ClassiCult: Il rapporto Pelican (1993)

Per inaugurare questa nuova rubrica sceglierò un film che spero conoscano in molti: Il rapporto Pelican.

Perchè? Sono figlio degli anni ’90, ma sono un grande appassionato della cinematografia anni ’80. Ciononostante mi assale spesso un senso di nostalgia (tipica della generazione dei 90s) per i prodotti di quegli anni. Nostalgia da colmare con qualche classico anni ’90.

Il rapporto Pelican è un thriller cospirativo del 1993. Viene catalogato tra i thriller giudiziari ed in generale è un tipo di definizione che potrebbe anche andare bene.

Il film inizia con l’assassinio di due giudici della corte suprema. Una giovane studentessa di legge né rimane colpita e scrive un rapporto che collega le due morti con una cospirazione molto ampia a livello governativo. Ovviamente inizia ad essere inseguita da killer e servizi segreti. In suo aiuto interviene un affermato giornalista che tenta di aiutarla a completare il puzzle e a smascherare la cospirazione.

Si tratta di un thriller di ottimo livello che potrebbe ricordare almeno in parte Tutti gli uomini del presidente o I tre giorni del condor. La differenza sta in gran parte nella protagonista, una giovane donna che si ritrova suo malgrado invischiata in qualcosa di troppo grande. Non è una spia, neppure una giornalista. In verità non è neppure una vera avvocatessa. Darby Shaw è semplicemente una ragazza che ha scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto scoprire. L’espediente della persona comune invischiata in una “serie di sfortunati eventi” (utilizzato molte volte) aiuta lo spettatore ad empatizzare, ma soprattutto rende Il rapporto Pelican una tipica storia americana. Una storia che riassume il rapporto secolare tra cittadino e Stato e che dichiara come il primo abbia il diritto di sollevarsi contro un governo corrotto.

Il rapporto Pelican è un buon legal thriller ben interpretato

L’aria che si respira in tutto il film è proprio quella della necessità di riparare un torto. La tensione è costante e, nonostante la durata di ben 2 ore e 20 minuti, i momenti morti sono praticamente assenti. Il coinvolgimento è totale e questo anche grazie ad un casting perfetto.

il rapporto pelican

Derby Shaw è interpretata da una Julia Roberts in stato di grazia, mentre il giornalista Gray Grantham è interpretato da un sempre grande Denzel Washington. La coppia di protagonisti funziona perfettamente e, cosa non banale, non scade nella solita storiella romantica. Si aggiunge un ottimo cast di caratteristi tra cui Sam Shepard, John Heard, Tony Goldwyn e Anthony Heald. C’è anche John Lithgow nel ruolo del redattore capo di Grantham. Spicca invece Stanley Tucci nei panni di un killer di professione.

Alan J. Pakula è un regista abituato al genere (oltre a Tutti gli uomini del presidente aveva diretto anche Presunto innocente) e lo dimostra soprattutto attraverso due fantastiche sequenze ad alta tensione. La prima con Julia Roberts che scambia il killer Stanley Tucci per un’altra persona e corre il serio rischio di essere eliminata; la seconda verso la fine in cui Grantham e Shaw stanno per avviare un’automobile in cui è stata posta una bomba. Grazie ad un’ottima scelta di regia e montaggio queste due scene rimangono sicuramente nella memoria.

La trama è complessa, ma la tensione rimane alta

Certo l’intrigo è abbastanza complesso e a volte si rischia di perdere il filo. Inoltre ci sono personaggi appena accennati che non vengono sufficientemente approfonditi.

Il rapporto Pelican all’epoca fu tra i 10 maggiori incassi dell’anno in America, mentre da noi non è probabilmente così conosciuto come altrove. Resta comunque un thriller ben confezionato in stile anni ’90: fotografia patinata, sceneggiatura d’effetto, buon cast e regia. Una pellicola che si può rivedere con piacere.

Consiglio: agli amanti dei gialli cospirativi, di Denzel Washington, di Julia Roberts e del cinema anni ’90.

Dove trovarlo: fino a pochi giorni fa era disponibile su Netflix, ma ora non più. Si può acquistare o noleggiare in digital video su diverse piattaforme. È anche disponibile in DVD e Blu-Ray.

La critica:

Rotten Tomatoes: 53% / 61% (pubblico)
IMDb: 6,6/10

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
7.4
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Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.