Luglio 10, 2020

Barriere (2016): la fragilità di una famiglia ordinaria

Barriere (2016): la fragilità di una famiglia ordinaria 1
La vita di una famiglia nera di Pittsburgh tra ambizioni, rimpianti e ordinarietà.
Serrato nei dialoghi, dalla regia distante, questo Barriere (Fences in originale, che rende ancora di più il doppio significato di “recinzioni” del proprio cortile, familiari e sociali) è un film che non nasconde per niente la sua origine teatrale.
Tratto dall’omonima opera del 1983 vincitrice di un Pulitzer, il film di Denzel Washington è una storia famigliare, ma anche e soprattutto quella di un uomo diviso tra ordinarietà e rimpianto.
È un film di interpretazioni, dal dialogo continuo e ambientato in una manciata di ambienti. Non un’opera facile, ma incredibilmente efficace. I primi 15-20 minuti sono puro dialogo non-stop e danno un’idea abbastanza superficiale (il termine in questo caso non lo usiamo in negativo) della situazione. Da lì in poi si comincia la discesa, si approfondiscono le dinamiche familiari e l’imperfezione del padre, Troy, che vorrebbe che i suoi due figli fossero “quello che lui è, ma allo stesso tempo quello che non è riuscito ad essere”.
Troy, interpretato da un Denzel Washington maestoso, è un padre, un marito e un fratello. Prova ad essere tutto questo al meglio, ma allo stesso tempo fa del suo peggio. In primis è un uomo imperfetto con un carattere complicato e che in più momenti si rivela come un bastardo egocentrico.

 

Troy non vorrebbe che suo figlio minore si desse al football anzichè al baseball e ritiene che il figlio maggiore, jazzista, sia solo uno squattrinato. In realtà Troy, a modo suo, ama sia i figli che la moglie, ma schiacciato tra vecchie ambizioni di gloria e vita ordinaria, pur volendo fare del bene, alla fine si lascia andare alle tentazioni.
Viola Davis interpreta bene la moglie stretta in un rapporto a metà tra amore e sopportazione e in alcuni momenti la sua performance è davvero da standing ovation (lo sfogo a metà film è pazzesco).
Il problema del film rimane quello di essere troppo fedele alla sua origine nella forma. La regia di Denzel Washington ha poche idee e molto spesso risente della staticità dell’immagine. Cosicché si ha spesso la sensazione che gli ambienti siano solo palchi vuoti e gli giova ben poco essere visti su grande schermo. Così anche la durata danneggia il film e superata la metà ne risente un po’ il ritmo.
Ad ogni modo entrambe le performance sono da Oscar e si spera che qualche statuetta riesca ad essere portata a casa.
Voto: 7,7

Titolo italiano: Barriere

Totale
7.7/10
7.7/10
  • Trama - 7.7/10
    7.7/10
  • Realizzazione - 7.7/10
    7.7/10
  • Impatto - 7.7/10
    7.7/10