Bene ma non benissimo: top e flop di settembre tra film e serial

Viene da dirlo spesso “bene ma non benissimo“, soprattutto guardando certi film o certi serial. Vogliamo lasciar perdere il vocabolo “serie”, perchè siamo gente più serial. Cazzate a parte, a volte è difficile riassumere un mese di top e flop, di alti e bassi, tra smalti e cessi… o come diciamo spesso: “Tra roba fica e pura merda”.

Ed eccoci a riassumere un settembre abbastanza interessante.

1

Morto un Pablo se ne fa un altro e con la terza stagione di Narcos a Netflix è riuscito il miracolo. Un gruppo di personaggi carismatici che si pestano i piedi a vicenda. Sarà la sceneggiatura, sarà la cocaina, ma questa stagione ha retto pienamente e ci ha conquistati. I fan messicani invece si sono fatti prendere un po’ la mano…

2

Dopo Baby Boss arriva Baby Driver. Non c’entra una mazza, ma a far titoli ci si impegnano un casino. Il nuovo film di Edgar Wright fa faville e regala un paio d’ore di pura action come dio comanda. Cast congeniale e giovani attori a cui non viene voglia di tirare un ferro da stiro sui denti. Rarissimo ormai…

3

Aspettando The Walking Dead ci consoliamo con Gotham, un’altra serie tv in cui tutti tornano in vita. Le bambine crescono come le piante, se sei un simpaticone amante degli indovinelli non riesci a rompere il ghiaccio e se sei belloccio e amante della giustizia tutti ti odiano. La serie che doveva essere incentrata sul giovane Gordon è diventata il parco giochi di un giovane Batman e di tutti i villain dei fumetti. Gordon ormai non se lo caga nessuno e Bruce Wayne ha il curriculum di ogni cattivo presente in città. Eppure, nonostante la minchiaggine, Gotham funziona. Sarà la cocaina di cui sopra, ma si prosegue convinti.

Batman versione bondage

4

Alla Pixar c’è un team che porta avanti progetti originali e fichissimi; poi c’è un sottoinsieme di dipendenti provinciali, pagati per cazzeggiare, che spara fuori sequel a manetta. Di Cars 2 non se ne sentiva il bisogno, del 3 ancora meno. Eppure abbiamo un nuovo capitolo delle avventure di Saetta McQueen, il cui nome simboleggia la velocità con cui ci dimenticheremo di questo film.

 

5

L’Italia ha iniziato la corsa verso gli Oscar inserendo un film di Ficarra e Picone nella lista dei papabili alla statuetta. Poi però qualche complotto ha fatto in modo che venisse scelto un film d’autore che non si era cagato nessuno. Poteva essere la volta buona per veder finalmente valorizzare queste commedie italiane tanto care al nostro cinema. Vabbè, accontentiamoci di A ciambra.

6

A Hollywood le scimmie scelgono i soggetti per determinati film. C’è una stanza sperimentale in cui vengono inseriti diversi oggetti di uso comune, che vengono esaminati da giovani scimpanzè. Se sono di loro gradimento diventano dei film. Questo il motivo per cui nei nostri cinema è arrivato Emoji – The Movie. Non sarà un capolavoro dell’animazione, non sarà un film che ricorderemo, non sarà motivo di spendere le proprie ore al cinema… Se vi aspettavate un “ma”, avete cannato. Emoji semplicemente non sarà. Ma avrà indubbiamente un sequel.

Quando scopri che fanno un film sulle emoji

 

7

Ultimamente va di moda il nerd. Cinema e tv ne prendono atto e si regolano di conseguenza. Ecco il motivo per cui è stata realizzata una nuova serie di Star Trek. Moderna, ma ambientata (come ormai va tanto) decenni prima delle precedenti, Star Trek Discovery le spara grosse. La serie per il momento ci lascia interdetti. Piacente si, ma lascia un po’ perplessi. Non ci esprimiamo. Non chiedetecelo. La protagonista è un’umana cresciuta in una scuola vulcaniana,  sintomo che nel futuro il sistema scolastico sulla Terra non migliorerà.

8

Parlando di emozioni abbiamo un vincitore. Gerald è un uomo di mezza età molto sfigato che voleva fare un giochetto con la moglie perchè non gli tirava più. Purtroppo un infarto lo ha colto improvvisamente e la moglie è rimasta legata al letto. Non è una storia di cronaca, ma la trama de Il gioco di Gerald, film Netflix tratto da un romanzo di Stephen King. Ogni tanto qualche gioia dai lavori tratti da questo autorone. Non sarà un filmone, non avrà attoroni, ma intrattiene e inquieta. Occhio a fare certi giochini…

9

C’è un cavallo goloso a Hollywood e il suo nome è Bojack. La quarta stagione della serie animata più irriverente della tv è sbarcata su Netflix ed è una figata assoluta. Questo Mad Men in versione animata continua a sorprendere mantenendo un forte equilibrio tra riflessioni profonde e cagate assurde. Bojack rules!

Ormai è tutto un binge watching
Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.