormai anche le serie tv al mondo del cinema. La televisione ha da sempre avuto un legame particolare con il più aulico (o almeno così considerato fino a poco tempo fa) cinematografo. Non ha senso dividere i due settori. Anche per questo motivo nel nostro blog abbiamo aperto, fin quasi dall’inizio, alle serie televisive. Questi due settori si influenzano a vicenda e ciò si nota ancora di più negli ultimi tempi con la ribalta degli universi cinematografici di Marvel & co. per esempio.

futuro cinema

C’è più cinema in una puntata di Westworld che in molti film

In un’era in cui le grandi case di produzione sbattono la testa contro i muri in continuazione, nella speranza di far andare bene l’ultima minchiata “tratta da” e “basata su”. I pirati scorrazzano “on the line” mentre tutti corrono ai ripari. I soldi vincono sempre, il botteghino decreta vincitori e vinti e c’è sempre la speranza di scoprire la formula magica per rilanciare il grande cinema.

Ma cos’è questo cinema? Resisterà? C’è ancora speranza? Quale sarà il suo futuro?

Conversione: l’eresia Netflix

Il cinema va visto in sala

Quanti hanno pronunciato questa frase negli ultimi decenni? Quanti negli ultimi anni? Scommetto molti. È quel tipo di frase che lascia il tempo che trova. Mi trova d’accordo in un certo senso: il cinema va visto in sala. Benissimo.

In Italia l’anno scorso sono stati prodotti 129 film. Nel 2015 i film totali distribuiti (sia di produzione nostrana che estera) sono stati 473. Se dovessi vedere “il cinema in sala” dovrei guardare ogni giorno più di un film in sala. C’è di più… mentre il prezzo del biglietto aumenta, la qualità dei film cala ed i trailer vengono confezionati in modo sempre più furbo. Insomma, le case di produzione si prendono gioco dello spettatore e noi si cerca di stare a galla.

Se per anni abbiamo galleggiato tra legalità e illegalità, perchè scaricare rimane illegale anche se lo fanno tutti, una finestra si è aperta con l’arrivo di Netflix anche nel belpaese. Non è che prima non esistesse lo streaming legale, è solo che il ciclone rosso ha abbassato i prezzi e aumentato la qualità dei flussi.

futuro cinema

Netflix ha portato una vera e propria evoluzione nel mondo del cinema e della tv

Mai incrociare i flussi

 

A due anni dal suo arrivo è sorprendente vedere come la concorrenza ancora non riesca a garantire uno streaming stabile e a malapena riesce a farci navigare in modo rapido tra i menu. Ohibò! Dopo Netflix è arrivato Amazon Prime Video e pian piano tutti ci si gettano… nel flusso.

Quello che è davvero interessante in tutto questo non è la polemica dei soliti noti sul fatto che il cinema a 70mm batterà lo streaming, quanto più che i pilastri di questo formato stiano investendo tantissimo sul cinema indipendente o su progetti più sperimentali, mirando sempre e comunque ad un pubblico trasversale (ne avevamo parlato anche nella nostra recensione su Okja).

Contenitori: addio mia con-bobina

A volte mi chiedo se siamo una generazione di nostalgici o semplicemente cretini. Siamo sicuramente i vecchi di domani. Noi che onoriamo il VHS quando da piccoli bestemmiavamo non conoscendo ancora le bestemmie, noi che il mondo era in 4:3 finchè non abbiamo scoperto che in tv ci tagliavano i lati dei film…

futuro cinema

Il VHS è un fenomeno nostalgico quanto il vinile. Con la differenza che il vinile regala un’esperienza di qualità, il VHS no

Dai laserdisc alle vhs, dai dvd ai blu-ray, abbiamo sempre riscoperto il cinema in versione home video. Non si faceva in tempo a crearsi una collezione che subito subentrava un nuovo formato. Ora siamo giunti all’intangibile, al digitale. Temo sia finita anche questa storia infinita, non ci saranno nuovi supporti. I nostri scaffali saranno sempre più vuoti e se vorremo rivedere un film lo potremo fare da un qualsiasi dispositivo, da qualunque parte del mondo. Non è la morte del cinema, ma il “tutto e subito” della modernità. 4k, hdr e chi più ne ha più ne metta. La qualità aumenterà, ma l’intangibile rimarrà tale e il cinema futuro solcherà gli oceani del web.

