Passengers: la fantascienza classica che tenta strade diverse

Nel film Passengers un’astronave è in viaggio verso la colonizzazione di un nuovo pianeta, ma due dei passeggeri in ibernazione si risvegliano 90 anni prima dell’arrivo e si ritrovano da soli.

Per valutare meglio Passengers ho ritenuto necessario leggermi il finale originale e compararlo con l’attuale, perchè si, c’è stato un cambiamento (in)comprensibile nella sceneggiatura che ha leggermente modificato gli intenti. Non farò spoiler durante la recensione, ma verso la fine coprirò il possibile spoiler e potrete scegliere voi se leggerlo. Ma torniamo indietro…

 
Passengers è un buon film soprattutto nella prima parte. Ha un’idea di partenza abbastanza originale pur rifacendosi per una buona mezz’oretta ai vari survivor movie (Cast Away, The Martian…). Ad un certo punto guadagna ancora più rispetto con le potenzialità per diventare un film sentimentale nello spazio, ma ben presto finiscono le idee e risulta un po’ monotono. Poi, purtroppo avviene l’inevitabile e, nell’ultima parte, si assiste ad un prodotto che spinge l’acceleratore sulla tensione drammatica e, nel tentativo di abbracciare una più ampia fetta di pubblico, si scompone e diventa troppo simile a tanta fantascienza trita e ritrita.

Passengers parte molto bene, ma nella seconda parte collassa

 Morten Tyldum è senz’altro un buon regista, e lo dimostra sia nelle sequenze più sentimentali che in quelle action, e alla base del film c’era un’ottima sceneggiatura (a lungo nella black list delle migliori da realizzare) con numerose idee interessanti a partire da una descrizione molto particolareggiata della vita sull’astronave (con una sequenza in piscina indimenticabile). Il tutto è plausibile ed è anche questo che aumenta il nostro interesse per la storia.
 
Chris Pratt e Jennifer Lawrence formano una bellissima coppia sullo schermo. La solitudine e l’idea di un destino inevitabile è molto concreta per buona parte del film, però poi qualcosa si rompe (in senso astratto), alla fine se la possibilità era quella di portarci a casa un’esperienza ed una sana riflessione, rimane solamente l’impressione di aver visto un buon film di fantascienza da riporre nello scaffale insieme a decine di altri titoli.

Sarebbe stato un film di fantascienza geniale se non si fosse buttato via sul finale…

Sul finale…

Consigliato a: gli amanti della fantascienza non priva di sentimenti.

  • Trama
  • Realizzazione
  • Impatto
6.9
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Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.