Boston – Caccia all’uomo: Mark Wahlberg contro i terroristi

Era il 2013 quando tutto il mondo si strinse intorno a Boston e al tragico attentato che colpì la sua celebre maratona. Da tale premessa parte l’idea di Boston – Caccia all’uomo (Patriots Day in originale).

Il 15 aprile 2013 l’intera città di Boston era presa d’assalto da corridori e spettatori per celebrare la maratona più famosa degli Stati Uniti. Due giovani si insinuarono tra il pubblico e lasciarono due pacchi bomba che esplosero di lì a pochi minuti. Dopo la conta di morti e feriti ci fu un enorme dispiegamento di forze dell’ordine per trovare i due attentatori.

Boston – Caccia all’uomo ricorda lontanamente Zodiac per la cura dei dettagli. Certo il film di Fincher rimane irraggiungibile sotto molti versi, ma questo film avanza comunque a testa alta. Boston parte come un dramma di ricostruzione storica. Presenta diversi personaggi, di cui si scoprirà solo in seguito l’effettivo ruolo, alternando le singole storie con un ottimo montaggio. Una ventina di minuti per portare tutti al proprio posto. Un conto alla rovescia prima di due esplosioni.

Boston - Caccia all'uomo

A questo punto il dramma umano si impone e si dà largo spazio alle crude immagini dei corpi. In questo non c’è eccesso, si lascia vedere solo ciò che è utile comprendere in funzione della storia e del coinvolgimento emotivo. Ma c’è di più. In tutto il film si alternano in continuazione i video reali di quella giornata: videocamere di sorveglianza, telecamere, elicotteri, fotografie. L’integrazione è perfetta ed il risultato finale è soprendente.

Boston – Caccia all’uomo sta in perfetto equilibrio tra ricostruzione storica e action thriller

La seconda parte del film è un action thriller che vira verso lo spy movie. Arrivano le forze federali, si cominciano le indagini e la ricerca degli attentatori.

La forza di Boston – Caccia all’uomo sta proprio in questi due livelli: ricostruzione e action thriller. Peter Berg dimostra nuovamente di saper fare il suo lavoro e in coppia con Mark Wahlberg ci regala davvero grandi emozioni. Non ci sono il catastrofismo di Deepwater, né i toni bellici di Lone Survivor. Se proprio volessimo fare un paragone con lavori precedenti di Berg potremmo guardare più a The Kingdom. Certo non viene apportato nulla di particolarmente nuovo al genere, a tratti ricorda la serie tv Homeland, ma la base reale della storia e la vicinanza in termini temporali rendono il film estremamente interessante e coinvolgente.

Il personaggio di Mark Wahlberg è l’unico fittizio e funge un po’ da collante tra i vari livelli della storia, oltre a rappresentare un po’ lo sforzo ideale dell’America (e soprattutto di Boston) di reagire in ogni modo all’evento. Wahlberg rende bene in questo ruolo e ancora una volta ci fa dimenticare i tempi andati in cui era solo una faccia inespressiva. Davvero ottimo l’intero cast che riesce a dare spessore ai vari personaggi: da Kevin Bacon a J.K. Simmons, da John Goodman a Michelle Monaghan.

Boston - Caccia all'uomo

Si tratta di un film patriottico, ma non si eccede in questo. Assume molta più importanza il lato umano e lo sforzo comunitario di fronte ad una catastrofe. Anche questo tipo di approccio fa di Boston – Caccia all’uomo un film molto meno superficiale di altri dello stesso genere.

Consiglio: a chi vuole scoprire la storia dietro l’attentato alla maratona di Boston, ma anche a chi ama gli action-thriller in grande stile.

La critica:

Rotten Tomatoes: 80% / 87% (pubblico)
IMDb: 7,4/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.6
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Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.