Il de-Cameron, o come il 3D ci ha fatto una pippa

La gente non andava più al cinema. Come riportarla in sala? Trovando una tecnologia che fosse praticamente impossibile da replicare al di fuori di una sala.

Robert Rodriguez ce l’aveva spernacchiato nel 2003 quando fece uscire il terzo capitolo di Spy Kids in un 3D d’altri tempi con occhialetti anaglifi. Nel 2009 però è arrivato mr. James “ce l’ho lungo” Cameron che ha l’ha sparata grossa, costringendo l’intero mondo dell’entertainment a uno dei più assurdi investimenti della storia. Perchè Avatar lo ambivamo tutti e se non lo vedevi in Real 3D eri uno sfigato. Così le sale cinematografiche hanno cambiato i proiettori ed il resto è storia.

futuro cinema

Si, ma stai calmo!

Ad un certo punto però la gente ha cominciato a capire che 3D non erano gli “oggetti che escono dallo schermo”, ma una cosa spacciata per “profondità” sullo schermo. Bello si. Soprattutto ricollegandoci al fatto che l’importante non è il mezzo, ma come lo si usa. Scorsese, Zemeckis, Spielberg, ma soprattutto George Miller, ci hanno dimostrato che il 3D può davvero aggiungere qualcosa all’esperienza cinematografica se viene usato con destrezza.

Il problema è che il 90% della produzione è tutt’altro, che molti hanno cominciato a riadattare al 3D dei vecchi classici (ci rendiamo conto!?) e che il pubblico trova giustamente scomodo dover indossare quei cazzo di occhialetti. Così nel 2017 il 3D non è più la soluzione, ma semplicemente un’alternativa alla visione tradizionale. Un’alternativa che cerchi di evitare perchè si fa pagare salata, ma che spesso sei obbligato a scegliere perchè il film in 2D te lo mettono in orari del cazzo.

Universi espansi: il nemico del mio nemico è mio amico

Il cinema ci ha insegnato che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Mai tale frase fu più fasulla se usata per descrivere chi comanda le grandi case di produzione. In realtà quando il pubblico scappa dalle sale, il caos regna sovrano e si tira a casaccio per trovare la soluzione. Come spesso accade, se tiri a casaccio per una serie di volte è probabile che un colpo vada a segno.

Nota bene: ciò non fa di te un cecchino.

È accaduto così che nel marasma qualcuno abbia guardato alle serie televisive pensando “Ehi, il pubblico guarda più televisione che cinema perchè le storie continuano da un episodio all’altro e si intrecciano l’una con l’altra per tante stagioni” invece che “Ehi, il pubblico guarda più televisione che cinema perchè stanno usando un sacco di idee originali”.

marvel cinematic universe

Così Iron Man è diventato amico di Hulk e un tizio di nome Nico Furia ha tirato su una banda di scalmanati. Si è provata qualche imitazione, ma con scarsi risultati.

Nel frattempo le serie televisive si sono perfezionate e, nonostante il nostro amore incondizionato per l’universo Marvel, la nostra leggera perplessità per quello della DC e una lieve scoreggia per quello dei mostri Universal, in tv si continua a macinare capolavori.

Questo sostanzialmente per due motivi: maggiore facilità di intercettare il pubblico e maggiore libertà creativa.

Bene, arriviamo al punto.

Che cosa ne sarà del cinema? Le riflessioni della redazione…

Lo stile registico, ovvero tornare indietro per andare avanti (di Mattia Cerantola)

Negli ultimi 15 anni, complice la decade del ’90 che ha sfornato kolossal d’azione uno dietro l’altro, abbiamo assistito ad una vera e propria impennata e velocizzazione dei tempi, sia dal punto di vista della realizzazione che dal punto di vista dello stile registico. Scene corte e veloci, montaggi rapidissimi, inquadrature in soggettiva da cardiopalma e corse ed esplosioni in ogni dove. Tutto ciò abbastanza omologato ed (alla fin fine) poco originale, diventando un po’ un copia incolla tra una pellicola e l’altra.

