Alien Covenant: la verità sta nel mezzo

Abbiamo visto Alien Covenant e ne siamo rimasti abbastanza soddisfatti, ecco la nostra impressione:

La nave spaziale colonizzatrice Covenant, con lo scopo di portare la vita su un pianeta lontano, capta una trasmissione sconosciuta. Si ferma quindi su un sistema sconosciuto, dove apparentemente tutte le condizioni per far germogliare la vita sono ottimali. Tuttavia, quella che sembrava l’entrata in paradiso, si rivelerà invece  un vero e proprio inferno…

Lo sappiamo tutti, non si parla d’altro: questo è il film del 2017. E’ la pellicola di fantascienza più attesa degli ultimi anni e in molti si stavano domandando se realmente Covenant potesse fare da punto di collegamento tra il poco riuscito Prometheus e quella pietra miliare che ha lasciato un segno nella storia, chiamata Alien.

Ridley Scott torna alla carica come non mai per cercare di far tornare uno dei filoni fanta horror più amati di sempre agli antichi splendori. Vi diciamo subito una cosa:

Alien Covenant non raggiunge le vette dei primi due capitoli della saga, ma si posiziona ad un livello abbastanza alto da poter essere considerato un valido prequel

La più grande critica che arrivò a Prometheus fu quella di cercare di dare tante risposte, ma di finire in realtà col sollevare ancora più domande di quante non ne fossero già presenti nella testa dei fan.

alien covenant

“E tu chi sei?”

Alcune scene lasciarono talmente tanti dubbi che iniziarono a diffondersi teorie strampalate pur di dare risposte alle domande sorte, come ad esempio “Come ha fatto l’alieno a fine film ad andare su LV-426 e a cambiare forma?”

Nope. Non ci siamo.

Stavolta invece, Scott pare aver giocato d’astuzia e corretto il tiro: con Alien Covenant ha dato ai fan quello che davvero cercavano (almeno in parte), rispolverando i vecchi, classici elementi che mai tramontano: ansia, claustrofobia, paranoia ed il costante terrore di essere braccati da qualcosa che potrebbe in qualsiasi momento “venire fuori dalle fottute pareti”.

I puristi e gli sfegatati della saga noteranno sicuramente qualche elemento non perfettamente in linea con ciò che si è visto nei capitoli storici (senza fare spoiler, ci sono delle piccole incongruenze sul ciclo vitale degli alieni, ma vedrete di persona nella pellicola…) ma Covenant ha un inizio a sé stante, si ricollega con dei piccoli stratagemmi agli elementi chiave di Prometheus e riesce a fornire connessioni solide e logiche (anche se magari non straordinarie o illuminanti) ad Alien. Questo era quello che volevamo.

Per la prima volta in quasi 40 anni di saga, la CGI non rende ridicoli gli Xenomorfi, ma anzi riesce a rendere perfettamente l’idea di quanto siano mostruosi e letali queste bestie

alien covenant

Mi sento di dire che nel 2017 è praticamente impossibile tornare a sfornare film della caratura della pellicola originale: film dettagliati e abbastanza lenti (attenzione: lenti, ma mai noiosi) da dare il tempo allo spettatore di assaporarne ogni minimo particolare. Purtroppo (o no, dipende dai gusti) film così non possono più essere proposti ai botteghini, in quanto il target è cambiato e le esigenze di mercato sono ben altre.

Quindi, già riuscire a fornire un film mid-quel (sequel di Prometheus ma prequel di Alien) che stia in piedi e non faccia urlare allo scandalo è un enorme successo. Se poi si è riusciti a riportare sul grande schermo, a distanza di 39 anni, uno dei mostri più terrificanti della storia del cinema in tutta la sua letale bellezza, l’obiettivo è sicuramente centrato.

Consiglio: praticamente un must per ogni amante della saga di Alien. Ma godibile anche per chi ama il fanta-horror condito di esplicita violenza e jump scare.

Critica

Rotten Tomatoes: 75%

IMDb: 7,6/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.3
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Mattia

Mattia

Programmatore di giorno, musicista di notte, affronta il tram tram della vita quotidiana a colpi di cassa e rullante