I Don’t Feel at Home in This World Anymore: recensione del film che ha emozionato il Sundance

I Don’t Feel at Home in This World Anymore è l’esatto esempio dell’originalità che può regalarci il cinema indie.

Ruth è un’infermiera un po’ delusa dal mondo che vive da sola. Un giorno qualcuno le entra in casa e la deruba. Deciderà di andare alla ricerca del colpevole insieme allo strano ragazzo Tony, ma non sarà tutto rose e fiori.

Sundance Film Festival vuol dire cinema indie. Cinema indie vuol dire tanta originalità. Contro i colossi di hollywood il piccolo cinema indipendente non ha altre armi da utilizzare che delle grandi sceneggiature e tocchi registici ricchi di freschezza. Ebbene questo I Don’t Feel at Home in This World Anymore, che il Sundance Film Festival l’ha vinto proprio un mese fa, è l’esatto esempio di questa grande tradizione.

Il film ha come protagonista la giovane Ruth, che si perde in riflessioni filosofiche e si sente profondamente a disagio in questo mondo che non riesce più ad accettare. Nel momento in cui subisce un furto, capisce che la polizia non può (non vuole) aiutarla e decide di farsi “giustizia” da sola. Non si tratta di vendetta, ma di recuperare le proprie cose e far capire ai colpevoli che ciò che hanno fatto è sbagliato. Lei è una persona sola, ma riesce a trovare una sorta di anima gemella in Tony. Quest’ultimo è un ragazzo piuttosto stravagante che l’aiuta nella ricerca.

“È uno di quei film che si iniziano a vedere senza pregiudizi né grandi aspettative”

Date queste premesse il film si sviluppa in perfetto equilibrio tra dramma e commedia. Che poi è quello stile da commedia indie in cui la parte emozionale è posta in estrema evidenza. Mai banale, la storia riesce a risaltare la formazione del personaggio di Ruth. Pian piano diventa sempre più convinta di poter fare la differenza da sola. Si impone sempre maggiormente, prende coraggio, diventa…cazzuta, finchè ad un certo punto la trama esplode.

 

Di qui in avanti non vogliamo rivelare altro perchè questo cambiamento improvviso è la forza del film e siamo certi che sarà particolarmente apprezzato. Amando il genere.

I Don't Feel at Home in This World Anymore

Il regista e sceneggiatore Marcon Blair sorprende con questo I Don’t Feel at Home in This World Anymore. È uno di quei film che si iniziano a vedere senza pregiudizi né grandi aspettative, ma che alla fine lasciano qualcosa di buono (o di cattivo, perchè no).

Ad una lettura, diremmo, potrebbe sembrare l’utopia umana di superare quel (perdonatemi il filosofeggiare) homo homini lupus dato dalla natura. La domanda potrebbe essere proprio questa: in un mondo egoistico fatto di stronzi è possibile rimboccarsi le maniche e cambiare le cose? Oppure alla fine ciò che facciamo è solo una parentesi e tutto rimane invariato?

Melanie Lynskey splendida nel ruolo di Ruth ed un Elijah Wood (fa Tony) che apprezziamo sempre di più in questi ruoli alternativi. Fantastica anche la colonna sonora che mischia folk, classic rock e altro.

Colpaccio di Netflix che si è aggiudicato la distribuzione e l’ha reso disponibile sulla piattaforma da pochi giorni.

Voto: 8,4

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.