A questo punto però, saltano all’occhio quelle pellicole coraggiose che osano per scelte registiche (uno su tutti Birdman) e dai tempi “più rallentati”e dilatati, decisamente in controtendenza rispetto alle uscite canoniche degli ultimi anni. Guardare indietro per andare avanti e distinguersi dalla massa, in modo tale da riscoprire quello stile che ha reso unici film come Blade Runner, Alien, 1997 Fuga da New York, La Cosa ecc ecc ecc (tutti film d’azione, ma con ritmi decisamente meno frenetici rispetto alle pellicole odierne)

Ritorno al passato: l’era nostalgica (di Luca Criscuolo)

Le critiche ai cinecomics si sprecano, ma risultato piuttosto sterili. La realtà è che non esiste realmente un fenomeno dei cinefumetti, perché il cinefumetto è ormai a tutti gli effetti un genere cinematografico come tanti altri. Le grandi Major però hanno riscoperto la gallina dalle uova d’oro, e finchè ci sarà materiale da sfruttare e folle di appassionati che continueranno ad affollare i cinema, film di questo tipo continueranno ad essere prodotti. Ma è anche vero che la sovraproduzione di cinecomics arriverà presto al suo tramonto, e questo tanto discusso “fenomeno” vedrà la sua naturale conclusione, finchè verranno prodotti film di genere solo sporadicamente.

Il vero fenomeno degli ultimi anni è invece quello che riguarda i prodotti nostalgici, e non mi riferisco solo a film e serie televisive che puntano all’effetto nostalgia di determinati periodi storici, ma soprattutto al fenomeno dei revival. Seguiti presunti e tali che arrivano fuori tempo massimo, a volte per andare incontro alle richieste degli appassionati, altre per cavalcare l’onda lunga dei soldi di un determinato brand. Questo fenomeno non va certo condannato, l’industria cinematografica è proprio questo, industria. Quindi che alla base ci sia l’economia non ci deve stupire.
E’ anche vero però che da appassionato di cinema vorrei che l’industria, se adesso deve vivere di operazioni commerciali, lo faccia con maggior criterio e fornisca il più possibile prodotti che puntino alla qualità. Il discorso, magari banale, è però importantissimo perché l’affermazione che “la qualità ripaga” dovrebbe essere vero, ma molto spesso sappiamo non esser così.
Sono numerosissimi, escluse le questioni di gusto persionale, i casi di prodotti meritevoli che non hanno ottenuto abbastanza successo perché il pubblico non ne era stato catturato. E a quel punto le Major hanno le mani legate: producono ciò che vende, e la parola del pubblico (=incassi) è legge. Se questo è bene o un male lo lascio giudicare a voi.
Questa grande e complessa riflessione sul cinema non vuole ne deve essere una presa di posizione, ma una semplice opinione che, ci auguriamo, possa far tornare la voglia del dibattito agli appassionati di vecchia data, o farla venire a quelli dell’ultima ora.

Perché il cinema vive due vite: quella del pubblico generalista, della grande massa attirata in sala grazie ad espedienti o trovate pubblicitarie, e quella degli appassionati, che donano sempre nuova linfa vitale al dibattito sulla cinematografica che in quanto arte necessita del dibattito, della discussione, dell’analisi critica. Entrambi gli aspetti sono vitali per il cinema, che va in crisi, si reinventa, ma è sempre lì, speriamo ancora per molto tempo.

Universi espansi e realtà virtuale (di Lorenzo Casini)

Per parlare del futuro del Cinema, è importante avere chiaro il suo passato e il suo presente.
 
Secondo me importante chiarire fin da subito che il Cinema non è nato come arte fine a se stessa e per il gusto di esserlo. È diventata arte nel momento in cui qualcuno poteva permettersi di sfruttarla per raccontare qualcosa in un determinato modo, senza preoccuparsi del risultato finanziario della stessa. Ad oggi il cinema si è solo adattato alle tendenze e alla domanda del pubblico. Rimane pur sempre la componente artistica e di story-telling, perché una storia raccontata male, non porta buoni risultati economici.
 
Le attuali produzioni non investono somme colossali in un unico film che sbanchi al botteghino, ma in una serie di film che generino un flusso enorme e costante. Da qui anche la tendenza, nel caso di rare produzioni originali che riscuotono successo, a generare un universo di sequel, prequel, spin-off o reboot di vecchie glorie fino a creare una schiera di fan e una nuova subcultura, che nel tempo un “universo” o franchise.
 
