Man in the dark: un buon horror che toglie il fiato

Tre ragazzi decidono di rapinare un veterano di guerra cieco, ma quando lui si sveglia iniziano i guai.
Quando ci si trova davanti alle traduzioni dei titoli in Italia si rimane sempre un po’ perplessi. In questo caso, scoprendo che il titolo originale di Man in the dark è Don’t breathe, ecco che sale il punto interrogativo ed un sonoro “ma perchè”?
Al di là della gente che si droga nella grande distribuzione cinematografica del belpaese, questo film di Fede Alvarez (che di sostanzioso in curriculum ha solamente il brutto remake de La casa) soprende sia per l’idea che per la confezione, ponendosi al di sopra dei tanti pessimi o mediocri horror a cui siamo abituati negli ultimi tempi.
Innanzitutto il film parte da una base non scontata, ovvero ci mette nella condizione di non voler per forza solidarizzare con i protagonisti che si trovano in questa situazione per un furto andato storto (anche se di solito non ne prendiamo lo stesso le parti perchè sono antipatici in partenza), e di comprendere mano a mano chi è nel giusto e chi nel torto solamente durante gli sviluppi della trama. Altra idea vincente è il fatto di aver ridotto al minimo i dialoghi giocando soprattutto sui silenzi e sui suoni (i protagonisti tentano di non farsi sentire dal cieco riducendo al minimo i rumori), portando all’estremo la tensione. Il gioco regge per tutta la durata del film, pur lasciandosi andare a sottotrame stravaganti, anche per merito dei giovani protagonisti (Dylan Minnette e Jane Levy), che per una volta sanno fare il loro lavoro, ma soprattutto dell'”uomo nel buio” Stephen Lang che ricordiamo nel ruolo del colonnello cattivo di Avatar.
Il risultato dell’operazione: thriller ben costruito, con picchi horror, che continua a rilanciarsi fino alla fine, riuscendo a non essere scontato. Una boccata d’aria fresca nel panorama horror medio cinematografico.
Consigliato: a chi ha voglia di un buon horror giocato sulla tensione e non sul gore.
Se volete vederlo: lo trovate da acquistare in digitale su Apple Store, Play Store e Chili e dall’11 gennaio in vendita in DVD.



Voto: 7.0

Aaron

Aaron

Laureato in Scienze storiche all'Alma Mater di Bologna e smanettone informatico, ma da sempre appassionato di cinema. È un vero onnivoro e non c'è genere che non apprezzi. Primo film visto al cinema: Jurassic Park. Film preferito: Harry ti presento Sally.