Assassin’s Creed: un film imbarazzante che non emoziona

assassin's creed
Nella foto un Fassbender che si vergogna del film che ha realizzato

Un uomo aiuta una misteriosa organizzazione a recuperare un antico manufatto. L’unico modo per ritrovarlo è usare una macchina che gli permette di rivivere i ricordi di un suo antenato vissuto durante l’Inquisizione spagnola.

Va fatto un grosso ragionamento su cinema e videogiochi. Negli ultimi anni i videogames si sono costantemente evoluti ricalcando i film nelle trame e in numerose sequenze, ma regalando oltre a questo anche l’esperienza dell’interattività. Il cinema ovviamente non può regalare l’interattività di un videogioco, ma dovrebbe comunque promuoversi ad esperienza perfezionando le proprie componenti. Ciò a cui si assiste è invece spesso il contrario…
Sembrava semplice riadattare a film un videogame come Assassin’s Creed in cui l’esperienza videoludica punta proprio su una trama intrigante, azione e molta libertà di gioco. Diciamolo, era proprio facile, ma evidentemente hanno preso gli sceneggiatori e li hanno messi in una stanza con il videogioco e quelli invece di scrivere si sono persi a cazzeggiare.
Guardando il film di Assassin’s Creed ci viene in mente che Prince of Persia era davvero un bel film, che il vecchio Tomb Raider tutto sommato non era male e che il nuovo Tomb Raider difficilmente potrà deludere. Insomma questo film è davvero imbarazzante. Non lo è perchè detestiamo i film tratti dai videogiochi. Anzi, siamo sempre contenti di vedere qualche titolo riadattato. Ad Assassin’s Creed abbiamo pure giocato, ma questo film di Justin Kurzel è proprio brutto. Ma cosa non funziona e cosa funziona?
La trama c’è, ma la sceneggiatura è un insieme di fogli sparsi che tenta di creare mistero per poi rivelare solo qualcosina, nel tentativo di rivelare di più… forse… dopo… probabilmente nei prossimi capitoli. Insomma la prima mezz’ora è caos completo, poi la trama comincia a farsi comprendere almeno in parte, ma personaggi e situazioni però ci vengono dati in pasto senza approfondire il necessario. In pratica è come se vi prendessero a schiaffi per mezz’ora per poi dirvi una parte del motivo alla fine. Ciò che funziona di più sono ovviamente le sequenze ambientate nel passato, ma solo perché sono concentrate lì tutte le sequenze d’azione. Purtroppo nulla che non abbiamo già visto in molti altri film. Nulla ci emoziona e c’è invece molta noia. 
Justin Kurzel, ci dispiace dirlo (no non ci dispiace in realtà), sembra essersi invaghito delle riprese a volo d’aquila e ogni volta che ci riporta nel passato ce ne mostra una. Purtroppo al di là di questo si dimostra fin troppo meccanico nella regia e incapace di dare una vera direzione al film. Inoltre diverse scelte (in particolar modo l’alternanza tra passato e presente) appaiono forzate e pressoché inutili. Purtroppo l’impressione è che si sia affidato troppo agli interpreti principali, ma Marion Cotillard è ridicola e Jeremy Irons probabilmente è stato tirato dentro con l’inganno; infatti sembra leggermente spaesato. L’aspetto positivo del film rimane solamente un Michael Fassbender abbastanza in parte. Ma non avevamo troppi dubbi su questo. Ad aggravare il tutto è una sequenza finale agghiacciante, in grado di lasciare perplessi anche i palati meno fini.
C’è però da dire che i rimandi al videogame sono molteplici e anche il senso stesso del videogioco è abbastanza rispettato più che in numerosi altri adattamenti. Questo però non basta a salvare l’ambaradan.

Consigliato a: chi mercoledì prossimo vuole andare al cinema con 2 euro e vedere un brutto film con Fassbender.

Voto: 5

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.