Narcos 3 torna oggi, con i suoi nuovi eredi

Narcos sta per tornare, ricominciamo con il narcotraffico, con gli epici dialoghi rigorosamente in spagnolo, con i volti scavati dalla tensione, con i colpi di scena e con quella colonna sonora.
La serie evento degli ultimi anni, capace di registrare record di ascolti, recensioni positivissime, grande attenzione dai critici, saprà superare lo scoglio più difficile? La morte del re?
Una volta si diceva “Il re è morto, lunga vita al re!” giusto? Beh Narcos ha perso il suo leader maximo (per restare nei paraggi e nei tempi, aimè perduti) ma ha la possibilità di eleggerne uno nuovo, o meglio ancora una serie.

Narcos 3 ha la grande opportunità di ricominciare, ripartire da tutto ciò che di buono si è visto, perdendo si il carisma e lo spessore di un attore come Wagner Moura alias Pablo Emilio Escobar Gaviria, ma recuperando e migliorando le figure di Gilberto Rodriguez Orejula e il fratello Miguel, il sicario Pacho Errera, e Chepe Londono che curano gli interessi in Messico e negli Stati Uniti.
Naturalmente senza dimenticare il grande Pedro Pascal, che interpreta l’agente della DEA Javier Peña, ora da solo contro il narcotraffico.

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Pedro Pascal, favoloso nei panni dell’agente Peña come in quello dell’indimenticabile Vipera..

Abbiamo perso Boyd Holbrook, il detective Steve Murphy che era la voce narrante,. ma che personalmente spero torni a fare il modello, assieme alla sua dolce metà Connie. Abbiamo perso anche il generale Horacio Carrillo, interpretato dal magnifico Maurice Compte, lui si che ci mancherà.

Il Centroamerica torna ad infuocarsi tra feroci narcotrafficanti, poliziotti corrotti e politici iniqui

Appuntamento con Narcos 3 già il primo di settembre 2017 su Netflix, che pubblicherà l’intera serie in un sol colpo, rete che possiede in contemporanea anche documentari e serie parallele (di dubbia qualità) riguardo il re del crimine Pablo Escobar. Insomma come spesso accade ci ha azzeccato ma sa anche cavalcare l’onda. Come per Black Mirror.

Dunque, orfani del vero fulcro delle prime due stagioni, dovremmo ora rimettere l’attenzione sul traffico di cocaina che ha (e tutt’oggi continua ad avere) grande peso nella vita e nell’economia del centro, sud e nord America, si parla infatti dell’80% del traffico mondiale. Un’eredità tutta nelle mani dei suoi ex compagni e soprattutto nemici, fuori e dentro il narcotraffico, tra il cartello di Cali e quello messicano in ascesa e le new entry come Jorge Salcedo che sarà il capo della sicurezza di Cali, David Rodriguez figlio di Miguel capo dello stesso cartello e diversi membri della Dea.

Ci mancherà il “Plata o Plomo” di Pablo, speriamo la serie sappia voltare pagina e mantenere la qualità.

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Il cartello di Cali, famoso per l’armamento moderno e le camicie vintage

Chi sussurrerà nelle orecchie di poveri innocenti “Plata o plomo. non lo sappiamo, forse non ce ne sarà neppure bisogno perché il cartello di Cali ha un altro stile, piaccia o non piaccia, e le alleanze con il nord senz’altro porteranno Narcos ad un altro livello. Speriamo non ne perda la narrazione, ne quel favoloso look sospeso tra giallo retrò e sangue vivo. Interessante sarà capire se il pubblico, ora che Pablo Escobar. non c’è più, passerà dalla parte della Dea o preferirà continuare a tifare per i cartelli. Le attese sono altissime..

Consigliato a: chi ama il genere action, mafia, politico

Trailer:

Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.