Bz48h: diaro di una troupe improvvisata in una corsa contro il tempo

Vi siete mai chiesti come possa essere ideare, girare e montare un cortometraggio di 8 minuti in 48 ore? Questo è Bz48h, lo short film contest di cui vi avevamo parlato qui. E questa è la nostra esperienza.

Ho iniziato a pensare al progetto ad inizio agosto, quando ho scoperto l’iniziativa. Subito ho iniziato a parlarne con il mio amico Omar, cercando di capire come fare,. Mentre si parlava e le idee fluttuavano, arrivò un messaggio da una persona che stimavo a livello artistico.

Subito è iniziata una collaborazione straordinaria e avventurosa. A Matteo e Simone Lanera (il produttore) spettava l’organizzazione del materiale e dello staff tecnico mentre io dovevo occuparmi del cast.

SOno iniziate mille chiamate e mille post su facebook. Ho cominciato a scegliere gli attori in base alla descrizione del regista e al loro talento. L’attore protagonista siamo arrivati a sceglierlo solo nell’ultima settimana su segnalazione del regista. Si trattava di Max Meraner, che già conoscevo da molto tempo.

L’idea era di girare il video in taxi per esaltare la città. L’unico nostro problema era che il protagonista non aveva la patente, percui abbiamo dovuto organizzarci con la controfigura.

Day 1

Il 21 settembre è il giorno di inizio. Ci spiegano il regolamento e c’è un momento burocratico. Il clima comunque è allegro, ma allo stesso tempo si sentiva un aria vibrante di tensione nelle varie troupe.

Dopo alcune domande da parte dei partecipanti, gli organizzatori rivelano due indizi che sono uguali per tutti. Una frase da pronunciare nel corto: “è successo qualcosa. E’ un segno.”, un oggetto che deve apparire all’interno di una scena: un paio di forbici. L’indizio che cambia a seconda della troupe è il luogo: per noi un vicoletto della città, vicolo Muri. 

“Il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé e per il gruppo”

Appena finita la riunione corriamo al garage della nostra magnifica direttrice di fotografia Livia, dove alcuni ragazzi stanno preparando il taxi. Facciamo una riunione per decidere come affrontare gli indizi e, finita la discussione, io e Max ci affidiamo ai nostri fantastici truccatori e alla costumista per prepararci.

Nel frattempo, la direttrice di fotografia e il regista vanno con la seconda macchina in giro la città per fare delle riprese. I tecnici hanno fissato una telecamera sul cofano per rendere l’effetto più realistico. Intanto il direttore di audio e Simone si preparano per le riprese notturne.

Iniziamo a girare le prime scene alle 23. Fa freddo e le riprese durano fino alle 3 circa.

 

“La  notte porta consiglio”

Day 2

Il secondo giorno inizia presto per  i tecnici, che hanno preparato il taxi sul set per le riprese laterali e frontali. Noi attori, costumista e truccatori ci ritroviamo alle 13:30.

Finita la preparazione della macchina, il regista ci convoca e ci dice che la notte non ha dormito e con Simone ha modificato l’idea. Ci espone la nuova sceneggiatura. Patrick microfona gli attori mentre il regista spiega agli attori cosa dovevano fare.

Terminati i consigli si inizia con le riprese laterali. Mi devo occupare del ciak. Divertente, ma per nulla facile da fare. Per le riprese laterali proiettiamo le riprese della strade che abbiamo fatto il giorno prima per creare un effetto di movimento.

Un faro umano rende invece l’idea delle auto dietro di noi. La splendida Stefania tiene un faro in mano e lo muove per tutto il tempo.

È il turno delle riprese frontali per i dialoghi interni alla macchina. Poi le riprese per i dettagli. Si mangia tra una ripresa e l’altra e ci si divertiva con la troupe. Finiamo le riprese in studio alle 24 e ci dividiamo.

Simone e il tuttofare Omar vanno in giro con il taxi a fare le ultime riprese per i dettagli. Il resto dello staff, insieme al sottoscritto, va in vicolo Muri per riprendere la prima scena.

Alle 1 ordiniamo un caffè al bar. Alle 3:30 finiscono le riprese e quasi tutti vanno a dormire a casa di Livia.

