Blade Runner 2049: il sequel che non delude

35 anni dal primo film, un sequel di cui si è a lungo parlato. Finalmente è uscito nelle sale Blade Runner 2049 diretto da Denis Villeneuve.

La trama

Los Angeles 2049: il blade runner “K” dà la caccia ai replicanti in fuga, ma si trova tra le mani un caso che potrebbe cambiare l’equilibrio dell’intera società.

Il film

Il titolo ideale sarebbe La grande scommessa. Un tentativo enorme, quello di dare un sequel ad un film cult epocale, uno dei pilastri del genere fantascientifico come Blade Runner (1982). Si entra in un territorio ostile, soprattutto pensando che gli anni ’80 furono il periodo più fecondo per la fantascienza, pari ai ’50. Insomma si potevano seguire due strade: provare a ripetere la formula o usare la stessa cornice. In questo caso si è puntato sulla prima modalità. Il fatto che il progetto fosse voluto da Ridley Scott non doveva per forza essere una garanzia (vogliamo riesumare Alien Covenant?), ma il lavoro è stato fatto bene ed il risultato parla chiaro.

blade runner 2049

Blade Runner 2049 è un’opera fuori dal tempo in tutti i sensi. Parla di un futuro impossibile e legato fortemente agli ideali anni ’80. Come il suo precursore non è solo sci-fi, ma un vero e proprio noir nel senso classico del termine. Un genere scomparso che oggi risulta complesso da seguire per gran parte del pubblico. Tempi dilatati, dialoghi ridotti, largo spazio alle immagini, alle ombre, ai suoni, soprattutto ai dettagli.

A livello sonoro e musicale Blade Runner 2049 tenta di avvicinarsi molto all’originale

Il replicante di Ryan Gosling vagabonda attraverso la trama alla ricerca di un’umanizzazione impossibile, duro, praticamente inespressivo. Non è Rick Deckard, non è Harrison Ford, ma non vuole neppure esserlo. È lo specchio di una società apatica, sempre più succube della tecnologia. In questo senso Blade Runner 2049 attualizza ancora di più i temi del primo film e li porta ad un altro livello. Dalla coscienza dei replicanti si passa a parlare di creazione e procreazione (temi che Scott ha sempre avuto a cuore a quanto pare).

A livello estetico e tecnico Blade Runner 2049 è davvero immenso e in grado di eguagliare il suo precursore. C’è tanta imponenza sottolineata da una colonna sonora di Hans Zimmer che fa il verso a quella di Vangelis (ma ne rimane distante lontana anni luce).

Denis Villeneuve fa suo il film imponendo una visione personale. Ogni immagine è scelta e ogni inquadratura fluttua nell’ambiente regalando alcuni momenti insuperabili. Tra tutti: la scena sul tetto con l’ologramma, la sparatoria nel teatro di Las Vegas, il combattimento finale nell’acqua.

blade runner 2049

La trama è contorta ed efficace più nella seconda parte che nella prima. Alcune tematiche non vengono affrontate completamente e l’impressione finale è che le 2 ore e 40 di film potevano essere gestite un pochino diversamente.

Il ritorno di Harrison Ford nei panni di Deckard è dovuto ed essenziale. Il grande pregio di questo film è di non rovinare quel dubbio sulla sua identità che era avanzato alla fine del primo film e che ancora rimane.

L’opinione

Non un capolavoro, ma indubbiamente un film efficace. La mano di Villeneuve è unica e probabilmente determinante per il film. Forse non un sequel necessario, ma apprezzabile.

Consigliato a: agli amanti della fantascienza “alta”. Non va visto in momenti di stanchezza.

Trailer:

Cosa dice la critica:

IMDb: 8,7/10
Rotten Tomatoes: 89%

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.9
Sending
Il tuo voto 0 (0 voti)
Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.