Attualmente, con uno sguardo infine al futuro, c’è una battaglia con i dispositivi mobili. La maggior parte delle persone girano video per conto proprio e il più delle volte con lo schermo in verticale. Orrore cosmico, considerando che la nostra vista periferica si estende in orizzontale, ma la pigrizia nel girare il telefono ha avuto comunque la meglio. Si assiste già ormai a pubblicità con target i dispositivi mobili, che usano la struttura verticale (cosa insopportabile se decido di guardarlo da pc o televisione “a schermo intero”). La lotta sarà quindi tra fruizione immediata e comoda su un display piccolo e la qualità dell’immagine goduta su un monitor o al cinema.
 
Come già detto, il cinema si adatta alla domanda, e avrà la meglio chi sarà più testardo.
 
Altro punto interessante sarà la virtual-reality e la possibilità di fruire un prodotto audio visivo a 360°. Seppur resa fruibile grazie all’avvento delle action-cam che consentissero di creare un rig adattato e poco ingombrante, attualmente è l’ambito videoludico a farsi promotore di questa nuova tecnologia. Sarà sicuramente un periodo interessante per il cinema, con la speranza che non faccia la fine del 3D e che finisca con essere una tecnologia di nicchia. Il potenziale c’è (e molto più del 3D) ma sarà il pubblico, come sempre, a decidere se ne varrà davvero la pena.

Conclusione: Che cosa ne sarà del cinema?

Partiamo dai fatti:

  • Sappiamo che Disney e Fox potrebbero concludere un accordo milionario. La prima è esperta di saghe (badate, non seghe. Non c’entra niente il fatto che la Weinstein Company fosse sotto la Disney), la seconda è esperta di James Cameron.
  • La Disney nel 2019 avrà una piattaforma streaming tutta sua.
  • Non tutti amano Netflix; Netflix si ama poco. Nel momento in cui Netflix assorbirà tutto il bacino di utenza possibile i suoi guadagni si stabilizzeranno a meno che non riesca a variare la sua attività
  • Amazon spende a cazzo e comunque continua a guadagnare.
  • Anche HBO ha una piattaforma streaming, ma non se la caga praticamente nessuno.
  • Sky Online ha cambiato nome in Now Tv perchè non se la cagava nessuno. Non se la caga nessuno comunque.
  • Se al cinema c’è un film in 3D e in 2D, io guardo la versione 2D.

Sfera di cristallo…

1) 3D-ead

Il 3D non è stata una rivoluzione alla pari del sonoro o del colore, si è trattato solo di un espediente. A nessuno interessa più davvero questo formato e viene visto più come un peso che come altro. I televisori 3D sono stati una meteora, i veri upgrade dell’home cinema sono il 4K e l’HDR. Il 3D probabilmente verrà abbandonato nel giro di una decina d’anni o mantenuto per pochi progetti dal respiro più commerciale o sperimentale. Sicuramente il futuro non saranno gli ologrammi o il cinema VR, altri esperimenti curiosi che potrebbero entusiasmare il pubblico per un po’ di tempo. La verità è che vogliamo sederci a vedere un film senza dover indossare robe in testa.

blade runner 2049

 

2) Extr-eaming

Netflix e Amazon hanno aperto la strada verso l’esclusiva di alcuni titoli al di fuori dei circuiti standard. È ipotizzabile che questa scelta avvenga per convincere il pubblico a scegliere di abbonarsi, ma temo che in pochi sceglieranno questa strada solo per poter vedere l’ultimo film di Scorsese e compagnia bella. Non possiamo chiudere gli occhi, gran parte del pubblico si è abituato alla pirateria e per vedere un solo film sceglie ancora i canali illegali. Non si può dire la stessa cosa delle serie tv, per cui il tempo da impegnare nella ricerca di un’ottima qualità tra i siti pirata può essere risparmiato scegliendo di investire una piccola quota in una piattaforma in grado di garantire un’ampio catalogo.

