Creep (2014): un film che terrorizza con quattro soldi

creep

I mockumentary (falsi documentari, come REC o The Blair Witch Project) nel genere horror talvolta peccano di coerenza. Continuare a filmare il pericolo anziché spegnere la videocamera è controproducente. Gli espedienti spesso e volentieri cadono nel ridicolo. Lascio a voi il giudizio su frasi del tipo “Guardare da dietro l’obbiettivo mi fa sentire più protetto”. Ecco, tutto questo non ha niente a che fare con Creep. Dal primo all’ultimo minuto chi sta dietro alla videocamera e filma il falso documentario ha un solido motivo per tenerla accesa. Detto questo, possiamo chiudere la parentesi e concentrarci sulla storia.

La trama

Un videografo viene ingaggiato per un giorno da un uomo in un’abitazione isolata. L’intento è quello di realizzare un filmato per il figlio, non ancora nato. L’uomo dichiara di essere malato di cancro. La motivazione è dunque quella di conservare un suo ricordo, data l’effimera aspettativa di vita. Durante le riprese, però, l’uomo si lega morbosamente al videografo in un perenne alone di mistero.

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Il film

Tra le sottocategorie del mockumentary troviamo il found footage. Il found footage altro non è che un finto ritrovamento video. Creep è un film indipendente appartenente a questa categoria. La storia inizia con il videografo Aaron che viene ospitato nell’abitazione di Josef. Aaron, economicamente al verde, accetta quello che pare essere un lavoro alquanto delicato. Deve, infatti, immortalare una giornata di Josef, prima che a quest’ultimo scadano i restanti due mesi di vita. Lo scopo è quello di conservare un ricordo per il figlio, prossimo alla nascita.

Creep è un film che terrorizza con quattro soldi

La prima etichetta di storia strappalacrime è destinata a cadere in fretta. L’umorismo di Josef, infatti, è fuori luogo tanto quanto le sue confessioni e riflessioni. Svelati alcuni retroscena piuttosto inquietanti, Aaron inizia presto a sentirsi a disagio, fino a bramare unicamente il ritorno a casa. Nella scala delle priorità qui il budget occupa l’ultimo posto. Non è di certo un problema. Al primo troviamo idee brillanti, una crescente tensione che soffoca, opprime e, ultima ma non ultima, una fotografia utilizzata in modo intelligente.

Il cast

Qui c’è poco da menzionare, al di là dell’ottima interpretazione degli attori. Poco da menzionare perché sono due. Josef (Mark Duplass) e Aaron (Patrick Brice) sono, tra di loro, registi e sceneggiatori.

L’opinione

Era da tanto che non provavo insicurezza nell’addormentarmi dopo aver visto un horror. Tutto mi aspettavo fuorché questo, da Creep. Una piacevole sorpresa che vale la leggera ora e diciassette, pronta e servita su Netflix. Uno di quei film dove la paura dura più della pellicola. La prova definitiva che una buona idea non necessita di una coperta fatta di banconote. Specialmente se è al freddo che punta.

Consigliato a: chi sa godere di una buona idea e vuol tornare a spaventarsi guardando un horror.

Trailer:

Dove recuperarlo:

Acquisto/Noleggio: DVD

In abbonamento su Netflix

Cosa dice la critica:

IMDb: 6,2/10
Rotten Tomatoes: 96%

Totale
7.9/10
7.9/10
  • Trama - 8/10
    8/10
  • Realizzazione - 6.5/10
    6.5/10
  • Impatto - 9.3/10
    9.3/10
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