Gio. Dic 12th, 2019

Braveheart (1995): l’epica romantica di Mel Gibson

Braveheart è una storia d’amore, di guerra, di passione e patriottismo, contro un avversario imbattibile, ben equipaggiato e crudele, dalla parte opposta dei simpaticoni scozzesi, dediti all’alcool, al saccheggio, e a mostrare le bianche chiappe all’invasore inglese. In questo schema, fatto di sangue e violenza, ma accesa passione, si infila un Mel Gibson in un momento di grazia assoluta, accompagnato da un cast perfetto. Pronti al capolavoro?
Anno del Signore 1280, come loro solito, gli inglesi invadono terre non loro e abusano della popolazione locale. Il loro Re è un certo Edoardo I (Patrick McGoohan), uomo di guerra che attraverserà il Mediterraneo per battagliare nelle Crociate e tornato in patria si dedicò a piegare gallesi e scozzesi come fili d’erba (cit.). Per poi concludere espellendo tutti gli ebrei dal regno. Insomma un agnellino.

Braveheart apparecchia bene la tavola, ci fa innamorare, arrabbiare e desiderare vendetta

Tra i contadini scozzesi spicca un bel ragazzone di nome William, di famiglia benestante assiste da fanciullo alla barbara uccisione dei suoi famigliari e di tutta la nobiltà scozzese su ordine della corona anglicana. Per evitare danni uno zio se lo porta in Europa e il piccolo deve abbandonare casa e amici (in particolare una bella bambina che prima di lasciarlo li dona un fiore, uno splendido Guardian thistle scozzese). Tornato in patria, molti anni dopo, il giovane Wallace recupera le amicizie e seduce la bella Murron. (si ok il nome non è poi tanto sexy, ma è interpretata dall’abbagliante Catherine McCormack).

braveheartChiedere di uscire in Scozia, la guida di Mel

Il bel quadretto viene presto distrutto nuovamente dagli inglesi (e daje) che durante un matrimonio folk si portano via la sposa con la scusa del famoso Ius primae noctis.
Apriamo una piccola parentesi: lo ius primae noctis è un falso storico al pari della donazione di Costantino, e come essa è servito moltissimo a modellare la storia a proprio piacimento. Tra l’altro pare non si debba neppure andare tanto lontano per scoprirne il colpevole. Fu tale Sig. Ettore Boece che nel 1526 in piena politica indipendentista partorisce questa balla. In Italia però, negli stessi anni, ne cogliemmo una versione alternativa, “a letto no ma la tassa si”.

Torniamo a noi: per evitare gravidanze indesiderate, Wallace e Murron si sposano in segreto, purtroppo però l’intoppo è dietro l’angolo: un soldato inglese tenta di abusare della ragazza scatenando l’arma letale che è in Mel. Lo scontro porterà tuttavia la ragazza a venire giustiziata in pubblica piazza (aridaje).
Da qui il giovane William, romantico e colto ragazzone scozzese, diventa Wallace. Impugna la morning star di turno (in una scena epica) e fa incetta di inglesi, sostenuto dai suoi amici, a breve compatrioti.

braveheartHamish William e Stephen in posa

Le violenze non si fermano e anzi, come nelle nostre popolari primavere, vengono infervorate di borgo in borgo trasformando una semplice rivolta in rivoluzione.
A breve Wallace sarà a capo di un esercito di scozzesi imbufaliti e pronti a combattere, alleati ad amici irlandesi (evvai!) a seguito del folle Stephen (David O’Hara), al Re di Scozia Robert Bruce (Ian Bannen) e con la complicità della principessa Isabella di Francia (Sophie Marceau).

Braveheart presenta personaggi ben caratterizzati, difficile averne uno preferito.. o no?

Le battaglie che seguiranno segneranno la storia del cinema di guerra per sempre, così come i memorabili discorsi, il “Sons of Scotland, I am William Wallace..” è un capolavoro inarrivabile, poi gli effetti speciali. fatti di terra, fango e sangue fanno del film un qualcosa che personalmente reputo tra i migliori di sempre nel suo genere. Per non parlare della colonna sonora.
Naturalmente c’è molta (moltissima) retorica, la stessa figura di Wallace è quasi completamente romanzata dagli sceneggiatori Mel Gibson (appena rientrato nel giro con La battaglia di Hacksaw Ridge) e Randall Wallace (pare un discendente, ma non ci giurerei), ma tiene anzi, vi obbligherà a seguirlo tutto d’un fiato, più e più volte.

braveheartNon ancora.. non ancora.. ORA!!

Il Wallace storico era un viaggiatore filantropo che si trasformò in un monaco guerriero in stile. RPG, fervente cattolico (venne indotto agli studi religiosi dai genitori) visitò più volte Roma, ottenendo pure da Papa Bonifacio VIII. (non certo un premurone, tanto che Dante lo manda all’Inferno..) una bolla (1299) che esortava Edoardo I a lasciare la Scozia.
Così come nel film saranno i nobili a tradire Wallace (ed il Papa), alleandosi con gli inglesi e determinandone la cattura ed il martirio. Ah, e naturalmente Isabella di Francia non avrà ne una relazione ne un figlio dal buon William.

Un successone in sala, non proprio da libro di testo, ma chissene..

Ma, per rispondere ai tanti (e poi perché mai?) detrattori del filmone capace di incassare 210 milioni di dollari, Braveheart – Cuore impavido. non è un film storico, bensì un film epico e drammatico, generi cugini ma diversi dallo storico (come può essere Alexander).

Cinque premi Oscar, tanto per gradire: miglior film, miglior regia, miglior fotografia, migliori effetti sonori e miglior trucco.

Braveheart ha il merito di resuscitare in noi l’amore verso le popolazioni inermi, il giusto. disprezzo verso la brutalità, e allo stesso tempo ci appassiona alla storia, alla Scozia e al cinema epico.

braveheart“Nell’anno del Signore 1314, patrioti scozzesi, affamati e sovverchiati nel numero, sfidarono il campo di Bannockburn, si batterono come poeti guerrieri, si batterono come scozzesi e si guadagnarono la libertà”

 

Consigliato a: chi ama storie epiche, scenari storici e sangue a volontà.

Trailer:

Dove recuperarlo:

In abbonamento: Netflix

Acquisto/Noleggio: DVD

Cosa dice la critica:

IMDb: 8,4/10
Rotten Tomatoes: 78% (pubblico: 85%)

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
9.3
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