iBoy: recensione del film con Maisie Williams e Bill Milner

 Dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile un adolescente si ritrova con alcuni frammenti del suo smartphone nel cervello. Comincerà a sviluppare straordinarie capacità.
Cosa succederebbe se Peter Parker avesse ricevuto i suoi poteri da un iPhone anziché da un ragno? Si potrebbe sintetizzare così il plot di questo nuovo film Netflix che mischia un po’ il genere supereroistico con i revenge movie.
Questo iBoy diretto da Adam Randall è un tentativo poco riuscito di approfittare della moda dei cinecomics creando un oggetto a metà. Il problema è che ciò che ne fuoriesce è proprio un oggetto a metà, incapace di osare e di comprendere quali possano essere gli interessi del suo pubblico.
Adattato dall’omonimo romanzo young-adult di Kevin Brooks il film si avvale di due giovani interpreti molto in parte. Sia Bill Milner (che abbiamo visto fugacemente anche in X-Men – L’inizio come giovanissimo Magneto) che Maisie Williams (la Arya Stark di Game of Thrones) rendono davvero bene e anche la storia avrebbe potuto essere vincente se fosse stata meglio valorizzata.
Il vero problema del film è l’incapacità di scegliere da che parte stare. L’idea di base è abbastanza assurda e avrebbe potuto essere resa in modo più trash. Qui però si segue una strada molto più seria, ma non si approfondiscono realmente le capacità del protagonista. In questo modo non si capisce realmente come funzionano i suoi poteri e il tutto viene reso con delle grafiche da film di hacker degli anni ’90 (senza essere consapevoli che nel frattempo in tv il genere “tecnologico” ha fatto dei passi avanti mostruosi).
Così più che il gioiellino indie che avrebbe potuto essere, ci si para davanti agli occhi un’ora e mezza di idee poco originali in una struttura un po’ bambinesca che ricorda i TV movie per teenager di 20 anni fa. Per carità, visto con quell’ottica rimane anche gradevolmente dispersivo, ma ha l’aria di un’occasione mancata.

Dove vederlo: incluso nell’abbonamento Netflix.

Voto: 6,3

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.