Nerve (2017): nel 2017 il web è ancora fantascienza

Nerve (2017): nel 2017 il web è ancora fantascienza 1

In Nerve, la nuova frontiera dei social game online, i giocatori si sfidano in un’emozionante competizione in tempo reale, alternando facili prove ad azioni umilianti e a volte estreme, istigati da un’anonima e misteriosa comunità di “spettatori”.

Nerve è uno di quei film che guardi il trailer e sembra interessante. È anche uno di quei film in cui nel trailer hanno già messo tutto il film tranne il finale (per fortuna!). Tenta di attirare i più intellettuali con un leitmotiv estremamente attuale e una distopia sociale portata all’estremo. Per quelli che si gasano con poco, sfrutta la carta del film adrenalinico. Entrambi rimarranno irrimediabilmente delusi. La seconda categoria un po’ meno, perché per buoni quindici minuti (totali e per fortuna consecutivi) l’adrenalina c’è. Ma non conta, considerando che il resto del film è tempo buttato ai maiali.

Niente si salva:
nerve film recitato male
nerve film cliché come se piovesse
nerve film luoghi comuni sui social e sulla tecnologia in generale
nerve film deus ex machina per risolvere i cliché
nerve film nessun tentativo di riflessione sul tema social

E io scriverò questa recensione come mi viene, perché Nerve è un film talmente brutto che non so da dove cominciare. Ma ci proverò.

“In Nerve i personaggi hanno tutti lo spessore dei sagomati in cartone”

La trama

La trama è lineare. Semplice. Ogni giocatore può decidere di accettare una sfida e ricevere in premio dei soldi se la porta a termine. La nostra protagonista lo fa perché non può permettersi il college. Gioca, all’inizio si diverte, poi la situazione sfugge di mano, tutto sembra perduto (aha…) ma si risolve bene. Il tutto è raccontato con questo pathos e contornato da una marea di buchi di sceneggiatura. Se Nerve fosse un groviera, non ci sarebbe il formaggio. Gli eventi si concatenano tra loro con due scambi di battute, del tipo (e cito testualmente): “Ho un piano” – “Ok! Facciamolo!”, oppure “Mi ha telefonato e le ho dato una mano”. Con quest’ultima frase si “spiega” il plot twist finale del film. Giuro… ‘sto film sembra il frasario delle scontatezze, banalità e frasi fatte (per citare Ortolani a gratis).

I personaggi hanno tutti lo spessore dei sagomati in cartone e nessuno riesce a restare coerente con se stesso. A partire dalla madre timorosa e appiccicosa, che quando scopre che la figlia guadagna barcate di soldi si fa convincere per telefono da un amico della figlia, che è tutto ok e che la figlia li ha vinti giocando a poker on line. Ho cercato di dare enfasi a cosa non vada in questa scena. Ed è uno scambio di battute che si svolge con questa profondità di dialogo e si conclude con la madre rassicurata. Che quando scopre che la figlia è in pericolo, non chiama la polizia, ma richiama lo stesso amico, che le dice che va tutto bene e la madre si sente sicura di nuovo. Vorrei ridere dalla genialità dell’assurdo, ma non ci riesco…

nerve film

Regia, recitazione e il resto del comparto artistico

Non penso abbia senso soffermarsi troppo: a posteriori è chiaro che il film fosse senza troppe pretese e che la distopia del mondo moderno e del dilagare dei social sia un pretesto giusto per renderlo più moderno e appetibile. L’insieme risulta comunque ruvido e a malapena abbozzato: ogni possibile spunto o occasione di approfondire o di dare corpo a una scena svanisce non si sa bene dove. Nel cast troviamo Emma Roberts (Scream Queens, American Horror Story) e Dave Franco (Now You See Me) e altri nomi minori. Gli attori ci provano, ma tutte le scene sembra che siano state girate una volta, per provare, ma poi apparentemente al regista così com’era e sono andati avanti.

Tutta la messa in scena, dalla fotografia alla scenografia, è volto a dare un’idea di “moderno”. Peccato che le luci al neon andavano di moda negli anni ‘80. Qualsiasi cosa legata al web e alla sua sottocultura è grottescamente rappresentata con grafica e audio a 8 bit. Insomma, Nerve cerca di buttare lo spettatore in un vortice di modernità, ma invece dei design essenziali e dell’isolazionismo dei social, le ambientazioni sono tutte piene di ragazzi e di party in classico stile americano. A conti fatti non si capisce mai che cosa si vuole trasmettere con il film. L’unica cosa che viene ben rappresentata, nell’euforia del gioco, è il costante attaccamento ai ‘like’ e alle visualizzazioni dell’attuale generazione dei social. Ma lì si ferma.

