La recensione dei film vincitori al BZ48h

Sabato 7 ottobre si sono tenute al Filmclub di Bolzano le premiazioni del BZ48h – Shortfilm contest (che abbiamo raccontato qui). I dieci corti in gara erano interessanti e affrontavano vari temi sociali, quasi tutti di stampo drammatico. C’era chi coi cortometraggi era alle prime esperienze e chi invece aveva alle spalle un team di professionisti. In alcuni lavori gli indizi erano messi a caso, in altri erano bene incastrati, tali da rendere fluida la visione. In altri ancora l’inserimento casuale dei tre indizi cozzava con la qualità del video.

Un concorso ben organizzato, con nulla da invidiare ad altri maggiormente finanziati a livello locale, sia in termini di iscrizioni sia di spettatori. Tre le categorie premiate e altrettanti i corti vincitori.

Istantanea di Bee Team ha vinto il premio per Miglior Corto Turistico, assegnato dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano. La storia gira attorno a un fratello e una sorella che si incontrano e, mentre rimembrano i momenti belli del passato, con il pensiero si gettano nel futuro. Buona la fotografia e buona anche la recitazione. Un premio meritato, dall’unico corto che è riuscito ad esaltare vari luoghi di Bolzano. Detto ciò, la scelta riguardante l’inserimento della forbice (uno degli indizi obbligatori) rovina un po’ l’armonia generale del corto.

Regia e montaggio: Roberta Borgonovo; Attori: Marta Malvestiti, Matteo Sala; Aiuto regia: Lorena Melchiorre; Riprese: Simone Colombo.

 

Apnea di Nove Regine ha invece vinto l’IDM Film Mentoring prize, assegnato da IDM Film Commission Alto Adige. Il corto presenta rari dialoghi ed esalta la mimica teatrale delle protagoniste. Una buona recitazione si affianca ad una regia studiate, che riesce a mescolare il silenzio delle montagne al rumore della città; la trasparenza dell’acqua (che rappresenta l’animo della protagonista) all’ardire del fuoco (lo stato conflittuale della ragazza). Un corto psicologico, di molte sequenze. Va rivisto almeno una volta per essere capito. Anche in questo caso, però, l’inserimento degli indizi poteva essere pensato meglio.

Regia e Sceneggiatura: Santiago Torresagasti; Attori: Irene Piffer, Santija Bieza; Aiuto Regia: Giulia Faccin; Suono: Paolo Fenu; Montaggio: Federico Milan.

 

La tana di FrabiatoFilm, ha vinto il premio della giuria formata da Marina Spada, Alessandro Rossetto e Caterina Vertova. Una giuria che ha preferito esaltare la profondità del dramma, piuttosto che temi trattati con toni più leggeri. Ciò non significa che il corto non abbia meritato la vittoria, anzi. La storia è corta e già vista, ma realizzata in modo accademico. La trama, non chiarissima probabilmente a causa del limite di durata, può dare adito a diverse interpretazioni. Sembra comunque suggerire una violenza subita, da parte del padre, da una ragazza che si è poi suicidiata. Il corto condensa temi tragici attuali e il messaggio, non limpido, è senz’altro d’effetto. Recitato benissimo, con un silenzio esaltato dalla scarsità di dialoghi. Qui gli indizi sono incastrati bene. La forbice è esaltata attraverso il suono, il cimitero è il personaggio principale della narrazione e la frase è inserita nel momento giusto.

Regia e montaggio: Alessio Vasarin; Attori: Graziano Hueller, Irene Delvai, Michela Parlavecchio; Aiuto regia: Lorena Melchiorre; Alla camera: Marina Baldo; Al sonoro: Michele Cagol; Soggetto e sceneggiatura di Marianna Pasina e Michela Parlavecchio.

Il corto lo potete vedere QUI

bz48h

Ayyoub

Ayyoub

Pazzo come Jack in Qualcuno volò sul nido del cuculo, scemo come le battute di Dodgeball, polymetis come Al Pacino ne Il padrino