Halloween (1978): la maschera di Michael Myers (soundtrack incorporato)

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La notte delle streghe, per John Carpenter è un evento che toglie la maschera dell’innocenza dal volto di un bambino. Maschera che viene sostituita con una seconda, ben meno innocente, destinata a diventare un’icona del genere horror. Prima di continuare a leggere, fate partire il main theme di questo grande capolavoro, per poi seguire assieme a noi le vicende di quell’Halloween del 1963. Una notte che fece di Michael Myers l’iconico assassino che tutti noi oggi conosciamo.

 

Sono passati 15 anni da quando il bambino della famiglia Myers ha accoltellato la sorella maggiore durante la notte di Halloween. Siamo nel 1978 e al manicomio di Smith’s Grove sta per fuggire uno dei pazienti più pericolosi. E’ nuovamente la vigilia di Halloween e il ventunenne Michael Myers ha appena rubato l’auto del dottor Sam Loomis, lo psichiatra che lo ha seguito da vicino in tutti questi anni. La cittadina di Haddonfield sta per accogliere il ritorno del demonio: “nella notte delle streghe, tutti hanno il diritto di prendersi un bello spavento”.

La vigilia d’Ognissanti han paura tutti quanti:
è la notte delle streghe!
Chi non paga presto piange!

Con soli 300.000$ di budget, Halloween – La notte delle streghe di John Carpenter è una preziosa pietra miliare dell’orrore. Nessuno all’epoca poteva predire che le riprese, terminate nel giro di venti giorni, avrebbero prodotto uno dei film indie con più successo nella storia. Eppure i tasselli giusti Carpenter li aveva fin dall’inizio. Una colonna sonora a cui il regista stesso ha lavorato, che mantiene costante il livello di suspence. Nessun calo di tensione, dai minuti iniziali alla scena finale. Un autunno forzato alla location (proprio così, le riprese sono avvenute in primavera). A terra, foglie di carta colorate; un coltello sporco di sangue fra le mani di un ragazzo, il folle assassino della famiglia Myers o, come lo chiama il suo stesso psichiatra: il demonio.

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Michael Myers e la maschera di Halloween

Al contrario di altri villain, Michael Myers non ha malformazioni, cicatrici o ustioni. La maschera che porta copre il volto di un ragazzo di bell’aspetto. E’ ipotizzabile che sia andata a sostituire, risalendo all’accoltellamento della sorella, l’innocenza legata all’immagine del fanciullo. E’ la maschera che plasma il suo carattere, non il carattere a fare la maschera. Dal momento in cui la indossa, Michael è lo spietato e gelido killer di Halloween. Ne indossava una la notte del ’63, ben diversa e – se vogliamo – più scherzosa e infantile. Eppure, da quel momento, non si è più approcciato alla realtà senza prima passare da quell’oscuro filtro poggiato al viso. Così, nell’horror di Carpenter, è l’oggetto a fare dell’uomo un killer e non viceversa.


Fu il produttore Moustapha Akkad a proporre l’idea di ambientarlo nella notte di Halloween. Inizialmente, il film doveva essere intitolato The Babysitter Murders, caratteristica che è comunque rimasta all’interno della trama. Le giovani baby-sitter, infatti, sono perseguitate dall’omicida dalla mente pericolosamente instabile. Molte sono le citazioni allo Psycho di Alfred Hitchcock. Basti pensare che il personaggio del Dr. Sam Loomis porta lo stesso nome del fidanzato di Marion Crane nella pellicola del predecessore. Da Psycho in poi, viene inaugurato il sottogenere slasher, al quale il film di Carpenter si ispira, proponendo un’idea dell’orrore a basso costo che proseguirà, in tentativi buoni e meno buoni, lungo tutta la durata degli anni ’80.

L’interpretazione di Jamie Lee Curtis, nei panni della giovane Laurie Strode, è impeccabile. E’ proprio questo film a fare da trampolino di lancio a una buona carriera nel genere horror, che continua tutt’ora grazie alla – satirica, se vogliamo – serie tv Scream Queens. Ad oggi sono due i Golden Globe sulla mensola dell’attrice, a fianco a un BAFTA e un Saturn Award.

Titoli di coda

In ultima analisi, Halloween – La notte delle streghe, è un film che non rispetta i canoni odierni del genere. Nonostante ciò, seppur siano iniziati a spuntare i capelli bianchi, rimane una pellicola godibile e necessaria a un’amante dell’orrore. Godibile, in quanto la paura non è strumentalizzata, non si serve di jumpscare o altri trucchi del mestiere. Aleggia sulle note di una formidabile colonna sonora, curata da Carpenter in persona. Le pedinanti inquadrature, inseguono le vittime dal punto di vista di Michael, facendo di chi guarda uno spettatore onnisciente, che conosce il pericolo a cui va incontro, o almeno crede.
Necessario, in quanto un’amante del genere non può dire di conoscere l’horror senza passare dal via. E’ in questi anni che il genere arriva a una grande evoluzione, acquistando molti dei tratti peculiari che tutt’ora porta. Gran parte del merito va senz’altro a registi di alto calibro e Carpenter è senz’altro uno di questi.

Rotten Tomatoes: 93% (pubblico: 89%)
IMDb: 7,9/10

Titolo italiano: Halloween

Totale
8.5/10
8.5/10
  • Trama - 6.9/10
    6.9/10
  • Realizzazione - 8.8/10
    8.8/10
  • Impatto - 9.8/10
    9.8/10
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