Midnight in Paris (2011): Woody Allen in viaggio nel tempo

midnight in paris

La notte parigina, fonte di ispirazione per qualunque francese o forestiero si sia cimentato nell’impresa di esprimere – o imprimere – le proprie emozioni. Rapisce, l’ora tarda, trascinando chi vi s’imbatte sul fondo di un calice di vino. E mentre la Luna pare vorticare nella pupilla di Van Gogh, Toulouse-Lautrec se ne sta un metro più in basso, fantasticando sul prossimo ritratto. Scocca la mezzanotte e tutto questo diviene realtà, novant’anni fuori corso. Così, uno sceneggiatore di Hollywood alle prese col primo romanzo vive la sua Midnight in Paris.

Il cappello di Woody Allen è quello che puoi trovare in un negozio di magia. Ciò che sta all’interno però non compare nel listino prezzi. In questo caso abbiamo a che fare con un’altra città, inserita nella filmografia nel 2011. Spolveriamo quindi Manhattan del ’79 e New York Stories dell”89 per degli esempi in tema. Portatosi a casa l’Oscar per la miglior sceneggiatura con la Parigi in questione, prosegue il filone l’anno dopo con To Rome with Love. Insomma, l’amore per le grandi città ha permesso al regista di regalare al pubblico grandi opere e, soprattutto, grandi storie.

paris

Gil Pender è uno sceneggiatore hollywoodiano di successo. L’idea di una vacanza a Parigi non ha le stesse premesse della ragazza, Inez. Lui, impantanato nella catena di montaggio di Hollywood, desidera trovare lo spazio e l’ispirazione necessari alla stesura di un romanzo. Lei è dell’idea opposta e vuol vivere Parigi unicamente come fonte di relax, per poi tornare alla proficua routine. Tenta di scoraggiare il fidanzato in ogni modo, cercando di convincerlo che il suo sia tempo sprecato. Il casuale incontro con degli amici e la presenza dei genitori di Inez costituiscono la cornice entro cui si sviluppano le solitarie avventure di Gil. Allo scoccare della prima mezzanotte parigina, infatti, il protagonista si ritrova sperduto in una via della città. Viene accostato da una Peugeot d’epoca, con all’interno alcune persone che lo invitano a salire.

“Il passato non è affatto morto, anzi non è nemmeno passato!”

Per incanto, l’aspirante scrittore statunitense si ritrova trasportato di novant’anni indietro nel tempo, nella mitica Parigi degli anni Venti e della generazione perduta, su cui ha sempre fantasticato. Incontra lo scrittore Francis Scott Fitzgerald con la moglie Zelda, il compositore Cole Porter che prova la sua Let’s Do It al pianoforte, Ernest Hemingway che gli offre lezioni di scrittura e di vita. Quando la notte giunge al termine, però, Gil si ritrova nel XXI secolo. Da buon bohemien adottivo, la sregolatezza inizia a stuzzicare lo sceneggiatore in vacanza. Alla cotta per Adriana nel passato, al contempo amante di Picasso e Modigliani, segue quella per Gabrielle nel presente, conosciuta a un mercato delle pulci.

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Durante i suoi soggiorni nel passato, il protagonista si confronta ripetutamente con gli artisti dell’epoca. Sfrutta l’occasione per trarre preziosi insegnamenti da utilizzare nella stesura del romanzo. Allo stesso tempo, la fidanzata inizia a distaccarsi dalle sue strane abitudini notturne, apparendo fredda e distante anche di giorno. Non proprio una Musa, potremmo dire. Stregato dalle feste “vintage” sul Montmartre e dai continui ritrovi degli artisti, Gil è sempre più convinto che la sua non sia un’epoca all’altezza. L’età dell’oro pare accessibile solo dopo essere entrato in quella Pegeout d’epoca.

Con Midnight in Paris, Woody Allen ci insegna ad accettare il presente

Le carte in tavola vengono rimescolate quando Gil e Adriana vengono proiettati nel ristorante Maxim’s, frequentato da personaggi come Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin e Edgar Degas durante la Belle Époque. La prospettiva di “età dell’oro” cambia nuovamente agli occhi della ragazza, convinta che gli anni Venti non possano competere con il passato. In un continuo rimpiangere il tempo oramai lontano, nessuno appare realmente soddisfatto del proprio presente. Ed è proprio questo il messaggio di fondo che Woody Allen ha voluto imprimere, all’interno di una strabiliante sceneggiatura: il vagheggiamento di un glorioso passato è un’aspirazione ricorrente nell’animo umano, in qualsivoglia epoca storica. Si preferisce guardare nostalgicamente a un romantico passato, piuttosto che accettare la banalità e l’insoddisfazione del presente e guardare con incertezza al futuro.
La colonna sonora ci accompagna per tutta la durata del pernottamento. S’affianca a un’impeccabile fotografia, che ci mostra Parigi dipinta da un vero artista.

 

Consigliato a: chi ama la storia dell’arte, o sente di non appartenere alla generazione corretta.

Trailer:

Dove recuperarlo:

In abbonamento: Netflix

Acquisto/Noleggio: DVD, BD

Cosa dice la critica:

IMDb: 7,7/10
Rotten Tomatoes: 93% (pubblico: 83%)

Totale
8.8/10
8.8/10
  • Trama - 10/10
    10/10
  • Realizzazione - 8/10
    8/10
  • Impatto - 8.5/10
    8.5/10
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