 

” non hai mai commesso un errore se non hai mai tentato qualcosa di nuovo”

Day 3

Il terzo giorno inizia presto. Alle 6 si parte con il montaggio. In due si chiudono in una stanza a casa di Livia e procedono nel lavoro. Matteo mi chiama alle 10. Vado da loro per prendere una telecamera. La città è bloccata alle auto per una manifestazione ciclistica. Mi vedo costretto ad usare la bici, arrivo da loro e sento una puzza terribile. Non hanno avuto neanche il tempo per fare una doccia.

Porto la telecamera e torno da loro. Il montaggio procede con il contributo di Patrick per la parte audio. Livia mi dice che ci serve una ripresa. Fuori piove. Io e il musicista usciamo sotto la pioggia e facciamo l’ultima ripresa.

Iniziamo a compilare i documenti mentre aspetto che finiscano di montare il video. Sono le 19.20 e non hanno ancora finito. Prendiamo tutto e saliamo in macchina (le strade nel frattempo sono state riaperte). Il rendering continua mentre siamo in auto.

Corriamo verso il punto di ritrovo che quasi sembra una scena di un action movie alla Fast & Furious. Matteo intanto cerca di copiare i file nelle due chiavette dal pc.

Arriviamo che mancano 5 minuti alla chiusura delle porte. Ce l’abbiamo fatta. Consegniamo.

Convochiamo tutta la troupe a casa di Livia per una proiezione. Un bel brindisi tutti contenti, ma alla fine della proiezione ci accorgiamo che manca uno degli indizi. Noooo.

Siamo stati squalificati.

 

“Non giudicare ogni giorno dal raccolto che raccogli, ma dai semi che pianti”

Staff:

Matteo Marzano il regista zen che ci invidiano i monaci shaolin , competente sa dialogare come nessuno con gli attori. In futuro ne sentiremo parlare a livello nazionale

Simone Lanera aiutoregista, stuntman, produttore, la febbre non lo ferma, un cavallo pazzo, sempre presente

Livia la direttrice di fotografia, la donatrice di casa, una rigidità unica con la telecamera in mano, instancabile, nota tutto come Dio.

Patrick direttore audio, instancabile anche lui, sente suoni che neanche un sismografo sentirebbe, donatore di tranquillità e allegria.

Omar Calderone addetto al montaggio, seconda camera, un genio incompreso per questo periodo, un essere parallelo al suo universo    

Max Meraner  primo attore, un voce forte con una mimica teatrale da invidiare come le sue incazzature, ne sentiremo parlare anche di lui a livello nazionale

Mària Bernardi costumista, azzecca i vestiti come i goal di Messi, in un gruppo la sua presenza fondamentale, un garanzia nella movida

Lucia truccatrice, psicologa, la sua sincerità è candida come i suoi trucchi bianchi, una coccola di rutto che fa invidia ai maschi, un pilastro sul set

Elisa Pierotello attrice, unisce il volgare e la classe in 8 minuti, dolce come una medicina servita in bicchiere di miele, caliente

Joshua Salvaterra attore,  secchione che piace alle mamme e alle milf, tuttofare sul set, le luci lo stano ancora rimpiangendo, duro e puro

Daniel Ruocco attore, la sua vita dura come la durata media di un italiano a letto, una garanzia di usato, popstar

Paolo Tosin attore, la chioma bionda che invidia anche Gesù, il silenzio degli innocenti instancabile del gruppo, attore da doti sorprendenti da scoprire, la sorpresa

Margherita Polo  attrice, la mora allegra ogni presente, dotte linguistiche uniche, un pilastro sul set 

Mattia Franchina truccatore dalla mano ferma e attore agitato che super l’esame a pieni voti, la freschezza sul set

Davide Mariotti attore, impara i testi a memoria come se avessi ingoiato un gobbo, ma la classe non è acqua, fuoriclasse

Stefania Greggio mamma del set, onnipresente quando hai bisogno, ci ha viziato, l’angelo

Diagoro Vitello musicista, comparso dal nulla ma si è rivelato fondamentale, la rivelazione

Tiziana Poli tuttofare, invisibile come il vento ma importante come le fondamenta della casa per montaggio del set, intoccabile

Alla fine va un ringraziamento a chi organizzato questo festival per il lavoro fatto e perché ha fatto emergere tanti talenti locali.

Ayyoub

Ayyoub

Pazzo come Jack in Qualcuno volò sul nido del cuculo, scemo come le battute di Dodgeball, polymetis come Al Pacino ne Il padrino