David Brent – Life on the Road: recensione del film Netflix di Ricky Gervais

David Brent era stato protagonista di un documentario su un’azienda cartiera circa 15 anni fa. Ora cerca di affermarsi come musicista e una troupe documentaristica lo segue in tournée.
C’era una volta una grandiosa serie televisiva inglese di nome “The Office“. Si trattava di un falso documentario su un’azienda cartiera che seguiva la routine quotidiana degli impiegati. La serie era stata creata da Ricky Gervais che nello show interpretava lo strano capo dell’azienda, ingenuo, bambinesco e imbarazzante nei modi. La serie durò due stagioni più uno Special Natalizio. Fu poi replicato in USA con Steve Carrell al posto di Gervais e andò avanti per ben 9 stagioni.
Life on the Road riprende la stessa idea (un falso documentario), lo stesso personaggio (David Brent) e lo stesso stile comico.
La comicità di Gervais non è per niente semplice, soprattutto nei suoi lavori più personali. Tant’è che in USA, dopo aver replicato quasi alla pari la prima stagione di “The Office”, dalla seconda lo stile virò verso qualcosa di più soft.
In pratica i personaggi di Gervais sono sempre alla ricerca di attenzione, ma per guadagnarsela fanno errori colossali, umiliandosi e creando continue situazioni imbarazzanti. David Brent in questo caso è un bambinone che fa credere di essere un capo dell’azienda per cui lavora, ma è poco più che un semplice impiegato; che crede di essere la star dell’ufficio, ma non è apprezzato da nessuno se non da poche persone che non si fila; che vorrebbe essere un manager e una rockstar, ma non si accorge che la sua seconda voce è la vera star e che le sue canzoni sono imbarazzanti.
Ciò che più colpisce dei lavori di Gervais è la ricerca della realtà (spesso attraverso lo stile mockumentary, il falso documentario) attraverso personaggi credibili, ma allo stesso tempo incredibili. Non vi è demenzialità e non si tratta di uno show comico. Il punto di forza dei lavori di Gervais (e su questo la serie tv “Derek” è stato il suo apice) è il perfetto equilibrio tra commedia e tragedia umana che pur non cercando la risata facile fa sorridere e a tratti commuove.
L’unico problema è che si crea un muro tra chi segue i suoi lavori e apprezza questo stile e chi invece non lo trova divertente. Ma il mondo è bello perché è vario.
 
Dove vederlo: sulla piattaforma Netflix (cercate di vederlo in lingua originale).

Voto (per i fan): 8,5
Voto (per tutti gli altri): 6,5

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.