Emotivamente e narrativamente parlando, il film parte con toni molto spensierati (classico, ma ok) e rimane con toni spensierati anche ai primi accenni di pericolo. Poi, tutto cambia e improvvisamente Nerve (il gioco) è male. Ma questo lo capisce solo la protagonista e improvvisamente anche il suo compagno di giochi, che apparentemente ha già giocato a Nerve e ha perso… Anche se fino a un attimo prima si divertiva come un matto e cercava in tutti i modi di convincerla a giocare con lui… cazzo che plot-twist!

“Qualsiasi cosa legata al web è grottescamente rappresentata con grafica a 8 bit”

La tecnologia

Nel 2017 Hollywood ha ancora problemi a parlare di tecnologia. E in un film che vuole trattare il tema, la cosa è un problema serio. Al riguardo si ha comunque due opzioni. O si spiegano bene le cose, in maniera semplice e plausibile, o, almeno, non ci si prova nemmeno.

Esempio semplice:
Nerve è un App che offre un servizio di streaming per guardare o riprendere in tempo reale le sfide proposte agli utenti”.
Punto.

Il problema in questo caso è che l’antagonista del film è Nerve stesso, e se non puoi sconfiggerlo con la dialettica o con la sua stessa moneta (la diffusione a macchia d’olio delle notizie attraverso i social), allora ricorri agli hacker come nei film anni ‘80 (ekk… ci risiamo…). In aggiunta, per accedere al deep web (“roba seria”) ci si collega con un url del tipo www.dark-web.com e poi hai bisogno di una fantomatica password ‘aruba’ (che puoi avere solo se hai un amico hacker e lo supplichi abbastanza, anche se la cosa può rovinargli la reputazione). E niente, in Italia dopo che nomini ‘aruba’ hai perso la poca credibilità che poteva essere rimasta. E gli hacker sono un gruppo di fighetti (senza occhiali) che stanno nel retro di un locale e hanno una parete di mega monitor per farti vedere come si hackera con un sacco di grafici. Io a questo punto, avendo fatto un Bachelor in Informatica, mi sto chiedendo perchè non so programmare con i grafici. E niente per sconfiggere Nerve, basta riscrivere il codice sorgente perché tanto Nerve è Open Source (ho ancora mal di pancia). Nerve è un fenomeno talmente grande e il codice talmente solido che non ha server (battuta reale del film), ma ha un sistema di sicurezza che riconosce gli IP farlocchi, e che comunque puoi hackerare in tempo reale in un’oretta scarsa e avere la nuova versione sui cellulari di tutto on-the-go (anche se le modifiche devono essere approvate dagli utenti, ma in realtà funziona anche senza pare).

Odio quando in un film fanno gli spiegoni e poi fanno comunque il contrario di quello che hanno detto. Dal punto di vista narrativo è come parlare con un bipolare.

 nerve film

Essere Social

La vera delusione purtroppo è che l’idea era buona davvero. Nerve poteva porre diversi spunti di riflessione e affrontare cosa vuol dire essere ‘social’ e cosa si è disposti a fare nella sempre più costante ricerca di attenzione o di approvazione. Il massimo che si riesce a ottenere dal film è una votazione in App riguardo se la protagonista deve morire e se è “giusto” che muoia. Anche la questione dell’anonimato on line viene “toccato”, ma sembra più per giustificare il deus ex machina finale che per un vero motivo di riflessione.

“Narrativamente parlando non si capisce mai che cosa si vuole trasmettere con il film e sembra di avere a che fare con un bipolare”

In definitiva il film è deludente da ogni punto di vista. Che uno sia un nerd accanito, un cinefilo o un hipster che cerca di fare il ricercato, purtroppo la minestra è quella. Il film intrattiene il minimo indispensabile e almeno non cade nel noioso, ma è talmente disarmante scena dopo scena che non si riesce a buttarla nemmeno sul ridere. Ci sono molti altri film che ti occupano una buona ora e mezza che sono brutti, ma che almeno fanno ridere.

Consigliato? NO!

Trailer


Cosa dice la critica:

IMDb: 6,6/10
Rotten Tomatoes: 66%

Totale
4.3/10
4.3/10
  • Trama - 4/10
    4/10
  • Realizzazione - 5/10
    5/10
  • Impatto - 4/10
    4/10