The Place. Una grande occasione mancata!

The Place è una tavola calda di una non meglio identificata città italiana. Un uomo è seduto ad un tavolo, e rappresenta l’unica costante di un via vai di persone, alcune di esse si siedono di fronte a lui, quasi fosse un confessionale. Lui apre il suo librone di pelle nera ed ascolta.
Il sempre magnifico Valerio Mastandrea interpreta quello che potremmo identificare con “minatore dell’anima”, colui che scava nelle viscere dei suoi “clienti” e ne restituisce, assieme al loro desiderio, una richiesta. In The Place la richiesta è tremendamente esigente ed ignobile, ma che alla fine sa che loro eseguiranno, se veramente vogliono soddisfare il loro desiderio. Probabilmente.

Otto persone ed altrettanti desideri, grandi, banali, inconfessabili. Disonesti.

E qui comincia il dramma. Il regista Paolo Genovese, nonostante l’ottima scelta del cast e l’allettante trama (che comunque è ripresa dalla web-serie americana The Booth at the End) non riesce a rendere intriganti i vari personaggi, semplicemente perché non va a fondo. Questione di tempo, ma anche di scelte di regia.

The Place

Stupendo Mastandrea nella sua imperturbabile ed affascinante apatia, bravi anche Giulia Lazzarini, Rocco Papaleo, Alba Rohrwacher, Silvia D’Amico e la Ferilli. Molto meno nella parte tutti gli altri, soprattutto Giallini e Muccino.

The Place dà l’impressione di avere un’enorme potenziale, ma rimane a galla senza avere il coraggio di scendere sotto la superficie della mediocrità.

Purtroppo la scelta di rendere una trama tanto travolgente e vera, così schematica e fugace, non dà modo allo spettatore di empatizzarsi con i personaggi. La sensazione è quella di assistere più ad un dramma che ad uno “sliding doors” dove la scelta smascheri la parte oscura che è in noi, dandoci comunque la possibilità di scegliere. Questo è ciò che manca, purtroppo.

In conclusione credo che The Place dovrebbe e potrebbe diventare una stupenda serie tv, anche da più stagioni. Chissà mai che tra un Gomorra e l’altro non ci venga in mente di realizzarla. Il materiale e gli attori ci sono.

The Place

 

Questione serie tv..

Una questione spigolosa che è stata citata più volte è il quasi plagio, da parte di The Place, della serie americana “The Booth at the End”. Vero, i dialoghi sono quasi identici e si fa fatica a comprendere il motivo di tale scelta visto il tema variegato ed affascinante. Tuttavia la qualità del cast (e non solo) di The Place rispetto alla pochezza della serie U.S.A. è imbarazzante. Invito a darci un’occhiata, è presente nel catalogo Netflix Italia.

Consigliato a: Chi cerca qualcosa di diverso e stuzzicante nel panorama cinematografico italiano. Per la qualità puntiamo tutto su A Ciambra.

Trailer:

Dove recuperarlo:

Al cinema, la serie tv su Netflix

Cosa dice la critica:

IMDb: 6,8/10
Rotten Tomatoes: Ancora senza voto

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.0
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Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.