Ça ira, il fiume della rivolta (1964) [Acchiappa sto film]

Siamo abituati ad associare il nome di Tinto Brass al cinema erotico anni ’70-’80-’90 e oltre.. Ciononostante non tutti sanno che il buon Tinto ha cominciato con film a basso, bassissimo budget di genere politico. Quello meglio riuscito è senz’altro Ça ira, il fiume della rivolta, un vero e proprio documentario fatto con immagini. di repertorio piuttosto cruente della storia del ‘900, dalla rivoluzione bolscevica alla II guerra mondiale, ma a differenza della solita spiegazione neutrale, alla voce di fondo è data totale libertà d’espressione. Il risultato è esaltante..

Un documentario così non lo avete mai visto..

In pratica il regista mette insieme, in ordine cronologico, una serie di orrori e follie belliche, allo scopo di dimostrare la propria linea marxista comunista. Ciononostante la trama tiene molto bene e la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un documentario attendibile, anche dal punto di vista della realizzazione. Alcune scene sono al di fuori dei canoni classici del. documentario in stile “istituto luce” e per questo meritano un plauso visto. il periodo nel quale Ça ira, il fiume della rivolta, è uscito (il 1964).

Ça ira, il fiume della rivolta

Si il colore non è il massimo.. ma vale la pena guardarlo

Così assistiamo, nella breve durata del film (80 minuti scarsi), ad una geniale analisi dei principali fatti storici del ‘900, con attenzione anche a quelli minori (come la rivoluzione messicana, per dire), con una. colonna sonora eccezionale ed in linea con il discorso tra lo storico-idealista e psico-drammatico. Edith Piaf ed Edmonda Aldini ci accompagnano nella visione dei campi di sterminio nazisti, delle bombe di Hiroshima e Nagasaki, delle. guerre in ogni dove, mentre Tinto Brass ce ne spiega il contenuto attraverso la sua visione politica e libertina.

Un capolavoro, ma non per tutti..

Ça ira, il fiume della rivolta

Il maestro mentre pensa “se ci mettessi qualche chiappa in più forse diventerei famoso..”

Un capolavoro lo dico io però, sia messo agli atti che il Morandini pare averlo preso male. Si legge che il film non è altro che “un lavoro di montaggio sulle rivoluzioni del Novecento, composto di immagini sin troppo note e commentato in modo da non spiegare ma solo facendo. ironia sarcastica in linea con gli umori anarchici e libertari del suo autore”. Spietato e poco creativo come sempre. So bene che ruolo li ritaglierebbe il buon Tinto in uno dei suoi film…

Dove recuperarlo:

Fino a poco tempo fa disponibile gratuitamente su youtube, oggi datevi allo streaming. Da acquistare anche in DVD.

Cosa dice la critica:

IMDb: 6,4/10
Rotten Tomatoes: assente

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
8.0
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Max

Max

Vivere in un epoca dove i mestieri migliori (archeologo alla Schliemann, filosofo di corte e famoso pirata), non ci sono più, in favore di ben pagate noie, non ci resta altro che sognare. Socrate ed Erodoto ci insegnano che un ottimo metodo sta nel viaggiare, ridere e nutrire l'anima. Il cinema in parte risponde a tutte e tre le necessità in un mix travolgente che sa unire storie, sensazioni, colori ed illusioni in maniera assolutamente dirompente. Penso alla spacconeria negli occhi di Clint, al nichilismo di Allen, alle provocazioni di von Trier ed all'incanto dell'anima di Troisi.