7 aneddoti cinematografici di registi certosini

Spesso veneriamo alcuni registi, più o meno legittimamente, come fossero divinità, perfetti, imperituri. Ma, a quanto pare, sembra che anche i migliori, a volte, si perdano in un bicchier d’acqua. Mettetevi comodi, aprite il rubinetto della fantasia, e godetevi questi sette aneddoti cinematografici di registi certosini.


1 – La più grande fobia di Quentin Tarantino

aneddoti cinematografici

Autore di personaggi fuorilegge, di scene cruente e di riprese diventate cult, ciò che più di tutto al mondo spaventa Tarantino è Bambi. Pare infatti che il simpatico cerbiatto Disney con i suoi “terrificanti” occhi abbia terrorizzato il piccolo Quentin. Che si sia vendicato successivamente, è indubbio!


2 – Hitchcock che si diverte con poco

 

Corre l’anno 1958. Esce “La donna che visse due volte”, film fortemente criticato perchè troppo all’avanguardia per il tempo. L’aneddoto? Pare che al momento della sequenza in cui Madeleine (Kim Novak) si suicida gettandosi nel fiume, Hitchcock abbia deciso di ripeterla più volte, poichè particolarmente divertente. C’è chi si diverte con le bocce, chi con i suicidi: de gustibus!


3 – Lo schiaffo “sociale” di Friedkin

 

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Siamo questa volta sul set de “L’esorcista” – per Bacco che articolo inebriante. William Friedkin veste i panni di padre Dyer, amico di Karras (intento ad esorcizzare Regan). William è un reverendo anche nella vita reale, un motore di fiducia, la stessa che viene richiesta da Friedkin. Immaginatevi la scena:

“Ti fidi?”

“Si, perchè?”

Slap! Friedkin molla una cinquina in pieno volto a padre Dyer. Perchè? Beh ovvio! Far entrare nella parte un non-attore. Povere comparse!


4 – Kubrick, quanto sei umano!

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Kubrick è l’emblema del regista certosino; dopotutto fece ripetere a Shelley Duvall 127 volte la scena in cui doveva colpire con una mazza il ‘povero’ Jack Nicholson. Ma siccome questa probabilmente la sapete, ve ne racconto un’altra: “Spartacus”, ripresa di una collina piena di cadaveri. Kubrick ne vede uno in una posizione che non lo aggrada (parliamo di centinaia di comparse).

“Ti puoi contorcere per favore”

“Stanley, è un manichino…”

“E allora contorcetelo, inetti!”


5 – Tim Burton e la varietà di colori

 

Da sempre siamo stati abituati, escluse pellicole più cupe come “Il mistero di Sleepy Hollow” e “La sposa cadavere”, a vedere tonalità accese e stravaganti, specialmente nelle partnerships con Johnny Depp, basti solo pensare ad “Alice in Wonderland”. Da un regista così meticoloso e attento ai richiami di suoi film in altri, ci si aspetta sicuramente uno stile di vestiario stravagante. E niente, pare si vesta interamente di nero perchè non gli piace perdere tempo nella creazione di abbinamenti…


6 – Nolan e la teina

Toglietemi tutto ma non il mio thè: termos onnipresente, stile inglese in tutto e per tutto. Speriamo solo non si sia ricoperto il corpo di tatuaggi per ricordarsi di prendere il termos ogni giorno!


7 – Spike Lee e le cose della vita

Il tuttofare di Hollywood si è cimentato un po’ in tutto; regia, sceneggiatura, recitazione, spot pubblicitari. In pochi però sanno che il tanto denigrato Spike ha diretto il videoclip di “Cose della vita” di Eros Ramazzotti. Probabilmente il punto più basso della sua carriera, coincidente con quello più alto di Eros, che gli ha prontamente dedicato queste parole:

A Spike

 

Sei un pensiero speciale

Amarti è l’immenso per me

 

Ti vorrei rivivere, controvento

Ti sposerò perchè, adesso tu, sei fuoco nel fuoco

I belong to you

 

 

 

 

Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.