Che cosa ne sarà del cinema? 3

3) Libertà di scegliere

Questa è il vero obiettivo: l’ampliamento del catalogo. È logico aspettarsi, come già sta avvenendo, una serie di accordi e fusioni tra marchi e piattaforme in grado di garantire un’offerta sempre più ampia nei cataloghi dei servizi streaming. Il pubblico vuole aprire Netflix, Prime, Infinity o altri e poter vedere in qualunque momento quello che preferisce. L’accordo tra Disney e Fox potrebbe essere un vero giro di boa in questo senso, portando ad una nuova evoluzione nel mondo del cinema.

futuro cinema

4) L’esperienza del cinema

Quello che la sala può continuare, e deve continuare, a dare è una vera e propria esperienza. Film come Mad Max: Fury Road o Dunkirk non rendono allo stesso modo se visti fuori da una sala. L’ultima commedia di Checco Zalone magari si, ma il pubblico non è disposto ad aspettare. Attenzione però, la sala non è come qualcuno ritiene: un’esperienza collettiva insostituibile. Non a tutti interessa vedere un film in compagnia, la gente è stufa dei maleducati che lasciano il telefono acceso durante i film o che parlano durante la visione.

Vogliamo vedere in pace quello per cui paghiamo (anche perchè paghiamo salato). La gente è però ancora interessata all’esperienza cinematografica. Lo dimostra il successo di iniziative tese a riportare al cinema vecchi classici o film restaurati, ma anche a tenere per pochi giorni qualche titolo particolare. Questa è una strada che sembra essere percorsa sempre di più.

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Anche un film che ha quasi un secolo può riportare pubblico in sala

Sinergia ed evoluzione: darwinismo cinematografico

Ok, quindi cosa accadrà?

Come già sta accadendo in un primo momento aumenteranno i titoli esclusivi di questa o quella piattaforma streaming, mentre la maggior parte delle case di produzione si fornirà di una propria piattaforma o concluderà accordi con quelle esistenti.

La vera potenza di Netflix & co. è la possibilità di profilare il pubblico. In pratica la El Dorado del cinema. Dall’avvento di hollywood ad oggi le case di produzione hanno sempre tentato di capire come dare al pubblico ciò che desiderava. Netflix riesce a farlo, c’è un disegno dietro ad ogni nuova serie e ad ogni film prodotti. Difficilmente il cinema tradizionale non vorrà seguire questa corsa all’oro. Quello che invece potrebbe accadere è il contrario…

I colossi dello streaming potrebbero decidere di investire in nuovi circuiti cinematografici adattati alle esigenze del loro pubblico. I “cinema Netflix” potrebbero regalare una vera esperienza collettiva agli appassionati di una serie tv (con maratone e pilot trasmessi in anticipo) o proiettare determinati titoli (ripenso per esempio all’ultimo film di Scorsese) in esclusiva, per poi portarli sulla piattaforma dopo poche settimane.

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Al cinema ci andiamo volentieri se ne vale la pena

Il futuro del cinema può essere assicurato solamente superando alcuni ostacoli mentali e garantendo ad ogni pubblico quello che cerca. Ogni film ha un suo pubblico, ma non tutti i film hanno un pubblico abbastanza ampio da scegliere una sala cinematografica per vederlo. Il rilancio delle sale avverrà solo seguendo i nuovi trend, ma senza svendersi. Pochi film di sicuro successo possono permettere la proiezione di piccoli film meno ambiziosi, altre pellicole possono essere esclusivamente mostrate fuori dalle sale. Non vedo il problema.

Dire che tutti i film sono pensati per il cinema è una stronzata. Una bugia bella e buona. Cè realmente un buon tipo di cinema che va visto in sala, ma ci sono tantissimi altri film che non hanno alcun bisogno di quel tipo di ambiente.

Il formato IMAX o il ritorno al 70mm regalano esperienze sublimi, ma non saranno mai una valida alternativa ai formati classici, soprattutto per la scarsità di sale che ne consentono la visione.

Che dir si voglia il cinema non cambierà mai la sua essenza. Forse si tornerà al passato per ritrovare un po’ di originalità (Ayyoub El-Hilaa, co-fondatore)

Il cinema continuerà a resistere in pellicola, in digitale, semplicemente ritrovando sè stesso e strappando agli spettatori quella frase che gli spetta: “Quel film meritava di essere visto al cinema“.

 

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