Luglio 14, 2020

10 cose che i film di vampiri non ci hanno spiegato

film di vampiri

Di film di vampiri ne hanno fatti a bizzeffe e forse crediamo di esserci fatti ormai una cultura. Nonostante questo ci sono ancora tantissime notizie utili da sapere per diventare dei veri esperti dell’argomento.

 

Pipistrello Vampiro

 
Innanzitutto precisiamo che il vampiro esiste. Certo, è un tenero pipistrello chiamato Desmodus rotundus Pipistrello Vampiro, ma si nutre comunque di sangue, anche se solamente di quello animale. A differenza di Dracula però non lo succhia, bensì lo lecca. Possiede due denti incisivi aguzzi con cui ferisce l’animale rilasciando una glicoproteina anticoagulante, dopodiché lecca all’incirca 30 ml di sangue. Pensate che possa essere l’animale domestico del futuro?
 
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Succhiasangue e psichici

 
Come abbiamo appreso a sufficienza dai film sui vampiri, queste creature non utilizzano solamente la forza fisica per cibarsi delle loro vittime, ma anche quella psichica. È questo fascino da incantatore di serpenti che rende le vittime vulnerabili oltre che visibilmente arrapate (perdonate l’espressione). Pensate che in origine questi poteri rappresentavano addirittura due specie di vampiri differenti: il vampiro ematofago (mangiatore di sangue) e il vampiro psichico, che si nutre delle energie psichiche.
 

 

Dracula e Nosferatu

 
Esistono più specie di vampiri, da quelli più sensuali ed affascinanti a quelli più mostruosi. (Di quelli luccicanti non c’è traccia…ci spiace per i fan di Twilight) Il cinema ce ne ha dati principalmente due esempi: Nosferatu e Dracula. Dracula è un Homo vampirus Draco ed è diventato famoso grazie al romanzo di Bram Stoker del 1897. E’ particolarmente intollerante alla luce del sole (che potrebbe essergli fatale se esposto ad essa per troppo tempo) ma possiede sembianze umane che di notte lo fanno sembrare un uomo come un altro. Per queste ragioni i suoi poteri psichici persuasivi colpiscono più facilmente.
 
 
 
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Nosferatu invece è un Homo vampirus Nosferatu (come recita già il suo nome) ed è meno comune dell’Homo vampirus Draco. La sua deformità è stata causata dal tentativo di resistere al virus durante la mutazione e quindi, al contrario di Dracula, non ha grandi possibilità di passare inosservato tra la gente. Per questo motivo, nonostante il sangue animale non sia facilmente digeribile per i vampiri, quando non riesce ad acciuffare qualche malcapitato si accontenta del bestiame del paese.
 
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La lega americana del Vampiro

In America ci sono persone convinte dell’effettiva esistenza dei vampiri (questa volta di quelli con forme umane, non del pipistrello leccasangue) a tal punto da creare la AVL (American Vampire League). Questa organizzazione si batte “affinché i vampiri riconquistino i propri diritti e possano venire fuori dall’oscurità”. La AVL insiste perché il Congresso promuova la Carta dei diritti del vampiro, affinché gli vengano garantiti uguali diritti davanti alla legge. Insomma, secondo loro i non morti girano già tra di noi e costituirebbero semplicemente un’altra minoranza da salvaguardare.

 

 
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Esistono vampiri buoni?

 
Molti film usciti dal 2000 ad oggi hanno messo in circolo l’idea che in fondo il vampiro possa avere un cuore d’oro, tanto che a volte rasenta la figura dell’angelo. Invece, tradizionalmente, è una figura demoniaca, malvagia che, anche qualora possa avvicinarsi alle emozioni degli esseri viventi, rimane comunque parte di un mondo avvolto dalle tenebre. Ovviamente, attraverso i succhiasangue, è stata colta l’occasione di affrontare la tematica della diversità. Così facendo la figura del vampiro è mutata fino a diventare la creatura luccicante alla Twilight, che ha a che fare più coi modelli di una sfilata di alta moda, che con le antiche leggende.
 
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Il vampiro morde sempre sul collo

Perché il vampiro morde sempre sul collo? Come molti già immaginano, la risposta è molto semplice. Difatti, oltre a essere una zona molto vascolarizzata, in quel punto la carne è molto delicata e facilmente tagliabile dai suoi denti.
 
