ClassiCult: Sette Anime (2008)

Spesso quando ci si trova a collaborare per uno stesso scopo e si riesce a finalizzarlo al meglio delle potenzialità, nasce un’intesa professionale e non, che a distanza di anni può riemergere per tentare di ricalcare le orme del passato, riuscendo, perché no, a fare anche dei passi in avanti. Gli anni di distanza sono due, 727 giorni che separano l’uscita nelle sale del primogenito “La ricerca della felicità” da quella del fratello minore, oggetto di questo articolo, “Sette Anime”.

“Dio ci ha messo 7 giorni a creare il mondo. Io ci ho messo 7 secondi a distruggere il mio”

Il gruppo di lavoro è in realtà una coppia, formata dal regista Gabriele Muccino, e dal versatile attore Will Smith, versatile perché negli anni l’abbiamo visto passare dall’essere un teppista tutto anni ’90, all’essere un poliziotto dalle dubbie doti, passando per un supereroe strampalato ed un ‘dottor rimorchio’. Una coppia apparentemente bizzarra, ma che – a detta di Smith – lo ha portato a vedere le cose in maniera diversa.

Seven Pounds – titolo originale, citazione dell’opera shakespeariana “Il mercante di Venezia” – racconta una storia di redenzione. E’ la storia di Ben Thomas, uomo di successo, felicemente sposato e ricoperto da una bolla protettiva stile ‘american dream’, cerca il riscatto personale per gli errori commessi. Ben si farà letteralmente in sette per rimediare a quanto commesso, aiutando persone bisognose, fra cui spicca senza dubbio Emily, ragazza fine e delicata, come il suo precario cuore.

 

“Ti ho mentito: io alla morte ci penso tutti i giorni”

 

Il film percorre scene di vita quotidiana pervase da un continuo alone di mistero, che ti portano nel bene o nel male a fare riflessioni sulla caducità della vita. Ben utilizza la propria vita come fonte di scambio con i malesseri delle vite altrui, in una sorta di supereroismo silenzioso che non richiede ne compenso ne notorietà. Compie tuttavia ragionamenti contorti, guidati dalla paura di tornare a vivere le nudità della sua personalità.

Nudità del personaggio Ben, ma anche dell’attore Will, come riportato in questa mini intervista a Smith riguardo la scena di sesso con Emily, interpretata da Rosario Dawson.

“Riguardo alla scena d’amore confermo quanto detto da Rosario, mi ha molto imbarazzato stare nudo come un verme davanti a tante persone. Il mio nervosismo nascondeva in realtà la mia preoccupazione nei confronti di Rosario, a cui non volevo in alcun modo mancare di rispetto. Scena a parte, in realtà io a letto sono fantastico.”

La forza di questo film è proprio la sincerità, la concretezza nella trattazione di fatti che, da un lato ci riguardano quotidianamente , dall’altro prima o poi ci toccheranno.

“La prima volta che ho visto una cubomedusa avevo dodici anni. Nostro padre ci portò all’acquario di Monterey. Non ho mai dimenticato quando disse che era la creatura più letale del pianeta. Per me era solo la cosa più bella che avessi mai visto.”

Consigliato a: chi ha una scorta di fazzoletti in casa

Trailer: 

 

Dove recuperarlo:
In abbonamento: SkyGo, Now TV
Acquisto/noleggio: DVD

Cosa dice la critica:
IMDb: 7,7/10
Rotten Tomatoes: 75%

 

 

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.0
Alessandro

Alessandro

Bolzanino di adozione, cresciuto a pane e Guerre Stellari, lo studio di Psicologia pare essere solo una copertura. Ama il genere biografico. Bambinone come Robin Williams in Jack, convinto come Ben Stiller in Zoolander e caparbio come Emile Hirsch in Into The Wild.