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Il vampiro: una patologia
Ma da dove nascono i classici punti deboli del vampiro di cui il cinema ci ha fatti diventare dei grandi esperti? Non c’è una fonte unica ovviamente, ma tra le più interessanti c’è quella riguardante una malattia ai tempi del medioevo: la porfiria. Questa rara malattia consiste in un’alterazione di un enzima del sangue, che causa i seguenti sintomi: anemiafotofobiaeritrodonzia (i denti appaiono di un rosso fluorescente alla luce ultravioletta) forte intolleranza all’aglio (in quanto favorisce l’accumulo di tossine nel sangue), rachitismo. Come potrete intuire, questi sintomi andavano ad impedire un sereno svolgimento della giornata e, in mancanza di una ricerca medica adeguata per individuarne le cause, si cominciò a pensare che questa “trasformazione” fosse dovuta ad un motivo di carattere demoniaco. Difatti i malati uscivano più volentieri di notte per via del buio ed evitavano i luoghi sacri per paura di essere additati come demoni.
 
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Trasmissione del potere

 
Come si genera un vampiro? Ecco, chiariamo anche questo aspetto che i film hanno cambiato a loro piacimento. Si è arrivati spesso a far intuire che basti un morso per dare il via al contagio finale. Non è così! È invece un processo che richiede tre notti consecutive di bevute ed offerte, ovvero: il vampiro beve il sangue del suo futuro “compagno di avventure”, dopodiché si taglia egli stesso una vena per offrirgli il suo. Questo do ut des è la chiave che permette all’essere umano di risorgere come vampiro senza sostare troppo a lungo nel regno dei morti.
 
 

 

 

 

 

La simbologia

 
Perché è ancora oggi così affascinante questa figura così antica? Senz’altro, come già detto, essendo stata assorbita dalla moda (cinema, abbigliamento, cibo, cocktail, ecc…) l’immagine del vampiro è stata così integrata da non esserci bisogno neanche di una specifica carta dei diritti. C’è però un significato di matrice psicologica che garantisce ancora oggi l’attualità del tema. Difatti il vampiro è fondamentalmente un parassita, al pari della zanzara. Il suo punto di forza sta nell’aver trasposto i suoi istinti zanzareschi anche nella sfera emotiva. Anche in passato la forza della sua simbologia consisteva nel rimandare a quelle persone che vivevano a danno di altre; non per altro è stata creata la figura del vampiro psichico parallelamente a quello ematofago. Insomma, se spogliato dei panorami più suggestivi, il vampiro è una persona poco vitale che necessita delle energie altrui per tirare avanti. Esaurita la scorta di energie che una vittima gli può procurare, passa alla prossima. Se lo pensiamo in questi termini, forse ognuno di noi può dire di averne conosciuto uno…
 
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Vampiri e lussuria

 
Uno dei lati più intriganti di queste creature, visibile soprattutto nei film più vicini ai giorni nostri, è quello lussurioso. Questa passione sessuale può essere fatta risalire alla antica leggenda delle emuse (lett. “quelle che si introducono a forza”). Queste creature, assumendo la forma di belle fanciulle, seducono i giovani persuadendoli ad avere estenuanti rapporti sessuali fino alla morte. Se le energie sessuali non le soddisfano, possono concludere il banchetto bevendone anche il sangue, in puro stile vampiresco.
 
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Ecco alcuni dei film a tema da vedere o rivedere per chi avesse voglia di approfondire il suo bagaglio culturale vampiresco (in ordine cronologico):
 
Nosferatu (1922, di Friedrich Wilhelm Murnau)
Dracula (1931, di Tod Browning)
I vampiri (1957, di Riccardo Freda)
Dracula il vampiro (1958, di Terence Fisher)
Per favore…non mordermi sul collo! (1967, di Roman Polanski)
Dracula (1979, di John Badham)
Il buio si avvicina (1987, di Kathryn Bigelow)
Ragazzi perduti (1987, di Joael Schumacher)
Dracula di Bram Stoker (1992, di Francis Ford Coppola)
Intervista col vampiro (1994, di Neil Jordan)
Dal tramonto all’alba (1996, di Robert Rodriguez con la sceneggiuatura di Quentin Tarantino)
Blade (1998, di Stephen Norrington. Seguono i capitoli successivi rispettivamente nel 2002 e 2004)
Vampires (1998, di John Carpenter)
Dracula’s Legacy (2000, di Patrick Lussier)
Underworld (2003, di Len Wiseman)
30 giorni di buio (2007, di David Slade)
Lasciami entrare (2009, di Tomas Alfredson)
Solo gli amanti sopravvivono (2013, di Jim Jarmusch)
 
 
Se invece volete approfondire ulteriori aspetti di questo ambito, senza annoiarvi, vi consiglio di leggere “Vampiri” di Simonetta Santamaria.